Calcestruzzo è un progetto a lungo termine, intrapreso nel 2020, composto da fotografie, sculture, cartoline, giornali e libri che esplorano le diverse declinazioni materiali del calcestruzzo. L’autore si interroga sulla presenza diffusa del calcestruzzo nel paesaggio italiano contemporaneo: se per un verso questo materiale ha reso possibile la realizzazione di alcuni dei capolavori dell’architettura del XXI secolo, dall’altro la sua presenza si è manifestata frequentemente nella deriva speculativa che ha condotto alla cementificazione del territorio. A partire dal boom edilizio degli anni Sessanta, il cemento ha plasmato non solo lo spazio urbano, le coste, le periferie, ma anche i luoghi della vita quotidiana, dando forma allo spazio fisico e al paesaggio emotivo su cui ormai diverse generazioni sono cresciute. L’indagine di Nicola Di Giorgio comprende una prospettiva al contempo personale e collettiva, dove le immagini della scuola e della chiesa frequentate da bambino, convivono con quelle che raccontano l’espansione edilizia conosciuta come “Sacco di Palermo”. L’autore osserva inoltre il calcestruzzo non solo nelle sue manifestazioni architettoniche e urbanistiche, ma anche nella sua semplice identità di materiale prodotto e testato in laboratorio. Attraverso documenti d’archivio, giornali e cartoline, l’autore restituisce l’immaginario che intorno a questo tema si è andato costruendo nel tempo, la cui interpretazione cambia di volta in volta a seconda del contesto di riferimento. Come un collezionista, l’artista accumula contributi critici e testi così come materiali trovati, donati o acquistati attraverso il portale eBay, costruendo la sua personale riflessione su quella che definisce una “sgrammaticatura” del paesaggio italiano, in costante “boom” da rischio idrogeologico.

Attraverso la fotografia l’autore colma lacune, mette in relazione elementi tradizionalmente distanti nella loro dimensione geografica, storica e sociale e costruisce reti di senso lasciando aperto uno spazio di meditazione sulle possibilità alternative alle criticità del reale.

Simona Antonacci, MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo

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Nicola Di Giorgio (Palermo, 1994) vive e lavora a Milano.

Consegue il diploma accademico di I livello nel 2019 presso l!Accademia di Belle Arti di Palermo in Design Grafico, con tesi in Fotografia. Prosegue gli studi presso l’ISIA di Urbino, dove consegue il diploma accademico di II livello in Fotografia nel 2022.

Dal 2018 con il progetto “Indefinito Spazio. Identità di un luogo” incomincia un’osservazione del paesaggio urbano in rapporto alla società pubblica e privata, oltrepassando il confine delle abitazioni. Contestualmente intraprende uno studio teorico sull’origine, l’evoluzione del termine paesaggio e la relazioni con la fotografia.

Nel 2019 è selezionato per esporre al Ragusa Foto Festival, all’interno della mostra collettiva Lessico Famigliare a cura di Steve Bisson (Urbanautica Institute). Inoltre, è stato selezionato nel progetto collettivo Firenze Fotografia d!Architettura 2019 organizzato dalla Fondazione Giovanni Michelucci in collaborazione con la Fondazione Studio Marangoni e con diverse altre istituzioni archivistiche della città di Firenze. Il progetto è stato restituito al pubblico attraverso una conferenze alla Fototeca Kunsthistorisches I nstitut in Florenz e con una mostra allestita presso la Fondazione Architetti, Palazzina Reale di Firenze.

Dal 2019 al 2020 ha collaborato con Église, centro culturale in Palermo. Nel 2020 è stato incaricato, congiuntamente ad altri 60 autori, dall!ideatore e autore Giorgio Barrera a prendere parte al progetto collettivo “In the light of you”. Nel 2021 figura nella pubblicazione “Palermo/ Periferie” a cura di Sandro Scalia e Sebastiano Raimondo, edito dall’Accademia di Belle Arti di Palermo. Nel 2022 è vincitrice del Premio Graziadei per la Fotografia in coproduzione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. Inoltre, dal 2022, è assistente di Francesco Jodice e docente presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.