{"id":6155,"date":"2021-08-18T20:06:37","date_gmt":"2021-08-18T18:06:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/?p=6155"},"modified":"2021-08-18T20:06:37","modified_gmt":"2021-08-18T18:06:37","slug":"olimpia-galatolo-fotografia-del-modello-fisico-di-architettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/archives\/6155","title":{"rendered":"Olimpia Galatolo. Fotografia del modello fisico di architettura"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Il primo dopoguerra in occidente segna il ritorno spettacolare del modello di architettura come strumento educativo e di pratica professionale (<a href=\"#sdfootnote1sym\">1<\/a>) (<a href=\"#sdfootnote2sym\">2<\/a>). Ma in questo ritorno in auge, il modello non \u00e8 da solo: la sua resurrezione coincide con il ruolo crescente della fotografia nella costruzione e diffusione del linguaggio dell\u2019architettura moderna: il modello di architettura si lega alla fotografia e grazie ad essa si qualifica come oggetto autonomo (<a href=\"#sdfootnote1sym\">3<\/a>). Facendo un passo indietro, gi\u00e0 nel \u2018400 la comunicazione delle teorie architettoniche assiste ad una trasformazione: la silografia consente la diffusione di immagini di <em>exempla<\/em> architettonici e testo insieme, creando una frattura con la cultura normativa medievale prevalentemente aniconica (<a href=\"#sdfootnote4sym\">4<\/a>).<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6163\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Palladio-Exemplum.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1115\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Tratto dal Primo Libro di Architettura di Andrea Palladio<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\"><\/a><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Diversamente da quanto accaduto nel XV secolo, nel primo dopoguerra non c\u2019\u00e8 una cultura da sovvertire ma da ricostruire e questa vede nei modelli un novello <em>exemplum<\/em> da diffondere, il quale sfrutta la fotografia come tecnica di riproduzione fedele e che conserva la plasticit\u00e0 delle tre dimensioni materiali ed il fascino della miniatura. La fotografia del modello ci ha permesso di conoscere oggetti ormai perduti non soltanto per puro spirito documentarista dell\u2019architetto o del modellista. \u201cWe speak through models\u201d ha detto Roz Barr durante la talk online organizzata da MSA Provocations, intitolata \u201cWhy do we make models\u201d(<a href=\"#sdfootnote5sym\">5<\/a>). Durante la discussione, Barr ha presentato immagini di modelli di alcuni suoi progetti, scelta che rappresenta una strategia comunicativa: l\u2019immagine del modello \u00e8 una vista preferenziale sul messaggio plastico veicolato dal modello fisico.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6164\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Schermata-Barr.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"480\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Roz Barr, Immagini di modelli presentate durante il talk online &#8220;Why do we make Models&#8221;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Se immaginiamo di paragonare il modello a un testo letterario, o a un\u2019opera d\u2019arte, la sua immagine fotografica ne \u00e8 l\u2019ecfrasi (<a href=\"#sdfootnote6sym\">6<\/a>): una descrizione sapientemente composta, dove niente \u00e8 lasciato al caso. Illuminazione, punto di vista, sfondo vengono controllati per creare una narrazione nella narrazione, una lettura critica della lettura critica del progetto. E\u2019 possibile individuare alcune tipologie principali di immagini di modelli, nonch\u00e9 rintracciare i tratti salienti di un codice espressivo che viene utilizzato anche ai giorni nostri: il modello decontestualizzato, il modello contestualizzato o fotomontaggio realistico, l\u2019immagine finalizzata allo studio della struttura. Nella tipologia di immagine che ritrae il modello decontestualizzato, il plastico \u00e8 trattato al pari di un gioiello o un\u2019opera d\u2019arte, viene isolato da altri elementi fisici o realistici, appare fluttuante, senza peso. In genere utilizzata per modelli dal linguaggio molto sintetico, la composizione fotografica \u00e8 accurata, il fondale \u00e8 neutro o viene eliminato in postproduzione. L\u2019immagine del modello inserito in un contesto verosimile o realistico \u00e8 spesso utilizzata per modelli pi\u00f9 simili a miniature, intese come riproduzioni realistiche e dettagliate, ma anche per modelli concettuali. I modelli vengono ritratti direttamente all\u2019aperto o sono rielaborati tramite fotomontaggi eseguiti in post-produzione: in questo caso, il modello fotografato in studio riproduce la prospettiva e le condizioni di illuminazione del sito in cui verr\u00e0 inserito il progetto, per poter verificare l\u2019impatto con l\u2019esistente. La fotografia del modello pu\u00f2 tradurre le intuizioni e le deduzioni ottenute dallo studio della statica del modello strutturale, in combinazione con le tecniche empiriche di form-finding. \u00c8 il caso di foto di modelli utilizzate da Gaud\u00ec (<a href=\"#sdfootnote7sym\">7<\/a>) nel 1890 per il progetto della cappella della colonia operaia a Santa Coloma de Cervell\u00f2, o delle foto prodotte da Frei Otto negli anni 1960-70 per il progetto del padiglione tedesco all\u2019Expo \u201867 di Montreal (<a href=\"#sdfootnote8sym\">8<\/a>).<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6162\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/FreiOtto.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"532\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Frei Otto fotografa il plastico della copertura della tribuna provvisoria dell&#8217;Olympiahalle a Monaco di Baviera \u00a9 saai | S\u00fcdwestdeutsches Archiv f\u00fcr Architektur und Ingenieurbau, Karlsruher Institut f\u00fcr Technologie, Werkarchiv Frei Otto<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">In tempi pi\u00f9 recenti, la produzione dell\u2019immagine del modello finalizzata alla comunicazione del progetto \u00e8 stata una parte essenziale nel percorso didattico ideato da Remo Buti nel suo corso di Arredamento e Architettura degli Interni presso la Facolt\u00e0 di Architettura di Firenze negli anni compresi tra il 1982 e il 2002. Come racconta Bartolozzi (<a href=\"#sdfootnote9sym\">9<\/a>), la fotografia dei modelli \u201crappresentava il momento di sintesi pi\u00f9 alto\u201d: per ogni tema progettuale egli predisponeva un set specifico di posa, un unico punto di vista uguale per tutti, una sola immagine per ritrarre il progetto. Quasi come un fosse un rito, la serialit\u00e0 del set fotografico evidenziava e preservava le peculiarit\u00e0 di ogni singolo progetto.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6165\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Schermata-Buti.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"588\" \/><\/p>\n<p>Immagine tratta dalla selezione online del libro Bartolozzi, G. 2020, <em>La didattica Radicale in Varie et\u00e0<\/em>, Quodlibet, didapress, Macerata.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\"><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\"><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">L\u2019immagine del modello \u00e8 stata prodotta, e ancora oggi viene costruita, con intenzione, ad arte: per comporre un messaggio, per veicolare una teoria architettonica o per elaborare il progetto stesso. Fanelli, nel suo saggio sulla storia della fotografia di architettura, testimonia i primi utilizzi della fotocomposizione o fotomontaggio di immagini di modelli di architettura da parte degli architetti del Secondo Impero in Francia. Nel 1932 la rivista \u201cDie Form\u201d (<a href=\"#sdfootnote10sym\">10<\/a>) mette in copertina la foto del modello della Ringplanschool di Neutra. Nello stesso anno, alcuni architetti funzionalisti di Amsterdam e Rotterdam fondano la rivista olandese di architettura d&#8217;avanguardia \u201cDe 8 en Opbouw\u201d. La copertina del numero di novembre \u00e8 costituita dalla composizione di tre immagini del modello di Oud. La tecnica del fotomontaggio prende piede nei concorsi di idee nell\u2019arco di tutto il 1900, come testimoniano le immagini prodotte inizialmente da Mies van der Rohe e in seguito da Saarinen e Mollino. Il sodalizio tra modello e fotocamera ha costituito una nuova alba\u00a0comunicativa nel dopoguerra, ha conosciuto una fioritura e poi l\u2019ineluttabile decadenza di fronte ai sistemi di disegno computerizzato e di rendering. Il XXI secolo sembra aver trovato un nuovo palco, sul quale nuove tecniche fotografiche e nuove tecnologie di prototipazione impiegate nella produzione di modelli fisici, riescono ad incontrarsi e ad esibirsi. Forse mai come adesso, le immagini di modelli fisici di architettura sono sotto gli occhi di un pubblico vasto e diversificato. Grazie ai social media come Instagram o Pinterest, raggruppate in bacheche, filtrate e selezionate da hashtags, esse popolano la rete e sono a disposizione di professionisti e studenti come fonte di ispirazione, di riflessione, di studio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6167\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Schermata-Pinterest.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"469\" \/><\/p>\n<p>Screenshot della pagina di ricerca su Pinterest<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\">Come per le opere d\u2019arte, oltre allo spazio fisico del museo esiste quindi un nuovo spazio digitale in cui il modello trova una sua modalit\u00e0 di esibizione. Siamo quindi di fronte ad una nuova rivoluzione comunicativa, ad una nuova svolta, ad un nuovo impulso dato al modello di architettura? Questo scritto non intende dare una risposta definitiva ma certamente vuole invitare il lettore a riflettere sull\u2019effetto che l\u2019attuale circolazione di massa di immagini di modelli pu\u00f2 produrre (o forse ha gi\u00e0 prodotto): quello di confermare l\u2019intramontabilit\u00e0 e l\u2019autonomia del modello fisico di architettura rispetto ad altre forme di rappresentazione dell\u2019architettura.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6166\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Schermata-Instagram.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"557\" \/><\/p>\n<p>Screenshot su Instagram: models_architecture \u00e8 uno dei profili pi\u00f9 interessanti da seguire, per la qualit\u00e0 dei progetti e delle immagini selezionate.<\/p>\n<p align=\"justify\">Delle molteplici modalit\u00e0 bidimensionali di rappresentare un progetto architettonico, la fotografia della rappresentazione plastica dell\u2019architettura resta quasi inosservata agli occhi della critica. Eppure, \u00e8 proprio questa intermedialit\u00e0 (<a href=\"#sdfootnote11sym\">11<\/a>) che ha garantito al modello la sua elevazione ad oggetto autonomo, generando ritratti divenuti ormai simbolici. La fotografia ha affiancato il modello, lo ha sostenuto come strumento progettuale architettonico e urbano, nonch\u00e9 come veicolo di diffusione teorica e di commercializzazione dell\u2019architettura. Echi della struttura originaria di questa intermedialit\u00e0 si ritrovano in quei flussi di immagini digitali tanto facilmente accessibili, in cui si sceglie di tuffarsi per ritrovare la r\u00eaverie Bachelardiana della miniatura (<a href=\"#sdfootnote12sym\">12<\/a>). Scatti di modelli-gioielli astratti dal contesto, o sguardi indiscreti su interni realistici riprodotti nei minimi dettagli, che da adesso ammireremo forse pi\u00f9 consapevoli di quale storia si cela dietro ogni immagine di un modello di architettura.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"right\">[<a href=\"mailto:olimpiagalatolo@gmail.com\"><strong>Olimpia Galatolo<\/strong><\/a>]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"right\">18.8.21<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"right\">Olimpia Galatolo \u00e8 borsista di Ricerca presso Laboratorio Modelli per l\u2019Architettura, Dipartimento di Architettura dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span lang=\"en-US\"> Moon, K. (2005). <\/span><span lang=\"en-US\"><em>Modeling Messages: The Architect and the Model<\/em>,<\/span><span lang=\"en-US\"> Monacelli Press, New York.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span lang=\"en-US\"> Deriu, D. (2012). <em>The Architectural Model in the Age of its Mechanical Reproducibility<\/em>. PROCEEDINGS OF THE 2ND INTERNATIONAL CONFERENCE OF THE EUROPEAN ARCHITECTURAL HISTORY NETWORK.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span lang=\"en-US\"> Deriu, D. (2016). <em>Modernism in Miniature: Points of View \/ Modernidad en miniatura<\/em>: puntos de vista. C\u00e1mara y Modelo. Fotograf\u00eda De Maquetas De Arquitectura En Espa\u00f1a (Modelling for the Camera: Photography of Architectural Models in Spain), 1925\u20131970.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\">4\u00a0<\/a>Carpo, M., (1998) <em>L\u2019Architettura dell\u2019et\u00e0 della stampa. Oralit\u00e0, scrittura, libro stampato e riproduzione meccanica dell\u2019immagine nella storia delle teorie architettoniche<\/em>,Ed. Jaca Book<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><a href=\"#sdfootnote5anc\">5<\/a> A testimonianza del fatto che, seppur confinato in una nicchia, esiste un dibattito vivo sul modello di architettura, riportiamo l\u2019attivit\u00e0 dei profili instagram di Istituzioni come la Manchester School of Architecture e del laboratorio di modelmaking B15 ad essa affiliato. Facilmente accessibili a tutti tramite canali social, queste ed altre istituzioni generano contenuti sulle tecniche di realizzazione e sulla teoria del modello architettonico. <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/mmutube.mmu.ac.uk\/playlist\/dedicated\/1_chgu2yyl\/1_j1anpveo\">https:\/\/mmutube.mmu.ac.uk\/playlist\/dedicated\/1_chgu2yyl\/1_j1anpveo<\/a><\/u><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6\u00a0<\/a>\u00e8cfra\u1e61i\u00a0(o\u00a0\u00e8cfra\u1e61is; anche\u00a0\u00e8kphrasis) s. f. [adattam., o traslitt., del gr.\u00a0\u1f14\u03ba\u03d5\u03c1\u03b1\u03c3\u03b9\u03c2, der. di\u00a0\u1f10\u03ba\u03d5\u03c1\u1f71\u03b6\u03c9\u00a0\u00abesporre, descrivere; descrivere con eleganza\u00bb]. \u2013 Nome che i retori greci davano alla descrizione di un oggetto, di una persona, o all\u2019esposizione circonstanziata di un avvenimento, e pi\u00f9 in partic. alla descrizione di luoghi e di opere d\u2019arte fatta con stile virtuosisticamente elaborato in modo da gareggiare in forza espressiva con la cosa stessa descritta. Da Treccani <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/ecfrasi\/\">https:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/ecfrasi\/<\/a><\/u><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7\u00a0<\/a>Fanelli, G., 2009, <i>Storia della Fotografia di Architettura,<\/i> Edizioni Laterza, Bari, pag. 396-397.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8\u00a0<\/a>Vrachliotis, G., a cura di,(2016)\u00a0<i>Frei Otto. <\/i><span lang=\"en-US\"><i>Thinking by modelling<\/i><\/span><span lang=\"en-US\">, Spector Books, Leipzig.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9\u00a0<\/a>Bartolozzi, G. 2020 La didattica Radicale in <i>Varie et\u00e0<\/i>, Quodlibet, didapress, Macerata.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote10anc\">10<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/magazines.iaddb.org\/issue\/DF\/1932-04-15\/edition\/null\/page\/1\">https:\/\/magazines.iaddb.org\/issue\/DF\/1932-04-15\/edition\/null\/page\/1<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\" style=\"text-align: left;\">\n<p><a href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\"><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"#sdfootnote11anc\">11<\/a>\u00a0Deriu, D. (2012). <span lang=\"en-US\">The Architectural Model in the Age of its Mechanical Reproducibility. PROCEEDINGS OF THE 2ND INTERNATIONAL CONFERENCE OF THE EUROPEAN ARCHITECTURAL HISTORY NETWORK.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"#sdfootnote12anc\">12<\/a>\u00a0Gaston Bachelard,\u00a0La poetica dello spazio, traduzione italiana a cura di Ettore Catalano, Dedalo, Bari, 1957, 4 ristampa 1993.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo dopoguerra in occidente segna il ritorno spettacolare del modello di architettura come strumento educativo e di pratica professionale (1) (2). 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