{"id":5038,"date":"2017-10-21T19:48:02","date_gmt":"2017-10-21T17:48:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/?p=5038"},"modified":"2017-10-21T19:52:48","modified_gmt":"2017-10-21T17:52:48","slug":"laura-manione-viridis-declinazioni-fotografiche-del-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/archives\/5038","title":{"rendered":"Laura Manione. Viridis. Declinazioni fotografiche del verde"},"content":{"rendered":"<p><em>Viridis<\/em>, nella lingua latina, traduce l\u2019aggettivo verde nel suo significato \u201ccromatico\u201d, mentre, in quello traslato, rimanda al vigore e alla frescura restituiti dalla natura. Declinato nei casi dativo e ablativo, <em>virdis<\/em> si trasforma in <em>viridi<\/em>, vocabolo preso in prestito per il titolo della mostra allestita nelle sale del Museo del Fiore e della Palazzina Pedriali di Sanremo. Senza volersi dilungare in questioni grammaticali, \u00e8 comunque utile ricordare che il dativo esprime il complemento di termine, ovvero il complemento che indica a chi o a cosa \u00e8 diretta un\u2019azione, mentre l\u2019ablativo \u00e8 generalmente riconosciuto come un caso in grado di interpretare un\u2019ampia variet\u00e0 di complementi. Due casi non casuali, per riassumere il tutto in un calembour.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5040\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/02-Simone-Barbagallo-100km.jpg\" alt=\"02 - Simone Barbagallo - 100km\" width=\"700\" height=\"700\" \/><\/p>\n<p><i>\u00a9<\/i>Simone Barbagallo,\u00a0<i>100km, <\/i>2016 -2017<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Il verde, per i fotografi e gli artisti che partecipano all\u2019esposizione, \u00e8 infatti, al contempo, il destinatario, il principio, lo strumento, la causa, lo stato in luogo (nel caso di Sanremo, il genius loci) del proprio lavoro. Interpreta una pluralit\u00e0 di intenzioni e significati ed \u00e8 declinato da una pluralit\u00e0 di sguardi.\u00a0Verde &#8211; viridi, sguardi &#8211; iridi. Iridi, parola che definisce e conserva le parti pi\u00f9 identitarie e identificative del nostro occhio. Iridi dai quali il diaframma della fotocamera ha preso forma e funzione.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Il verde, qui, non \u00e8 perci\u00f2 il pretesto per approdare a raffigurazioni didascaliche di natura, giardini o fiori. \u00c8 invece il referente con cui ciascun autore ha una connessione fisica e\/o concettuale irrinunciabile. \u00c8 sintomo di urgenze espressive differenti e fortemente individuali che, pur guardando al vasto e imprescindibile repertorio iconografico a soggetto botanico, non possono essere demandate alle cosiddette \u201cmaniere\u201d, n\u00e9 costrette in formati o soluzioni tecniche standardizzati. \u00a0Il tema della mostra, cos\u00ec ampio nelle sue accezioni, svela dunque allo spettatore le coordinate per rintracciare itinerari unici e addentrarsi in territori non solo squisitamente fotografici, ma anche intimi, culturali, etici.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">La fotografia riflette sul mistero della vita racchiuso in quella forza rigeneratrice della natura celebrata dal lavoro di Gabriella Martino, impone di guardare in faccia la morte attraverso la presenza luttuosa del fiore reciso trasfigurato da Efrem Raimondi o attraverso gli struggenti mazzolini artificiali censiti da Simone Barbagallo sui luoghi degli incidenti stradali.\u00a0La fotografia si spinge, insieme con Giuseppe Piredda, nella quotidianit\u00e0 di abitazioni ingentilite da un vaso di fiori o svela, con la delicatezza che contraddistingue Giusi Bonomo, un\u2019interiorit\u00e0 fatta di visioni minimali, sussurrate.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5041\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/10-Giuseppe-Piredda-Lonely-Flowers.jpg\" alt=\"10 - Giuseppe Piredda - Lonely Flowers\" width=\"700\" height=\"525\" \/><\/p>\n<p><i>\u00a9\u00a0<\/i>Giuseppe Piredda,\u00a0<i>Lonely Flowers, <\/i>post 2000<\/p>\n<p align=\"LEFT\">La fotografia \u00e8 \u201celastica\u201d: pu\u00f2 isolare porzioni di verde o trasportarlo su larga scala. Il particolare botanico solido e cristallizzato, messo in contrapposizione con la liquidit\u00e0 del mondo virtuale, si inscrive dentro la geografia personale di Stefano Ghesini Salvadori, oppure, in Mem-Brains di Clara Turchi, \u00e8 elemento ripetuto che va a scalfire l\u2019emulsione\/membrana sensibile della carta fotografica.\u00a0Piante e rose, coltivate in cattivit\u00e0 e tradite dall\u2019insensibilit\u00e0 umana, esibiscono le ferite inferte da una potatura insensata e drastica nei dittici realizzati da Chiara Ferrin o consegnano la loro ultima e disperata fioritura alle fotografie struggenti di Ferruccio Carassale.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5042\" src=\"https:\/\/www.archphoto.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/11-Luca-Prestia-Libereso-Guglielmi-.jpg\" alt=\"11 - Luca Prestia - Libereso Guglielmi\" width=\"700\" height=\"465\" \/><\/p>\n<p><i>\u00a9\u00a0<\/i>Luca Prestia, <em>Libereso Guglielmi: il giardino di Calvino<\/em>, 2015<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Di contro, su un piano sociale e social, il verde diventa ripensamento della nozione di \u201cisoflora\u201d nell\u2019indagine corale condotta dai componenti di CROP Collective e si fa narrazione condivisa nella raccolta Nature estratta dal blog fotografico omni-comprensivo \u201cAlma Photos\u201d di Matteo Scarpellini e Alessandro Vigan\u00f2.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">La fotografia sa misurare distanze morali.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Lontano \u00e8 l\u2019uomo negli Still Life formalmente ineccepibili e austeri di Paolo Minioni, mentre vicino fino a esser consustanziale alla natura \u00e8 Libereso Guglielmi, giardiniere di Italo Calvino, protagonista sanremese del racconto fotografico di Luca Prestia.<\/p>\n<p>La fotografia riporta il verde negli ambienti in cui ha trovato casa.\u00a0Cos\u00ec, in chiusura di percorso, la citt\u00e0 ligure che ospita la mostra ritorna nei progetti di Roberto Bianchi, Attilio Carnevali, Andrea Franci, responsabili di Sanremo Photo Academy. Tre ricerche svolte in loco, negli splendidi e storici parchi pubblici, ai piedi di alberi secolari e all\u2019interno dei laboratori dell\u2019Istituto Sperimentale per la Floricoltura.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">In sintesi, il proposito di <em>Viridi. Declinazioni fotografiche del verde<\/em> \u00e8 quello di invitare gli spettatori a considerare la fotografia come un mezzo in grado di moltiplicare l\u2019approccio a un tema unico e largamente condiviso. Considerare la fotografia, riconoscendo nella sua versatilit\u00e0 &#8211; e finanche nella sua ambiguit\u00e0 &#8211; il requisito necessario a superare visioni preconfezionate e a contrastare ogni altra pretesa di certezza con l\u2019intelligenza del dubbio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"RIGHT\">[<a href=\"mailto:laura.manione@gmail.com\"><strong>Laura Manione<\/strong><\/a>]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Sabato 28 ottobre 2017 alle ore 11, a Sanremo, nelle sale del Museo del Fiore e della Palazzina Pedriali, sar\u00e0 inaugurata la mostra Viridi. Declinazioni fotografiche del verde, organizzata da Sanremo Photo Academy e curata da Laura Manione nell\u2019ambito della prima edizione della rassegna Spazivisivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">L\u2019esposizione che si avvale del patrocinio della Regione Liguria, della Provincia di Imperia e del Comune di Sanremo, rester\u00e0 aperta al pubblico fino a domenica 19 novembre e presenter\u00e0 i lavori di fotografi e artisti che usano la fotografia per indagare il concetto di botanica e di verde. Il verde declinato attraverso una pluralit\u00e0 di sguardi, non \u00e8 il pretesto per approdare a raffigurazioni didascaliche di natura, giardini o fiori. \u00c8 invece il referente con cui ciascun autore ha una connessione fisica e\/o concettuale irrinunciabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">In mostra, opere di Alma Photos, Simone Barbagallo, Giusi Bonomo, Ferruccio Carassale, Crop Collective, Chiara Ferrin, Stefano Ghesini Salvadori, Gabriella Martino, Paolo Minioni, Giuseppe Piredda, Luca Prestia, Efrem Raimondi, Clara Turchi e \u2013 per Sanremo Photo Academy \u2013 Roberto Bianchi, Attilio Carnevale e Andrea Franci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viridis, nella lingua latina, traduce l\u2019aggettivo verde nel suo significato \u201ccromatico\u201d, mentre, in quello traslato, rimanda al vigore e alla frescura restituiti dalla natura. 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