REVIEWS
Sezione che raccoglie recensioni di libri e mostre,
segnalazioni di siti web, fatti o eventi inerenti l'architettura e la cultura,
allo scopo di seguire e diffondere il movimento delle idee.
[occhiali
da sole]
In
questa rubrica vengono raccolti una serie di brevi testi che 'raccontano un
luogo' da scoprire o ri-scoprire: il vostro punto di vista sugli spazi urbani
ed il paesaggio, sulle architetture e le esperienze meno note in Italia o all'estero.
Una sorta di taccuino di appunti a più mani volutamente privo di immagini,
per lasciare spazio all'immaginazione e alla curiosità
Monia Cappuccini|Intervista a Paul Virilio
Viviamo
nel secolo della paura. A differenza delle matematiche, della fisica e della
biologia, che hanno dominato i secoli precedenti, il sentimento di angoscia
dilagante non può essere considerato alla stregua di una scienza ma,
per dirla con parole prese in prestito ad Albert Camus, "è di sicuro
una tecnica". Che, radicalizzatasi nel secolo scorso con i conflitti mondiali,
non poteva che sfociare in era contemporanea nell'equilibrio del terrore tra
l'est e l'ovest. E' questo il preambolo impietoso da cui parte il filosofo Paul
Virilio...
Giovanni
Bartolozzi|Fuori
dal letargo.Exit
Un
momento di riflessione sull'architettura contemporanea a Firenze e sullo stato
delle sue ricerche, dentro e fuori la Facoltà di Architettura, si attendeva
da decenni. Migliori risultati ancora si attendono, ma sulla sfuocata scena
fiorentina, questa stagione informatizzata dell'architettura ha indubbiamente
prodotto dei risultati interessanti sui quali è doveroso soffermarsi.
Dentro questa cornice, Florence Exit è un evento unico nel suo genere,
perché legato a questo particolare periodo di transizione, di mutamenti,
di nuove sostanze.
Alessandro
Lanzetta|La
Martella: neo realismo architettonico
Archphoto
pubblica il viaggio in Italia alla scoperta delle architetture dimenticate,
una iniziativa editoriale ideata con e per il quotidiano Liberazione. Canto
del cigno del neorealismo architettonico, il Borgo la Martella a Matera (1951-54)
di Ludovico Quaroni (1911-1987) è una splendida opera assolutamente contraddittoria,
come del resto l'intera produzione architettonica del Maestro romano. Il neorealismo
del primo dopoguerra italiano fu un tentativo di superare le due semplificazioni
che avevano ingabbiato l'architettura e l'urbanistica italiana...
Anna
Rita Emili|L'istituto
Marchiondi di Viganò a Milano
Archphoto
pubblica il viaggio in Italia alla scoperta delle architetture dimenticate,
una iniziativa editoriale ideata con e per il quotidiano Liberazione.
"Se
siamo ancora costretti a vedere l'ex Marchiondi, ma anche altri innumerevoli
edifici prestigiosi, in un degrado così umiliante, non è a causa
di un problema economico o organizzativo, ma è soprattutto un problema
di cultura. Quale criterio stabilisce se un edificio è di valore o meno,
se non la conoscenza architettonica che, per gran parte degli italiani, si è
fermata all'Ottocento..."
Alessandro
Bianchi|Architettura Unita d'Europa
Un
viaggio nella ex DDR è l'occasione per ripensare, con occhio storico,
agli avvenimenti contemporanei. Vogliamo una unione che in passato fu il sogno
di pazzi visionari e sanguinari: dai Cesare a Carlo Magno, da Federico Barbarossa
a Re Sole, da Napoleone alle dittature novecentesche. L'Europa unita che noi
vogliamo, però, a differenza del passato, deve nascere dalla volontà
popolare e non dalle imposizioni dei politici, da un comune sentire e da un'economia
comune, piuttosto che da guerre di conquista.
Laura
Pecchioli|I
SANAA a Berlino
I SANAA (Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa) sono risultati vincitori della competizione
progettuale dell'estensione del Bauhaus Archive di Berlino. La loro proposta
è una strategica soluzione per "preservare" il carattere storico
ed architettonico del Bauhaus Archive, e nello stesso tempo per creare un nuovo
spazio per sopperire alle esigenze di archivio oltre a quelle di museo.
Il concorso richiedeva di progettare un'area di espansione, ma anche un edificio
antistante il Bauhaus Archive. Tale richiesta nasceva dalla necessità
di finanziamento per l'area del nuovo progetto.
Francesco
Gastaldi|Liguria: paesaggio costiero (e turismo) a rischio
Le
cronache giornalistiche regionali hanno registrato negli ultimi mesi numerose
proteste e prese di posizione nei confronti di un nutrito numero di progetti
che potrebbero compromettere l'ambiente di aree costiere di grande pregio. L'ultimo
allarme è stato lanciato dal sovrintendente per i beni ambientali Giorgio
Rossini, che ha rilevato a chiare lettere la possibilità che si avvii
una nuova fase di cementificazione del litorale ligure con rischi molto elevati
di compromissione irreversibile di siti di altissimo valore paesistico.
Eleonora
Giovene di Girasole|Abbattimento
vs. recupero
Le
Vele di Scampia sono divenute nel corso degli anni sinonimo di degrado e di
emarginazione, simbolo insieme al Corviale di Roma, allo Zen di Palermo e ad
altri "mostri" metropolitani, del modo superato di concepire la città,
e di cui si è richiesto da più parti negli ultimi anni la demolizione
(Lucien Kroll, Massimiliano Fuksas, ecc). Contemporaneamente contrastanti sono
stati i giudizi dati su questi edifici e molte voci si sono alzate a loro difesa,
poiché rappresentano interventi ricchi di implicazioni sperimentali che
si sono posti come modello alternativo per la crescita della città.
Alessandro
Bianchi|Il mediterraneo arabo nella Spagna contemporanea
Partiamo dal luogo
delle meraviglie: la Sala del Trono all'interno dell'Alhambra di Granada. L'ottica
araba qui ha la sua applicazione più piena: fuori il sole, dentro una
luce a macchie - che ricorda le pergole di Silvestro Lega - bagna con il filtro
di gocce di aurorale rugiada delle pareti che sembrano i broccati degli abiti
del Bronzino. Che bellezza! Che passione! Che immensità. Lì dentro
c'è il mondo in una sintesi perfetta, c'è una grazia che ti fa
scordare che possa esistere qualcos'altro, senz'altro più brutto.
Alessandro
Busà|La
variabile tempo nella forma della città
La
demolizione del Palast der Republik è dunque espressione di una strategia
di rimozione delle tracce storiche indesiderate che David Midgley descrive parlando
di "topografia della memoria", strategia le cui metafore e i cui paradigmi
hanno modellato finora il dibattito teoretico e politico sulla città,
come anche l'immaginario collettivo della città stessa. In tale dibattito
è ravvisabile un'azione selettiva che ha indiscutibilmente assegnato
diverso status e significato alle diverse categorie storiche stratificatesi
nel palinsesto urbano,
Antonello
Marotta|Diller+Scofidio
"La nostra sfida consisteva nella responsabilità di rivolgerci ad
un pubblico di massa. In precedenza, il nostro pubblico consisteva in cittadini
di metropoli istruiti, di alta cultura, di orientamento progressista. La nostra
opera si rivolgeva involontariamente a questa distinta sottocultura di cui facevamo
parte.
Il Blur Building d'altro campo doveva funzionare per ogni gruppo di età
e strato socio-economico. Ci siamo riusciti tradendo ogni aspettativa..."
Speciale
Carlo Scarpa|Tomba Brion a San Vito
d'Altivole (1970-1978)
Su gentile concessione della DARC,
pubblichiamo in anteprima una selezione dei disegni digitalizzati della Tomba
Brion di Carlo Scarpa. "La famiglia voleva onorare un uomo venuto, come
si dice, dal popolo, noi diciamo dalla gavetta, e fattosi con volontà
e lavoro, una persona importante. [...] Questa è la pianta del cimitero
di un paese italiano. Il territorio della famiglia era solo questo. La famiglia
voleva costruire [una tomba] più grande per onorare questa persona. Allora
ha dovuto - non cè da ridere [...] acquistare [altro] terreno.
[...] A me bastavano 100 mq, invece sono 2200 mq [...]. Allora ho fatto quella
cosa che avete visto, ho deciso: persone, tombe, sarcofagi, nel tempo futuro,
riparate dal tempo in un posto solatìo, con un grande sole. [...] Luomo
morto chiedeva di essere vicino alla terra, perchè nato in questo paese."
(Tratto dal video della Conferenza tenuta da Scarpa a Vienna, 16.11.1976, Archivio
Carlo Scarpa, Roma, MAXXI, restaurato dalla DARC, 2002)
Guido
Guidi|Carlo
Scarpa_Tomba Brion a San Vito d'Altivole (Tv)
Pubblichiamo una
selezione di fotografie di Guido Guidi sulla Tomba Brion, cimitero di San Vito
d'Altivole, progettata da Carlo Scarpa (1969-78). Le immagini fanno parte del
corpus di lavoro sull'intera opera dell'architetto veneziano che Guido Guidi
ha eseguito tra il 1996 e il 1998, su commissione del Centre
Canadien d'Architecture di Montréal. In questo lavoro Guido Guidi
riesce a stabilire un'aderenza perfetta tra l'"l'insistenza dello sguardo"
-che caratterizza il suo 'fare' fotografico- e il "pensare per immagini"
scarpiano -finalizzato invece al 'fare' architettonico- dove la sovrapposizione
di un sistema di segni formano una lingua metaforica complessa, di cui la fotografia
ne disvela gli 'indici' e le tracce. L'uso degli elementi naturali -terra e
acqua- subiscono continue trasformazioni legate al riflesso della luce così
come ai previsti cambiamenti della forma organica causati dal deterioramento
dell'opera nel corso del tempo. Il dualismo degli opposti (luce/ombra, natura/artificio...)
fonde insieme, a San Vito, la visione animista della natura, figurativa e narrativa,
e l'osservazione buddista delle qualità astratte della natura stessa,
contemplativa e metafisica. La forma dello spazio si smaterializza e l'acqua,
nel suo muoversi circolarmente ricongiunge i due estremi, vita e morte, in una
continua rinascita. Archphoto, in collaborazione col CISA
Palladio, sede dell'archivio Scarpa, apre con questo contributo un approfondimento
sull'opera di Carlo Scarpa in occasione del centesimo anniversario della sua
nascita, avvenuta il 2 giugno 1906.
Brunetto
De Batté|Girando nelle
derive
Freddo,
vento, quasi neve...È tempo d'inverno pieno...Quasi sotto Natale...Girovagando
per le derive quasi lontano da arabesche e deduttive pergole illuminanti
un
colpo di vento d'un tratto m'investe con una pioggia di cartacce per caso una
mi si appiccica addosso un foglio un po'
strano una lettera!Una letterina di Natale!
Agostino
Petrillo|Periferie d'Europa
Agostino
Petrillo, sociologo urbano affronta nel saggio, scritto appositamente per Archphoto,
il tema della periferia. "Ci sono periferie che si orientano necessariamente
verso un unico centro, e ci sono periferie che dipendono da una pluralità
di centri. La storia della civiltà occidentale, come l'ha letta François
Braudel, ci parla di una successione di processi di centrage/recentrage, della
nascita, ascesa e declino di centri, che erano al tempo stesso epicentri di
grandi imperi economici, della creazione di periferie, esterne/interne..."
Emanuele Piccardo|Non
solo porto, non solo periferia... non sono periferia
"Non
sono periferia Cornigliano, Sestri Ponente, Pegli, Voltri, Pra, Rivarolo, Bolzaneto,
Pontedecimo, Marassi, Quezzi, Begato, Sturla, Quarto, Quinto, Nervi. Bordo,
margine, limite, confine identificano i luoghi della città che non coincidono
con il centro, ambito della vita quotidiana, sede dell'attività politica,
commerciale e residenziale. Genova con i suoi bordi ha avuto sempre relazioni
difficili, quando nel 1926 il fascismo annette venti comuni "in realtà
il proposito è quello di spezzare la tradizione di autonoma vitalità
dei Comuni... opere grandiose seguono il provvedimento come l'apertura di via
Francia e lo sbancamento del promontorio di San Benigno" (Poleggi-Cevini,
'Genova', Laterza, 1981). Questo nuovo assetto urbanistico determina un radicale
cambiamento dello scenario paesaggistico e geografico della città amplificando
l'idea di una città lineare seppur atipica." Il testo fa
parte del numero monografico che la rivista Gomorra
ha dedicato a Genova
Massimo
Ilardi|Banlieu
Archphoto inizia
con il testo del sociologo Massimo Ilardi, scritto per il quotidiano Liberazione,
un approfondimento tematico sulla metropoli e i suoi bordi. "Una
storia delle rivolte urbane di questi ultimi trent'anni non è stata ancora
scritta. Eppure un pensiero critico è da qui che dovrebbe partire, da
queste forme di lotta che ininterrottamente -da Roma (1977), per citarne solo
alcune, a Liverpool e Londra (1981, 1985 e 1999), da Monaco, Amburgo e Francoforte
(1985) a Parigi (1986, 1990 e 1994), da Briston e Leeds (1986 e 1987) a Berlino
(1989), Tolosa e Lione (1991), da Strasburgo (1997) fino di nuovo a Parigi (2005)-
hanno attraversato le metropoli europee nel periodo in cui la crisi dell'agire
politico e della sua cultura ha delegato al mercato il governo del territorio..."
Francesca
Iovino [SCIATTO
produzie]|Laccio emostatico
Archphoto
pubblica in occasione dell'uscita del numero di Gomorra dedicato al Grande Raccordo
Anulare di Roma, il saggio di Francesca Iovino di SCIATTO
produzie. "Roma: composizione policentrica a moltiplicazione diffusa;
sistema di traiettorie radiali per ambiti a concentrazione settoriale. In questo
territorio a schema centripeto, le "linee di fuga" sono percorsi matrice
che sollecitano collegamenti di interpolazione, di congiunzione circolare. L'impianto
del raccordo anulare infatti, è dapprima canale di distribuzione periferica
capace di intercettare arterie di ingresso alla città compatta. Un percorso
infrastrutturale che circoscrive l'organismo urbano secondo due frazioni di
corda, lungo la quota di installazione e dislocazione esistente, confondendosi
nel traffico di una metropoli in piena espansione..."
Intervista
a Sandra Suatoni
Archphoto intervista la curatrice dell'esposizione "Paolo Soleri. Etica
e invenzione urbana" in corso a Roma ed ospitata in tre sedi: Istituto
Nazionale per la grafica, Maxxi
e Casa dell'Architettura
Le
elezioni negli Ordini degli architetti
Oggi
e fino al raggiungimento del quorum (30/09-1/10 >metà iscritti; 3-6/10
>un quarto degli iscritti) si aprono le votazioni per i presidenti degli
Ordini degli Architetti. Archphoto mette in evidenza due candidature pubblicando
un estratto dei programmi di Nicola Desiderio per Bologna e David Raponi (HOV)
per Ancona. In entrambi i casi due "esterni" al sistema cercano di
scardinarlo per far sì che l'ordine professionale abbia un ruolo propositivo
nella diffusione della cultura architettonica nella società contemporanea.
Attenzione che spesso manca a chi percepisce questa istituzione solo come 'luogo'
di spartizione degli incarichi.
Nicola Desiderio è architetto attivo nella diffusione della cultura architettonica
nella società civile e presidente dell'associazione culturale arcomai.
David Raponi è architetto progettista fondatore dello studio HOV.
Nella bagarre per l'Ordine di Roma all'uscente Amedeo
Schiattarella si contrappone Silvio Luigi Riccobelli, vicepresidente nella
giunta uscente, con il progetto "Democrazia
urbana". Appare,
quello dei "democratici urbani", un progetto culturale che in questi
anni di gestione della Casa dell'Architettura è mancato. Archphoto ha
svolto un'indagine sulla trasparenza nelle comunicazioni degli Ordini ai propri
iscritti riguardo le elezioni, individuando una situazione penosa in cui, il
solo Ordine di Modena consente, oltre alle informative sulle elezioni e l'elenco
dei candidati, la visione dei programmi dei singoli candidati.
Luca
Mori|Periplo
Immaginario: Hugo Pratt in mostra a Siena
Il
viaggio tra i continenti costituisce il tema della straordinaria mostra dal
titolo "Periplo immaginario", la prima antologica di Hugo Pratt a
10 anni dalla sua scomparsa, allestita a Siena nel complesso museale di Santa
Maria della Scala dal 24 marzo al 2 ottobre 2005.
Fin dall'inizio, percorrendo rapidamente la scansione di anni ed eventi della
vita dell'artista ci è chiaro di essere di fronte ad una personalità
eccezionale e cosmopolita, per la quale il nomadismo, seguendo le orme di Chatwin,
è un ingrediente fondamentale del vivere e del decifrare il mondo.
Carol
Coletta intervista John Thackara|[eng]
Archphoto pubblica
un estratto dell'intervista fatta da Carol Coletta a John Thackara per Cluster,
il cui ultimo numero è dedicato alla città. "Quando considero
le promesse impossibili che la tecnologia ci fa oggi, mi sembra sempre più
chiaro che quello che ci sembra più importante, anzi, quello che è
più importante, sono proprio le semplici cose che succedono tra persone,
senza intermediari. Credo che le nostre aspettative tecnologiche dovrebbero
essere piuttosto modeste. Nel prossimo decennio non saremo tanto ossessionati
dalla tecnologia quanto lo siamo stati nel passato. La tecnologia diventerà
come l'acqua o l'elettricità. Farà cose per noi. Ci darà
un modo di comunicare. Ci stimolerà a incontrarci. Ma non penseremo poi
molto alla tecnologia..."
Brunetto
De Batté|Print - Robaldo Morozzo della Rocca
Finalmente la tesi di laurea di Giovanni Duranti prende
veste in una pubblicazione, ma
finalmente per una monografia su Morozzo della Rocca. Un libretto economico
di 143 pagine che ripercorre in senso cronologico il lavoro di questo architetto
tutto da riscoprire nei quaderni del dipartimento di architettura e analisi
della città dell'Università di Roma "La Sapienza" -
DAAC di Antonino Terranova per i tipi della Gangemi.
Emanuele
Piccardo|La formazione dell'architetto_l'esperienza
di Cucinella a Ferrara
Ferrara,
estate 2005. Mario Cucinella professore a contratto della giovane facoltà
di architettura, architetto sensibile e capace di sperimentare con i materiali,
mi invita all'esame finale dei suoi studenti. Il sole si nasconde tra le nuvole
sopra il prato punteggiato di architetture temporanee che i ragazzi stanno realizzando.
Cartone,
plastica, tela, sono i materiali base da cui creano le strutture che diventano
forma. La tela tesa a terra e sorretta da pali definisce una tensostruttura,
richiamo linguistico di Frei Otto. Fori circolari ne evidenziano il rapporto
interno-esterno dove la luce disegna lo spazio sottostante.
Luca
Mori|Maurizio
Bolognini_L'infinito fuori controllo. Macchine programmate 1990-2005
Con
la mostra inaugurata l'8 giugno nel Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce
a Genova continua il percorso di "Four Rooms" (un progetto che vede
quattro artisti emergenti alternarsi nell'allestimento degli spazi interni dell'edificio).Questa
volta l'arte concettuale si interseca con tematiche di estrema attualità
quali "democrazia elettronica", "interattività",
"network".
Agostino
Petrillo|Metropoli in rivolta:
Los Angeles 1992
Una
mattina l'America si svegliò sconvolta da una insolita giornata di violenza.
Los Angeles era in preda al caos, scossa da un crescendo di scontri, incendi
e distruzioni. Da un singolo incidente, il pestaggio da parte della polizia
di un automobilista nero, sospettato di essere in stato di ubriachezza, e dal
successivo giudizio di assoluzione pronunciato dal tribunale nei confronti degli
agenti coinvolti era scaturita un'esplosione di furia popolare senza precedenti.
Luca
Mori |Democrazia nella rete (Joi Ito & friends)
"La
domanda di fondo è: la comunicazione totale coincide con la libertà
di espressione delle minoranze od è uno straordinario campo di azione
per il controllo di pochi? Joi Ito sicuramente fa parte degli ottimisti, ed
insieme ad altri guru del fenomeno webcommunity utilizza gli strumenti del web
a difesa della libertà di pensiero e di azione..."
Bernard
Tschumi|il
progetto è movimento
"L'architettura
non è solo quello che si costruisce ma quello che si scrive, si pubblica
non c'è un concetto unico di architettura": molti architetti per
Tschumi cercano di partecipare al movimento del consumismo. L'architettura contemporanea,
quella proposta da Tschumi, convince nello stretto rapporto tra espressione
di un concetto e sua materializzazione...
Intervista
a Antonio Angelillo
Archphoto intervista Antonio Angelillo in occasione delle mostre "Gorizia-Nova
Gorica. Progettare il confine" e "Gorizia anno zero. Tracce del confine
scomparso" organizzate da ACMA-centro di architettura sul tema del confine.
Si apre così il dibattito attraverso il contributo di coloro che hanno
partecipato ai workshop organizzati dal centro di architettura negli anni scorsi.
Brunetto
De Battè|Une petit maison
De Battè recensisce "Une petit maison" di Le Corbusier ripubblicata
e tradotta in italiano da Biblioteca del Cenide, la casa editrice calabrese
fondata da Domenico Cogliandro. "Questo
edificio, questa casa, è fatta con pochi poveri materiali, ma con una
finezza di spazio che ancora oggi ci possiamo riconoscere, e persino un muratore
ritrova il filo poetico della ragione che le cose sono al lor posto tanto da
divenire vero luogo. Una casa un luogo
Anna
Viader Soler|Shrinking Cities
"Il fenomeno
delle "Shrinking Cities" (citta in via di spopolamento), non costituisce
una nuova trasformazione o "scoperta" dei nostri tempi. Epidemie,
catastrofi di ogni genere, guerre e/o la scomparsa delle grandi industrie e
infrastrutture si susseguono da secoli.
Neppure l'ex Repubblica Democratica Tedesca si afferma come un'eccezione nell'ambito
europeo e tedesco della fine del XX secolo e l'inizio dell'XXI.
Infatti, sebbene alcune aree di questo territorio attualmente hanno subito una
forte emigrazione e svalutazione economica a partire dall'inizio degli anni
90, bisogna sottolineare che altre regioni, come ad esempio la zona della Ruhr
situata a Ovest della Germania, si trova ad affrontare già da giá
da anni prima il problema dello smantellamento della sua importante industria
estrattiva del carbone con le coseguenze che da ciò derivano..."
El
fenómeno de las "Shrinking Cities", no constituye una nueva
transformación o "descubrimiento" de nuestros tiempos. Epidemias,
catástrofes de todo tipo, guerras y/o la desaparición de grandes
industrias e infraestructuras se vienen sucediendo desde hace siglos.
Tampoco la ex República Democràtica de Alemania se confirma como
una excepción en el ámbito europeo y alemán de finales
del siglo XX y principios del XXI. Si bien actualmente zonas de este territorio
han sufrido una enorme emigración y desvalorización económica
desde principios de los 90, cabe remarcar que otras regiones como por ejemplo
la cuenca del Ruhr en el Oeste de Alemania, lleva años afrontando el
problema de la desaparición de su reconocida industria del carbón
y las serias consecuencias que ello conlleva.
Giacinto
Cerviere|Antonio Sant'Elia, La mia prospettiva
interiore
Pubblichiamo
un estratto del libro scritto da Giacinto Cerviere sulla figura di Antonio Sant'Elia."Nuove
tendenze intendeva qualificarsi come area di cerniera tra la cultura ufficiale
e gli irriducibili futuristi divulgando il 20 maggio un volantino preannunciante
la mostra nei locali della Famiglia artistica. Dudreville nelle sue memorie
romanzate in cui compariva sotto lo pseudonimo 'Leone De Martini', si prese
il merito di avere scoperto il talento di Sant'Elia all'interno dell'accademia
di Brera. Scrisse che l'amico si era laureato a Brera da poco quando entrò
in contatto con lui. La notizia è inesatta poiché Sant'Elia non
concluse gli studi in accademia a Milano, come abbiamo già ricordato,
bensì a Bologna..."
Brunetto
De Batte'|Vangelo secondo Germano
Se
si può entrare nelle critiche della mostra organizzata secondo Germano
Celant e realizzata insieme a Gae Aulenti e Pierluigi Cerri, visto che tutti
si esaltano, e poi secondo il vangelo di Germano c'è tutto, esattamente
come ci potevamo aspettare, il rapporto tra Arti&Architettura è in
parte terreno suo con una laurea ad onoris causa regalata..."
Massimo
Ilardi|Nei territori del consumo totale. Il disobbediente e l'architetto
Archphoto presenta un estratto dal nuovo libro del sociologo Massimo Ilardi
edito da DeriveApprodi
Mentre
nel moderno era la politica a fondare lo spazio destinato non a unificare ma
a dividere il genere umano (Galli 2001), oggi é il mercato, con i suoi
circuiti finanziari internazionali, con l'atopia delle sue strutture commerciali,
con le sue reti di comunicazione globali, ad abbattere le mura della città
e a determinare lo spazio metropolitano fino ad estenderlo oltre ogni limite
e differenza. La stessa guerra muta radicalmente: l'obiettivo non é più
"la conquista di un territorio, ma l'abbattimento di tutti i muri che ostacolano
il flusso di nuovi poteri globali fluidi..."
Anna
Lambertini|Giardini certosini
"Opere d'arte
e giardini "d'autore" si ritrovano a convivere negli ambienti della
storica Certosa di San Lorenzo a Padula, come contemporanea interpretazione
della Regola. Quelli che oggi se ne stanno a condividere una inusuale, quanto
ben avviata, esperienza di vita d'arte cenobitica sono i lavori di circa 100
artisti + 10 paesaggisti di fama internazionale + un team di talentuosi paesaggisti
"in formazione". L'occasione l'ha creata la manifestazione triennale
Le Opere e i giorni, ideata da Achille Bonito Oliva nell'ambito del progetto
gli "Annali delle arti" della Regione Campania e promossa dalla Soprintendenza
per i B.A.P.P.S.A.D. di Salerno e Avellino, a cui è stata affiancata
in un secondo momento la sezione Ortus artis.
L'idea di questa sezione è stata attuata grazie al coordinamento dello
studio.eu di Berlino:
attivo da qualche anno, e con successo, nell'ambito del landscape design..."
Matteo
Agnoletto|Groundzero.exe.
Costruire il vuoto
In
anteprima pubblichiamo un estratto di Ground zero.exe, appena uscito per la
collana Percorsi (edizioni
Kappa) curata da Michele Costanzo,scritto da Matteo Agnoletto una delle
personalità più convincenti del dibattito architettonico critico
nazionale (under 40), forse l'unica, per la semplice ragione che studia e approfondisce
le tematiche affrontate.
"Alle 08.46 (ora locale) dell'11 settembre 2001, il Boeing 767, volo 11
dell'America Airlines, decollato da Boston con rotta Los Angeles, si schianta
a 756 Km/h contro la Torre Nord del WTC a New York, infilzandosi tra il 94°
e il 98° piano.
Il dirottamento è guidato da fanatici suicidi fondamentalisti. 81 passeggeri,
2 piloti e 9 addetti all'equipaggio, cadono vittime innocenti del più
tragico atto di guerra contro la Nazione americana . Quel giorno segna il terribile
ripiegamento dell'esasperazione della tecnica e dei suoi progressi su se stessa
e contro l'umanità..."
Giovanni
Bartolozzi|Leonardo
Ricci_Lo spazio inseguito
Pubblichiamo un estratto del libro curato da Giovanni
Bartolozzi sull'opera architettonica di Leonardo Ricci. "L'impresa
è interamente avvolta da una travolgente artigianalità e la casa
cresce giorno dopo giorno, ma non sulla carta. Cresce sulla terra conformandosi
ad essa, cresce sullo splendido panorama aprendosi e lanciandosi su di esso,
cresce sul corpo di chi la abiterà: i piccoli figli di Ricci si divertiranno
ad attaccare i ciottoli sulla calce fresca, per rivestire le pareti del bagno"...
Alessandro
Bianchi|Tradizione e contraddizione
dell'architettura mediterranea
L'architettura
mediterranea - quella storica e quella attuale - ha come riferimento naturale
il mare: l'acqua è il fondale prospettico di ogni idea di edificio e
l'orizzonte ne costituisce il non-limite del medesimo quadro prospettico. Di
per sé tali connotazioni sono detentrici di un sapore romantico leggibile
attraverso due registri: il primo è legato alla nostalgia e il secondo
è sensibile alla conservazione. Ce n'è poi un terzo che si lega
al progetto tout-court, ma la faccenda si complica perché si esce dal
retaggio ideologico (così caro alla cultura italiana contemporanea) generato
dai primi due registri e comprensibile solo agli architetti e non ai cultori
della materia...
Genova,
città del saper fare
Video della mostra
curata dallo storico Paride Rugafiori realizzata nell'ambito di Genova Capitale
Europea della Cultura 2004 che indaga il passato, il presente e il futuro della
città
Domenico
Cogliandro|La
città e il suo riflesso|Fotografie di Giò Botta
Giò Botta ha capito, a mio parere, che gestire un fenomeno-soglia può
aprire nuove strade alla conoscenza del rapporto di simmetria inversa tra ciò
che lo specchio riflette e la realtà in quanto tale acquisita dai sensi.
Il lavoro che propone sulle riflessioni urbane è un aspetto della sua
ricerca intorno al concetto di regressio ad unum, all'unità individuale
in cui la familiarità con la scoperta, con una apertura (heideggeriana)
verso il proprio e verso l'altro, assume come funzioni di una medesima operazione
le fasi di conoscenza del sé ricordate da Eco...
Filippo
Forzato|Giuseppe Terragni. Monumento
a Roberto Sarfatti
"Sta
su un colle dell'altipiano di Asiago, attorno a pascoli e prati un tempo stravolti
dalla guerra. E' lontano da insediamenti ed avvolto ad un panorama di catene
montuose e pendi, dove piccoli oggetti all'orizzonte incuriosiscono l'osservatore.
La pianura sottostante è un'omogenea nebulosa d'elementi distesi in una
superficie lievemente ondulata..."
Vittore
Fossati: Appunti per una fotografia di paesaggio
Andrea
Repetto visita l'antologica di uno dei protagonisti della fotografia italiana,Vittore
Fossati in mostra fino al 13 giugno 2004 al Filatoio di Caraglio (Cn), a cura
di Roberta Valtorta e organizzata dall'Associazione
Marcovaldo. "Si
può apparire banali dicendo che è uno dei più valenti e
profondi fotografi contemporanei di paesaggio, ma non bisogna dimenticare che
"ai tempi di Ghirri", quando nasceva una certa Fotografia Italiana,
quella colta per intenderci, lui c'era..."
Piero
Orlandi|Non
si possono separare le cose dal loro divenire
Archphoto anticipa in Reviews l'uscita del numero tematico di Gomorra "Bologna.La
metropoli rimossa" a cura di Pippo Ciorra, Massimo Ilardi e Piero Orlandi.
Lunedì 7 giugno alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli/spazio galleria
di Bologna si terrà la presentazione ufficiale. Il saggio di Piero Orlandi
è accompagnato dalla ricerca fotografica, realizzata appositamente da
Nunzio Battaglia
Renzo
Piano: architetto-artigiano
Emanuele Piccardo visita la mostra che Genova dedica a Renzo Piano. "Oggi
nell'architettura lanciata sempre più sui volumi zoomorfi, sui blob fini
a se stessi, l'architettura raffinata e tecnologica di Piano colpisce per l'atemporalità
che la configura come un'architettura che non invecchia durante il processo
progettuale e poi in quello realizzativo..."
Si
piega ma non si spazia
Giovanni Bartolozzi ha visitato la mostra che la Darc
ha organizzato sull'opera architettonica di un grande architetto italiano, Alessandro
Anselmi, visibile al MAXXI
di Roma fino al 16 maggio 2004
Scopriamo
la Svezia
Archphoto dedica con tre video un approfondimento alla mostra "Svezia oggi:
luci e linee" visitabile fino al 15 gennaio 2004 nelle scuderie di Palazzo
Ruspoli a Roma. Intervista alla curatrice Ingrid
Giertz-Martensson
Intervista
alla fashion designer Hjordis Augustsdottir
Intervista ad Annika Enqvist del Swedish
Society of Crafts and Design
Sven
Pahlsson isdn/dsl
(Windows
Media Player)
Video della mostra che il video artista norvegese ha realizzato al Chiostro
di Bramante a Roma
Notte
Bianca/4
Video sulla Centrale Elettrica Montemartini
Notte
Bianca/3
Video del concerto degli Elettrojoice alla Casa dell'Architettura
Notte
Bianca/2
Video dell'installazione di Studio Azzurro al Campidoglio
Notte
Bianca/1
Video del DJ set realizzato da Zone attive e Mtv nell'atrio della Stazione Termini.
Una dimostrazione di come l'architettura possa essere usata per altre funzioni
differenti da quella originaria e invasa dalla gente
Il quarto sesso-Il
territorio estremo dell'adolescenza
Video della mostra alla Stazione Leopolda di Firenze
il cui allestimento è del gruppo Cliostraat 56k
/ adsl
Patrizia Sandretto
Intervista,
realizzata con il contributo di Andrea Botto,
a Patrizia Sandretto , presidente della Fondazione
Sandretto Re Rebaudengo l'istituzione privata dedicata
all'arte contemporanea con sede a Guarene (Cn) e Torino
nello spazio museale progettato dall'architetto Claudio Silvestrin
Cosa significa creare una Fondazione oggi?audio 56k/adsl (Windows media player )
Quanto è importante oggi lo spazio del museo? audio 56K/adsl
Cosa vuol dire oggi, in Italia, "investire" nell'arte?audio 56k/ adsl
Hans
Ulrich Obrist intervista Rem Koolhaas [ita|eng]
In occasione della consegna della medaglia d'oro del RIBA all'architetto olandese,
Archphoto pubblica l'intervista realizzata da Hans Ulrich Obrist in collaborazione
con l'editore Charta, Fondazione Pitti Immagine Discovery e Thomas Boutoux.
HUO:
Come descriverebbe la città cinese?
RK: È una città che ha incrementato molto il suo volume in un
lasso di tempo molto breve, e perciò la sua crescita non possiede quella
lentezza che costituisce la condizione principale per una sedimentazione tradizionale,
che per noi rappresenta ancora un modello di autenticità. Oltre una certa
velocità di edificazione quell'autenticità viene inevitabilmente
sacrificata, anche se si costruisce tutto con la pietra e materiali autentici,
e questa è una sorta di paradosso. Per esempio, se si fa caso al colore
della pietra della nuova Berlino, si scopre che è il colore di tutte
le peggiori plastiche che venivano prodotte nella Germania dell'Est negli anni
Sessanta: è una sorta di strana tonalità di rosa o di giallo chiaro,
colori artificiali. Non c'è via di fuga all'artificialità nella
nuova architettura, e di certo non nel caso di grandi quantità di costruzioni
realizzate tutte contemporaneamente.
Segni
Urbani
Luca Mori fa un racconto per immagini della mostra che la galleria InArte di
Genova ha dedicato a cinque giovani illustratori italiani che si confrontano
col tema della città dopo aver percorso strade per ognuno differenti
(pubblicità, fumetti, scenografia, editoria).
Una visione che se da un lato proviene da territori al di fuori delle discipline
strettamente architettoniche e urbanistiche
rende conto di una realtà della comunicazione visuale estremamente ricca
di idee e quanto mai propositiva.
Andrea
Simeone|Naples
Reportage fotografico
del giovane fotografo partenopeo sull'installazione di Richard Serra a Napoli
La
cultura cambia la città? Rigenerazione urbana a Genova
Francesco Gastaldi analizza la situazione genovese all'indomani
del crollo del nuovo museo del mare di Consuegra. "Si è pensato
che il crollo avvenuto al Museo del Mare e della Navigazione al quartiere Galata
della Darsena dell'8 Novembre scorso, potesse gravemente compromettere la realizzazione
di alcuni dei più importanti eventi di Genova Città Europea della
Cultura per il 2004. Anche l'impatto emotivo sull'opinione pubblica cittadina
è stato forte e si è fin da subito temuto un forte danno di immagine
per la realizzazione degli eventi del prossimo anno.
Eppur
si muove: Genova 2004 e il network delle città europee della cultura
Il sociologo Chito Guala compie un indagine accurata sul sistema delle città
europee capitali della cultura.
"Nell'ultimo decennio è andata crescendo la tendenza delle città
a organizzare appuntamenti sportivi, culturali, espositivi di rilievo nazionale
e internazionale: ed è maturata una riflessione sui "Mega Eventi"
quali catalizzatori di rigenerazione urbana, con recupero di aree dismesse,
realizzazione di musei e spazi espositivi, riqualificazione di infrastrutture
e servizi..."
Piero
Portaluppi
Video della mostra che la Triennale di Milano a dedicato all'architetto
milanese
Luca
Mori + Eleonora Torre - Mostra Archeologica Permanente di Zignago
Luca
Mori ed Eleonora Torre illustrano il loro progetto di allestimento per una mostra
archeologica dal budget ridottissimo e dai contenuti di rilevante interesse
didattico-culturale.
Inaugurazione
della Casa dell'Architettura di Roma
Archphoto presenta il reportages fotografico realizzato
da Andrea Dapueto all'Acquario romano durante l'inaugurazione a cui hanno partecipato
Walter Veltroni, Wim Wenders e Massimiliano Fuksas
Arte
all'Arte
Il progetto Arte
all'Arte é un progetto che l'associazione Arte Continua di San Gimignano
ha ideato e organizzato negli ultimi sette anni in collaborazione con nove amministrazioni
comunali, Casole d'Elsa, Colle di Val d'Elsa, Firenze, Montalcino, Poggibonsi,
San Gimignano, Siena, Vinci, Volterra, tre amministrazioni provinciali: Siena,
Pisa, Firenze, la Regione Toscana, La Comunità Fiamminga, L'Unione Europea,
il Museo Leonardiano di Vinci, lo SMAK di Gent, il Museo Het Domein di Sittard.
Con questo progetto l'associazione Arte Continua ha cercato di creare un punto
di contatto tra il mondo dell'arte contemporanea internazionale e alcune comunità
locali toscane fortemente segnate dalla presenza dell'arte
Mies
a Firenze: solo Design
Giovanni Bartolozzi visita la mostra che il Comunce di Firenze e il Vitra Museum
hanno organizzato negli spazi dell'Ospedale degli Innocenti
Urban
Drift - Transformers
Luca Mori presenta Urban Drift, il portale internazionale di Architettura ed
Urbanistica di Berlino che si definisce come un laboratorio di studio e sperimentazione
sulle trasformazioni in atto nella disciplina dell'architettura ed in generale
sulle pratiche di intervento che interessano il territorio e la città.
La
città ideale
Mattia
Darò ha visitato la Biennale di Valencia e traccia un bilancio positivo
della prestigiosa manifestazione. Riflettere sull'importante e impegnativo titolo
(La ciudad ideal) della 2° Biennale di Valencia, inaugurata l'8 Giugno e
che terminerà il 30 Settembre, provoca allo stesso tempo una paura d'impotenza
e un sano ingenuo ottimismo.
Le
città in/visibili
Video
di Archphoto Broadcast sulla mostra che celebra
alla Triennale di Milano, l'opera letteraria di Italo Calvino
a trent'anni dalla prima edizione del libro "Le città invisibili"
Artissima
56K/isdn
Video realizzato alla fiera dell'arte contemporanea che si é
tenuta a Torino
"Extraordinario-il
valore dell'essere"
casa-museo di Piazza
Stesicoro a Catania
Intervista alla curatrice Teresa Macrì 56k/adsl
Video Extraordinario 56k/adsl
Video sul quartiere
residenziale di Librino 56k/adsl
Teatro
sperimentale a Rapallo
Recensione di Andrea Botto della manifestazione organizzata da Itinera nel sito
dell'abbazia romanica di valle Christi
Infra:
la prima volta
La prima volta che dodici facoltà di architettura (Venezia- IUAV, Milano-Bovisa,
Politecnico di Torino, Ascoli Piceno, Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, Napoli,
Roma-La Sapienza, Palermo) attuano una ricerca sul tema delle infrastrutture
per conto del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e
producono una pubblicazione dal titolo "Forme insediative e infrastrutture.Procedure,
criteri e metodi per il progetto" suddivisa in due volumi:Atlante e Manuale.
L'obiettivo della ricerca è fornire uno strumento che, attraverso un'indagine
conoscitiva delle infrastrutture e dei modi d'uso ad esse applicati, individui
una casistica e una serie di regole per la progettazione futura delle infrastrutture
nel territorio. Il problema che si pone è quanto mai centrale oggi se
si seguono le direttive del Ministero delle Infrastrutture che prevedono di
progettare e costruire poi, le grandi infrastrutture di attraversamento del
territorio italiano. Non ci è dato sapere se la ricerca svolta dal 1999
al 2001 abbia influito anche in minima parte con i progetti del ministero diretto
da Lunardi. Infra nell'ambizione del gruppo coordinatore guidato da Aimaro Isola,
architetto e docente al Politecnico di Torino, doveva diventare un riferimento
per enti quali comuni, regioni e province in grado di fornire un supporto alla
progettazione delle infrastrutture stradali e ferroviarie per il futuro. Come
fare dunque? Attraverso un manuale che individuasse dei casi studio italiani
da cui apprendere i diversi atteggiamenti progettuali in riferimento alle problematiche
da risolvere. Con gli esempi scelti, dimostrare l'efficacia di un modo di procedere
rispetto a un altro come avvenuto nel caso genovese dove i progetti evidenziati
sono quelli di Oma per il porto e la strada sopraelevata. L'Atlante invece è
stato pensato come una raccolta di paesaggi dove al centro viene posta l'infrastruttura
e il suo rapporto con il territorio che mette in luce una rete di comportamenti
politici, sociali economici attuati da chi vive e gestisce il territorio. Una
pubblicazione ricca dove l'uso dell'immagine fotografica da terra è ancora
minoritario rispetto a quelle vedute zenitali che piacciono tanto agli urbanisti
ma che non riescono a leggere da sole le mutazioni di un paesaggio.
Infra si pone senz'altro come riferimento per chi, professionista debba confrontarsi
con il progetto di un'autostrada o di una ferrovia ma il limite più grande
rimane la totale assenza di una polifonia di attori esclusi: geologi, paesaggisti,
sociologi, antropologi, economisti ecc...Al di fuori dell'Italia nessun caso
è stato raccontato e descritto, anzichè imparare da chi mangia
infrastrutture a colazione come gli olandesi si riparte dagli errori delle infrastrutture
nazionali che non rappresentano certo l'avanguardia ne per approccio teorico,
basta vedere l'assenza dei paesaggisti nelle fasi progettuali, ma neanche dal
punto di vista formale. Il problema delle infrastrutture rimane sempre legato
alla preparazione culturale dei funzionari degli enti che sovrintendono le infrastrutture
a livello ministeriale e a livello locale negli uffici tecnici, se il nostro
paese vuole camminare al fianco dell'Europa non bastano pubblicazioni come Infra
ma occorre compiere uno sforzo per formare e aggiornare professionalmente gli
amministratori del condominio territorio.
Infra. Forme Insediative e infrastrutture. Marsilio
Editore
Antoni
Gaudì. Capacità di concepire l'architettura nello spazio.
a cura di Antonietta Iolanda Lima, Dario
Flaccovio editore
Si tratta
della pubblicazione degli atti del convegno avvenuto a Palermo nel 2000 sull'opera
dell'architetto catalano Antoni Gaudì, a cui la Spagna ha dedicato nel
2002 manifestazioni di tributo in occasione del centocinquantesimo anniversario
dalla nascita. Recentemente è stato iniziato dal Vaticano il processo
di canonizzazione. Il libro a cura di Antonietta Iolanda Lima è strutturato
in capitoli che analizzano i differenti aspetti dell'opera gaudiana dove la
curatrice parla di "percorso ridotto a brandelli" nell'affrontare
l'analisi critica della sua architettura citando una frase di Roberto Pane su
Gaudì che nel 1964 scriveva " E' sufficiente una sola immagine per
la valutazione critica di una molto articolata opera di architettura?Certamente
no...A commento di una stessa opera appaiono indispensabili molte immagini,
specie per un artista le cui invenzioni non sono quasi mai subordinate alla
certezza di una continuità di ritmo..." Il rapporto con i surrealisti,
primo fa tutti, Salvador Dalì ,anch'egli catalano, che ha mantenuto scrive
Ezio Godoli-vivo l'interesse per l'art nouveau in anni di sua sfortuna critica...come
ignorare l'omaggio alla memoria di figure come Guimard, Plumet, Selmersheim,
D'Aronco, Behrens, Grasset, Follot, Hoffmann". Yo soy griego così
Gaudì si definiva e questa affermazione ha provato a verificarla Claudio
Fantone analizzando l'architettura attraverso la lettura dello spazio complesso
e articolato che Gaudì realizza dai Padiglioni Guell a Casa Milà,
individuando come il fulcro compositivo centrale che caraterizza il suo lavoro
non sia mai una massa "ma un vuoto al quale gli altri ambienti sono relazionati.Soggiorno
o patio, attorno al quale si sviluppa la circolazione...in tal senso possiamo
parlare di carattere mediterraneo della sua architettura".Per decrivere
una personalità così complessa era necessario articolare un discorso
a più voci che ha coinvolto tra gli altri Riccardo Dalisi, affermato
designer, che affronta la decostruzione che Gaudì attua nei suoi progetti
nel senso di rompere l'unità dello spazio, e creare spazi articolati
dalle forme curve e sinuose. L'analisi critica di un opera attraverso un coro
multiplo di voci consente una lettura allargata che indaga la personalità
dell'architetto catalano, attraverso il pensiero di studiosi della sua opera
che la smenbrano e la decostruiscono per fornirci a noi lettori, un'interpretazione
e una straordinaria occasione di viaggio mentale alla riscoperta di colui che
Le Corbusier ha definito il più grande del XX secolo.
Asfalto.
Il carattere della città
Descrivere la città attraverso uno dei suoi materiali più invadenti
e presenti, l'asfalto, è il tema della mostra che si può visitare
ancora fino al 27 luglio 2003 alla Triennale di Milano, a cura di Mirko Zardini
con Giovanna Borasi, Isabella Inti, Ludovica Molo, Giovanni Chiaramonte e Massimo
Pitis. Attraverso l'asfalto la lettura della città e delle sue trasformazioni
cambia il punto di vista, spiazza il visitatore che non si aspetta di partire
da un materiale così presente in ogni parte della città, strade,
piazze, marciapiedi. La mostra parte dalla cronologia dell'uso dell'asfalto
e dalle motivazioni che ne hanno determinato un così ampio utilizzo in
tutto il mondo. In primis la necessità di eliminare la polvere dalle
città che nell'ottocento avevano strade battute ma sterrate, così
con l'ausilio di questo nuovo materiale, l'asfalto appunto, si sono risolti
anche problemi di natura sanitaria. Spesso l'asfalto non gode della giusta considerazione
da parte dei cittadini e dei progettisti, la mostra mette in risalto le qualità
del materiale attraverso diversi esempi di utilizzo contemporaneo, asfalto colorato
negli spazi aperti realizzati dai paesaggisti tedeschi Topotek1, asfalto nero
nel parcheggio di Strasburgo di Zaha Hadid o in Carrasco square ad Amsterdam
del gruppo West 8. Il primo utilizzo di questo materiale è avvenuto nei
primi anni dell'Ottocento in Inghilterra e in Francia per i marciapiedi. L'asfalto
come elemento unitario che lega lo spazio, comune denominatore di molte città
da Londra a Parigi, da Chicago a New York, diventa anche il paesaggio dove vengono
narrate storie cinematografiche esemplificate in mostra dalla proiezione di
spezzoni di film montati con un ritmo efficace da Intrigo internazionale a Easy
rider, da Thelma & Louise a L'uomo che non c'era dei fratelli Coen. Ma l'asfalto
può essere usato come un reperto archeologico della città, attraverso
i carotaggi si può analizzare la cronologia della strada attraverso le
stratificazioni nel tempo. Appositamente per la mostra sono state realizzate
le fotografie delle cave di asfalto da Giovanni Chiaramonte che attraverso il
colore dei luoghi a lui cari, Modica e Ragusa in Sicilia, restituisce l'atmosfera
fantastica di caverne e miniere. Quando usciamo dalla mostra sentiamo di aver
imparato a guardare in un altro modo la città e il paesaggio, l'innovazione
consiste nel parlare di città non solo con la presentazione di progetti
per cui la mostra è aperta, per come è impostata, anche a un pubblico
di non addetti ai lavori.
Video
della mostra only dsl
Asfalto. Il carattere
della città.Triennale di Milano, Viale Alemagna 6, da martedì
a domenica dalle 10,30 alle 20,30
Comitato Scientifico: Michel Desvigne, Kurt W. Forster, Carlo Giavarini, André
Guillerme, Clay McShane, Marco Pasetto, Bernardo Secchi
Venice Biennale Special
Francesco
Bonami
Intervista video al direttore della cinquantesima mostra della Biennale d'arte
di Venezia.
Reportage fotografico del secondo
giorno di apertura
Stefano
Boeri interview only
dsl (Windows
media player )
Intervista realizzata a Venezia in occasione della biennale d'arte dove viene
presentata la ricerca 'Border
Device(s)' all'interno dell'Arsenale nello spazio della mostra Utopia
Station.
Hans
Ulrich Obrist only dsl (Windows
media player )
intervista a uno dei curatori di Utopia Station una delle sezioni più
interessanti della Biennale di Venezia
Carlos
Basualdo
Intervista al curatore della mostra "La struttura della crisi" all'interno
della 50esima Biennale di Venezia
50.
Biennale d'arte di Venezia
Reportage fotografico della prima giornata di apertura alla stampa dell'importante
rassegna veneziana. Ogni giorno Archphoto presenterà reportage e interviste
ai protagonisti
A12
Video dell'installazione del gruppo di architetti-artisti A12 realizzata per
l'esposizione "La zona" a cura di Massimiliano Gioni ai Giardini della
Biennale di Venezia
Marlene
Dumas|Suspect
Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzetto Tito, Venezia, (12/06 > 25/09/2003
- a cura di Gianni Romano.
Archphoto visita la prima mostra aperta in occasione della cinquantesima edizione
della Biennale d'arte di Venezia, con un reportage fotografico della mostra
"Suspect" dell'artista sudafricana-olandese Marlene Dumas. Finalmente
la pittura, la prima mostra che visitiamo non è un installazione effimera
e poco efficace stupisce la qualità delle opere esposte che ridanno un
senso al fare pittura, troppo spesso accantonato da critici e artisti, che privilegiano
performance inutili e senza senso e elaborazioni digitali fini a se stesse.
"Tutto ciò che si dice contro la pittura è vero- afferma
la Dumas-E' un anacronismo. E' fuorimoda. E' osceno il modo in cui rende bello
ogni orrore. E' decadente. E' arrogante. Il modo in cui insiste nell'essere
unica. E poi è stupida perchè non riesce a rispondere ad alcuna
domanda. Che c'importa di guardare le immagini?Ecco perchè continuo a
farle".Appare evidente il suo modo di porsi contro un mondo, quello dell'arte,
che ha dimenticato la pittura, considerandola come obsoleta, visitando la mostra
ci si immerge nella drammaticità delle immagini evocate dai quadri della
Dumas,la mostra è strutturata come una casa con le stanze per i ragazzi,
per le ragazze, per gli amanti, e una stanza dei disegni in questo la conformazione
degli spazi della Fondazione aiuta a comprendere il significato della sua ricerca.
"Ora che sappiamo che le immagini possono significare qualunque cosa- continua
la Dumas- da parte di chiunque, non ci fidiamo più di nessuno, tantomeno
di noi stessi."
Le
collezioni del Maxxi
Si sono inaugurate
il 3 giugno scorso al Centro per le arti contemporanee di Via Guido Reni a Roma
le mostre delle Collezione del Museo delle arti del XXI secolo a cura della
Darc (Direzione
Generale per l'architettura e l'arte contemporanee). Fino al 13 luglio saranno
visibili, nell'affascinante scenario delle ex caserme militari, prima della
demolizione a causa della realizzazione del progetto di Zaha Hadid, due mostre:
Atlante italiano 003(acquisizioni per il Museo Nazionale di Architettura) e
Maxxi Arte. La prima è il risultato di una consultazione ad inviti a
cui hanno partecipato 30 fotografi italiani , alcuni dei quali hanno rinunciato
al concorso ma non a realizzare le foto,tra noti ed emergenti. Il vincitore
proclamato da una giuria composta da Pio Baldi, Stefano Boeri, Alberto Clementi,
Anna Detheridge, Alberto Ferlenga, Luigi Ficacci, Manuela Fugenzi, Luca Molinari,
Diego Mormorio, Giorgio NEgri, Bernardo Secchi, Roberta Valtorta, è stato
Vittore Fossati con una foto dell'arco portuale di Genova. Trenta i fotografi
invitati: Luca Campigotto, Vincenzo Castella, Paola De Pietri, Guido Guidi,
Francesco Jodice, Raffaela Mariniello, Giancarlo Ceraudo, William Guerrieri,
Emanuele Piccardo, Gianni Berengo Gardin, Vittore Fossati, Mimmo Jodice, Letizia
Battaglia, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Libero De Cunzo, Ippolita Paolucci,
Francesco Radino, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giuseppe Leone, Paolo De
Stefano, Alberto Muciaccia, Luciano Romano, Roberto Bossaglia, Bruna Biamino,
Martino Marangoni, Nunzio Battaglia, Armin Linke, Enzo Obiso. ll progetto è
a cura della Darc (Margherita Guccione, Maria Rosaria Nappi), del Dart dell'Università
di Pescara (Mosè Ricci) con il coordinamento tecnico di Francesca Fabiani
e Maria Rosaria Nappi. Il progetto ha consentito una lettura contemporanea dell'Italia
e delle modalità comportamentali e di insediamento sul territorio attraverso
il lavoro fotografico degli autori invitati, va sottolineato che per la prima
volta un Ministero dello Stato acquisisce come patrimonio pubblico le fotografie
al pari di altri stati, come la Francia, all'avanguardia nel campo della fotografia.
La mostra visibile al Maxxi consente di entrare nel territorio italiano attraverso
lo sguardo dei fotografi, da sempre attenti alle trasformazioni sociali e fisiche
del paesaggio. Alla fine dell'anno è prevista una mostra alla Triennale
di Milano, dove saranno visibili tutte le 450 immagini realizzate. L'altra esposizione
è dedicata alle acquisizioni per l'arte contemporanea tra cui spiccano
artisti del calibro di Francys Alys, Piero Manzoni, Mario Merz. Purtroppo a
differenza dell'Atlante Italiano, dove sono gli italiani gli attori protagonisti
della costituzione di un archivio in progress, per l'arte contemporanea, l'esterofilia
provinciale ci assale e dobbiamo acquisire opere di artisti stranieri, che non
hanno certo necessità di essere promossi quanto l'arte contemporanea
nostrana, si dirà poi che sono scelte, ma vorrei sottolineare la differenza
di approccio, come una diversa faccia della stessa medaglia, della Darc. Leggendo
il comunicato stampa auspichiamo che quanto scritto venga mantenuto per lo sviluppo
della cultura italiana "con criteri selettivi, si è cercato di costruire
percorsi che illustrano gli sviluppi del lavoro individuale di un artista attraverso
le varie declinazioni della sua attività. Alcuni artisti sono e saranno
seguiti nel lungo periodo in modo da offrire al pubblico una riflessione complessa
e articolata sul loro sviluppo." >webgallery
Archipensieri
Recensione della mostra sull'opera di Gianni Pettena al Museo Piaggio di Pontedera
visitata dal gruppo Ark3P
Short
cut
Michael Elmgreen & Ingar Dragset presentano l'installazione nella galleria
Vittorio Emanuele a Milano, uno dei luoghi simbolo della città. Prima
iniziativa della nuova attività della Fondazione Nicola Trussardi, presieduta
dalla giovane Beatrice Trussardi con la direzione artistica di Massimiliano
Gioni. La Fondazione organizzerà due eventi all'anno, invadendo gli spazi
urbani di Milano, in controtendenza con le omologhe istituzioni che si dotano
di contenitori per esporre le opere di arte contemporanea. Abbandonare un luogo
chiuso per spostarsi all'aperto e confrontarsi con il paesaggio della città,
re-interpretando le piazze, i passanti, attraverso le installazioni degli artisti
che molto spesso riescono nella città e nel paesaggio ad essere più
efficaci degli architetti. E' il caso di Elmgreen & Dragset che presentano
una improbabile quanto realistica auto con la roulotte che si incastra nel pavimento
della Galleria, giocando con l'illusione della rottura del mosaico che provoca
reazioni differenti dei passanti, in realtà copia perfetta del mosaico.
La gente passa, si ferma scuote la testa, sorride, passa e non vede nulla, l'installazione
suscita delle reazioni positive, negative o l'indifferenza di coloro che continuano
per la loro strada. La riuscita dell'opera sta proprio in questo provocare una
reazione da parte di chi vive lo spazio quotidianamente, abitanti, turisti,
studenti in gita, pensionati...
Short cut video only dsl (Windows
Media Player)
Attiglio Gigli - "Passanti"
"Io dedico
questa canzone
(
)
A quella quasi da immaginare
Tanto di fretta l'hai vista passare
Dal balcone a un segreto più in là
E ti piace ricordarne il sorriso
Che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
In un vuoto di felicità." (da Le passanti di Fabrizio De Andrè)
Sono le donne che
Attilio Gigli ha fotografato negli spazi di transito, autogrill e parcheggi,
durante lunghi appostamenti e in certi casi, veri pedinamenti. Attilio osserva
esseri umani nelle azioni quotidiane legate al viaggio, alla sosta, al relax,
alla fretta di ripartire, allo stress, al semplice camminare. Il tutto potrebbe
apparire ordinario, banale, eppure non vi è nulla di scontato in queste
immagini che mostrano esseri umani, microstorie di individui, frames, quasi
still da video, estratti dai singoli viaggi quotidiani. La mostra è stata
inaugurata l'8 marzo, festa della donna, e si mostra come un omaggio gentile
e sensibile alle donne, colte con grazia e complicità. Attilio Gigli
ha fotografato tutte le donne, senza prediligere belle o brutte, cercando piuttosto
di cogliere in ognuna un dettaglio che la contraddistinguesse, non l'attimo
fuggente, ma l'immagine di ognuna, come descrizione dell'individualità,
del mettersi in mostra per ciò che si è, contrariamente a quanto
vuole inculcarci la pubblicità, con i suoi modelli fittizi di perfezione.
Attilio Gigli ha fotografato avendo presente la fotografia americana di Walker
Evans, Robert Frank, Gary Winogrand, Lee Friedlander, fotografia di strada potremmo
dire, per l'attenzione alla vita nei centri urbani, nelle città e per
le strade, come la fotografia di Attilio, attenta al dettaglio minimo, al gesto
consueto, al movimento legato al pensiero, all'insegna, alle scritte sui muri.
Guardo queste fotografie e non posso fare a meno di correre con la mente al
pensiero di queste donne nel momento in cui sono state ritratte
niente
di inusuale certo, problemi e sorrisi ordinari, crucci, ansie, segni. Attilio
fotografa segni, e lo fa con attenzione, scavalcando la forma di una fotografia
standard, scegliendo inquadrature inconsuete che propongono "quadri"
insoliti, dove spesso i soggetti appaiono tagliati all'altezza delle gambe,
o della teste. Certe volte i piedi e le mani sono i "punctum", come
lo diventano espressioni di stupore, fierezza o dubbio. Questa mostra è
un omaggio alle donne, ma anche al coraggio di essere, al di là di tutti
i cliché e le imposizioni. (Loretta Zaganelli)
[la mostra si è conclusa il 23 marzo presso il Centro Culturale "Il
Granaio" di Fusignano]
Un
progetto in divenire
Giovanni Bartolozzi visita la mostra in corso allo spazio di Santa Verdiana
di Firenze "NODI. Idee per una casa italiana a Bangkok" realizzata
dal gruppo Cliostraat a cura di Marco Brizzi direttore della webzine Arch'it
David
Lynch per Nissan Micra
Il regista David Lynch
realizza lo spot pubblicitario della nuova Nissan Micra, il video dal titolo
Do you speak Micra? viene girato a Parigi dove l'architettura usata come sfondo
diventa protagonista. Le architetture scelte sono la Biblioteca di Dominique
Perrault e il Parco de La Villette di Bernard Tschumi. Lynch ambienta il cortometraggio
nella notte parigina, giocando con le immagini e le scritte dell'alfabeto Micra
modtro (moderna e retrò) Sigile (sicura
e agile). Ancora una volta la Nissan dopo la pubblicità dello
scorso anno ambientata a Genova ed ospitata in Archphoto
Video sceglie una città e due sue architetture rappresentative per
comunicare il messaggio commerciale. La comunicazione e la pubblicità
in particolare prestano attenzione all'architettura come set per girare i video,
altre case automobilistiche in questi ultimi anni si sono affidate alle architetture,
dalla stazione del Tgv di Lione per la Classe A della Mercedes-Benz alla Omnitel
nel quartiere dell'Eur a Roma con il Palazzo della civiltà italiana.
Nissan Micra video windows
media player|quicktime
Andrej
Tarkovskij. Fotografie 1979-1984
- [A Gonzaga fino al 16 marzo 2003]
E' un'aria
strana quella che si respira in questo luogo, ultimo lembo di pianura lombarda
sulle sponde del grande fiume. Un angolo di mondo dove è bello perdersi
e vagare in cerca di suggestioni sempre nuove. Siamo a Gonzaga, provincia di
Mantova, luogo che già nel nome porta in sé i fasti di un lontano
passato e dove l'amministrazione pubblica, sostenuta da persone appassionate
e capaci (è il caso della curatrice dello spazio Manuela Zanelli), ha
saputo convertire un ex convento in spazio espositivo dedicato alla fotografia,
che negli ultimi anni ha visto alternarsi autori di fama internazionale tra
i quali Duane Michals, Stephen Shore, Guido Guidi, Giovanni Chiaramonte, Joel
Mejerowitz, molte volte proposti a confronto. L'evento che scopriamo in questo
periodo, fino al 16 marzo, è la mostra delle polaroid realizzate dal
regista russo Andrej Tarkovskij, tra la fine degli anni '70 in Russia e l'inizio
degli anni '80 durante il suo esilio in Italia, recuperate finalmente all'attenzione
critica da Giovanni Chiaramonte e dal figlio del regista. Il silenzio e la spiritualità
del luogo sembrano prolungare idealmente ed amplificare la poesia e la delicatezza
delle immagini, una sorta di "album di famiglia" le cui emozioni arrivano
dritte al cuore di chi le guarda. Impossibile non rimanere colpiti dalla struggente
malinconia che pervade queste piccole fotografie a colori, quasi delle miniature,
"eppure - scrive Chiaramonte - proprio questa ristretta dimensione, al
limite estremo della visibilità, fa scaturire tutta la forza e tutta
la dolcezza della luce che le ha plasmate attraverso gli occhi e il cuore del
loro autore, chiedendo l'umile gesto di avvicinarsi e chinarsi con attenzione
su di esse".
E in tutto ciò non è difficile trovare un sottile filo conduttore
che ci riporta direttamente alla storia personale del curatore e dell'amico
Luigi Ghirri, che in questi luoghi lungo "il grande fiume" aveva costruito
la sua poetica, e sembrano quasi ricomporsi e trovare un senso alcuni frammenti
di una storia iniziata molti anni prima.
Scrive l'amico poeta Tonino Guerra nell'introduzione al saggio-catalogo "Luce
istantanea" (Edizioni della Meridiana, Firenze): "Immagini come voli
di farfalle attorno agli occhi di chi sente la brevità della vita, non
data dalla malattia ancora lontana, ma dalla consapevolezza che tutto è
fatto di sguardi fuggevoli da tenere accanto per un viaggio che ha respiri affannati
"
Doug
Aitken. New Ocean (A shifing exibition)
- Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (visitabile fino al 18 maggio 2003)
-
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta il lavoro dell'artista californiano
Doug Aitken che riprogetta, con tre installazioni temporanee, lo spazio minimale
e neutro realizzato da Claudio Silvestrin. Il trentacinquenne americano stupisce
per la forza e l'efficacia della sua arte, immergere il visitatore in un modo
fatto di pulsioni, pause, tempi morti scanditi dalla musica, che appare in sintonia
con la forza delle immagini video. La prima installazione è formata da
due coppie di schermi a forma di X, ogni schermo proietta contemporaneamente
le immagini nell'illusione che i corpi umani e i paesaggi entrino l'uno nell'altro
e si dissolvano nella parete ortogonale a quella da cui si sono mossi. Nel lavoro
di Aitken il concetto di tempo, fisico e mentale, assume un ruolo importante
per la riusciuta della sua opera, così come la tecnica sofisticata di
ripresa, dovuta alle sue esperienze nei video clip. Un ruolo non secondario
lo svolge anche la scelta delle location, dalle aree urbane nelle città
ai paesaggi deserti del circolo polare artico. La seconda installazione consiste
in tre cubi che si compenetrano dove vengono proiettate immagini sul tema dell'esistenza
umana. L'uso di texture filtrano e lasciano intravedere le sagome degli spettatori,
e poi in profondità gli schermi sui quali avvengono le proiezioni. Ma
senza dubbio l'ultima installazione "New ocean cycle" raggiunge un
livello di narrazione e forza maggiore, dove all'interno di un cilindro, lungo
le pareti-schermo perimetrali si viene immersi, nell'acqua, attraverso il coinvolgimento
dei sensi, udito e vista,lo spettatore diviene il protagonista del film che
Aitken realizza, in un continuo gioco di apparizioni e scomparse dell'acqua,
accompagnate da un attenta ricerca musicale che consente al corpo di entrare
in una dimensione più intima.
Fondazione Sandretto
Re Rebaudengo VIDEO New Ocean (only
dsl)
Paesaggi
costruiti di costa
Brunetto De Batté presenta l'interessante libro di Elena Rosa "Baracche
marine ai margini di un porto"
...individua straordinariamente queste "densità" abitate con
logiche che descrive benissimo nel suo divenire
tutte regolari
anzi
in modo scientifico nelle dinamiche di formazione
Gangs
of New York
Martin
Scorsese racconta come è nata New York usando la storia di fatti realmente
accaduti, siamo nel 1846 e Lower Manhattan è il luogo della corruzione,
degli immigrati irlandesi che sbarcano nel nuovo mondo con la speranza di cambiare
la loro vita, con l'inconbenza della guerra civile.Il teatro degli scontri tra
bande rivali avviene ai Five Points, si fronteggiano due bande, la prima quella
dei "nativi" capeggiata dal macellaio William Cutting (uno straordinario
Daniel Day Lewis) l'altra dei "conigli morti" con a capo il prete
Vallon (Liam Neeson). Lo scontro finale vede prevalere i "nativi"
con la morte di prete Vallon, in città si stabilisce sempre con maggiore
potere il macellaio Cutting, cui nulla sfugge nel governo dei Five Points. Scorsese
con abilità magistrale usa la storia per mostrare come la società
americana non sia poi così pura e politically correct, come gli americani
vogliono far credere, per fare questo racconta una New York fatta di prevaricazioni,
inganni, corruzioni, violenze, omicidi, cruda e sanguinaria non diversa da quella
attuale. La storia per non dimenticare il passato di un popolo, che ha massacrato
i veri nativi, le tribù indiane, un miscuglio di etnie e razze europee
fuse in un continente a dimostrare che la tolleranza e la stratificazione sociale
e culturale hanno fatto l'America. Usa la violenza cruda e sanguinaria del tempo
per approfondire criticamente un passaggio chiave della storia della grande
mela, vale pena vederlo e rivederlo, molte le analogie con i comportamenti attuali
nella società in cui viviamo.
Visita
il set di Gangs of New York
Trailer
Viaggio
in Sicilia (1): Librino tra realtà e utopia
Emanuele Piccardo esplora il quartiere residenziale alle porte di Catania, in
occasione della mostra "Extraordinario-il
valore dell'essere"
realizzata nella
casa-museo di Piazza Stesicoro a Catania Intervista alla curatrice Teresa Macrì
56k/adsl
Video Extraordinario 56k/adsl
Video sul quartiere
residenziale di Librino 56k/adsl
Le
città in/visibili
in mostra alla Triennale
La mostra "Le città
invisibili" in corso alla Triennale di Milano, in occasione del trentennale
della pubblicazione del libro di Italo Calvino, merita senz'altro una visita,
non fosse altro per lo sforzo profuso negli allestimenti, tra i quali spiccano
quelli di Studio Azzurro, Carlo Bernardini e Marco Pozzi. Certo rimane un po'
d'amaro in bocca nel vedere che raramente le performances riescono a tenere
il passo di ciò che vogliono rappresentare e ad averne la stessa forza
ispiratrice. "Le città invisibili" sono un "mito"
nel quale tutti i lettori si sono persi con la fantasia, sognando luoghi fantastici,
che solo le "chine" dei disegnatori di fumetti bonelliani sembrano
ricordare.
La rappresentazione non può che uscirne perdente.L'architettura è
la grande assente soprattutto quella utopica: dalla città futurista di
Sant'Elia alla città vivente di Wright alla recente città immaginata
da MVRDV. Dispiace che la parte fotografica della mostra, con autori di qualità
come Ghirri, Guidi, Meyerowitz, Chiaramonte, sia stata letteralmente"gambizzata"
da un allestimento non all'altezza, che sembra soddisfare unicamente uno sfizio
formale dell'architetto ed un produttore di lampade senz'altro inadatte allo
scopo, con l'aggravante che il curatore della mostra, Giovanni Chiaramonte è
anche uno degli artisti presenti e non certo un novizio di esposizioni. Una
mostra comunque piacevole, ricca di sperimentazioni tecnologiche, ma che rimane
troppo legata alla razionalità lasciando poco spazio all'immaginazione.Tornati
a casa, una nuova lettura del capolavoro di Calvino, potrebbe rivelarsi un ottimo
digestivo.
Repertorio
sull'architettura in Italia
Repertorio sull'architettura dove sono segnalati le più importanti
e significative associazioni, webzine, istituzioni che promuovono l'architettura
in Italia
Primo
Master in progettazione ed adeguamento di chiese
presso la Facoltà di Architettura di Valle Giulia verrà istituito
il primo master, per consentire l'approfondimento delle tematiche della progettazione,
dell'adeguamento tipologico,statico, artistico di edifici ecclesiastici, della
gestione del processo realizzativo e dell'iter amministrativo. Per informazioni
contattare Centro Interdipartimentale CITERA tel. 06/49919291, fax 06/49919290
Charles
e Ray Eames alla Triennale
La mostra prodotta dal Vitra Design Museum e dalla Library of Congress di Washington
arriva in Italia nella prestigiosa sede della Triennale. Nonostante l'allestimento
anonimo vengono mostrati i materiali della poetica dei coniugi americani dal
design delle sedie ai documenti video all'architettura del loro studio.Segnaliamo
anche il sito web degli Eames www.eamesoffice.com
dove è possibile acquistare gli oggetti che hanno prodotto
Fondazione
Bruno Zevi
La
fondazione creata dagli eredi del grande critico di architettura si pone come
un punto di riferimento culturale per chi, ricercatori, studenti e appassionati
vogliono approfondire le tematiche critiche affrontate da Bruno Zevi, attraverso
la consultazione della sua preziosa libreria. Al momento le visite avvengono
su appuntamento, per info 06 8601369, sito www.fondazionebrunozevi.it
Tre
parole per il prossimo futuro
Luigi Prestinenza Puglisi, Meltemi
editore, Roma, 2002 recensione di Diego Caramma, direttore della rivista di
architettura Spazio Architettura, vai al Forum
di Channelbeta
www.stefanoboeri.net
L'architetto e urbanista
milanese Stefano Boeri ha aperto ufficialmente il suo sito, all'interno del
quale è possibile visionare gli articoli scritti per Il Sole 24 ore,
gli articoli e le ricerche scientifiche,le installazioni da quella per il Future
Centre della Telecom a Venezia, a Solid Sea realizzata per la XI edizione di
Documenta a Kassel. Una grafica essenziale ma funzionale per accedere a documenti
e scritti di una delle personalità della cultura architettonica italiana
e internazionale più interessanti