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Un
nuovo disegno urbano
Il progetto del suolo e degli edifici del settore 2b-2c vuole dare forma
a un nuovo disegno urbano in coerenza con il più vasto processo
di trasformazione dell'area secondo il disegno urbanistico di Gino Valle.
Il "fuori scala" del perimetro industriale esistente non è
assimilabile al più compatto tessuto circostante a isolati, ma
va piuttosto trattato come un'occasione significativa di riforma dei rapporti
tra le parti esistenti.
Nel quadrante nord-ovest di Milano convivono infatti due modelli insediativi:
la maglia di strade e isolati, di matrice formale ancora tardo-ottocentesca,
e i più moderni tentativi di "città verde", di
cui il QT8 di Piero Bottoni appare l'esempio più significativo.
Le grandi "infrastrutture" presenti nell'area (la nuova Fiera
Campionaria, il sistema autostradale che qui si innesta sul tessuto della
città) e alcuni grandi oggetti e recinti specializzati (San Siro,
il Tiro a Segno, il Palazzolo) introducono anomalie dimensionali e discontinuità
non riconducibili alla più minuta scala della maglia circostante.
In questo quadro, il Monte Stella appare un landmark artificiale capace
di restaurare quel rapporto visivo tra il nucleo urbano, la campagna e
le Alpi perso nel tempo con l'espansione della città verso nord.
Il
recinto industriale del comparto 2b-2c è donato all'uso collettivo
attraverso l'apertura di una nuova serie di percorsi che innervano l'area,
riconnettendola con i tracciati dell'intorno.
L'impianto immaginato da Gino Valle per l'area collega i capisaldi esterni
attraverso una triangolazione di tracciati pubblici che lambisce il nuovo
grande parco centrale, fuoco e motore di una più vasta opera di
riqualificazione. Il principale di questi percorsi, quello che collega
il grande timpano della Fiera su viale Scarampo con piazzale Accursio
e la direttrice di viale Certosa, attraversa diagonalmente il comparto
2b-2c in direzione nord-sud. Questo "boulevard" alberato, che
lambisce il parco continuando nella passerella su viale Serra, è
anticipato da una piccola nuova piazza in fregio a via Traiano, e ripartisce
il comparto in tre aree distinte connesse da percorsi interni.
Verso viale Serra tre volumi edilizi a destinazione residenziale paralleli
a via Traiano si organizzano intorno a due corti allungate in direzione
nord-ovest/sud est, attestandosi sul viale stesso con alte testate collegate
da un basamento che protegge le corti dal rumore del traffico. Al centro,
il volume della ex-mensa Alfa Romeo - di cui è conservato il fronte
su via Traiano- è mantenuto nella sua giacitura parallela a viale
Serra e tagliato verso il parco dal nuovo percorso. Nella sua porzione
nord il progetto adotta una tipologia residenziale a torri che massimizza
la trasparenza tra città e parco e dona lunghe viste sul territorio
circostante e sul Monte Stella.
La
residenza convenzionata a sud
La parte sud dell'area è contraddistinta da tre corpi in linea
alti otto piani. La loro giacitura parallela a via Traiano crea un fronte
urbano verso la strada e massimizza l'esposizione solare dei fronti, schermando
al contempo le abitazioni dal rumore del traffico di Viale Serra. La profondità
del corpo di fabbrica è scavata da una piccola corte aperta verso
sud-ovest che include gli affacci di bagni e cucine. I fronti a nord-est
si presentano come moli compatte, nelle quali le sottili deformazioni
geometriche verso la testata sud accentuano il carattere "concavo"
delle corti; i fronti a sud-ovest verso il parco sono risolti invece con
una struttura a schermo in elementi metallici la cui disposizione sfalsata
crea una tessitura continua che protegge le ampie logge affacciate verso
il parco. A piano terra, un lungo porticato a doppia altezza unifica l'accesso
alle circolazioni verticali e crea un affaccio privilegiato verso la corte.
L'elaborazione architettonica e la definizione dei materiali (piastrelle
in cotto decolorato, pietra bianca di Trani, serramenti verniciati in
color grigio-verde) esplora il concetto di "casa di civile abitazione",
operando una riflessione sulla vita urbana contemporanea nel solco degli
esempi residenziali elaborati nel dopoguerra a Milano.
L'edificio
della ex-mensa Alfa Romeo
Dell'edificio della ex mensa Alfa Romeo, la cui struttura versa oggi in
condizioni di inagibilità, vengono conservati il fronte su via
Traiano e l'impianto volumetrico, che verso il parco è "sezionato"
dal nuovo percorso pubblico diagonale. La tipologia strutturale a vaste
campate è scavata ai due piani superiori da un cavedio vetrato
che crea una sorta di giardino interno sul quale affacciano i nuovi uffici.
Il piano terra, inflesso verso nord-ovest da una serra che ospita un bar
aperto verso la nuova piazza di progetto, ospita un fitness center o altra
funzione di uso collettivo.
L'edificio vuole coniugare la forte memoria industriale dell'area con
una concezione del luogo di lavoro più attenta ai valori microambientali.
La sua "pelle" cangiante contraddistinta dai serramenti in alluminio
e vetro di diversa trasparenza e giacitura racchiude un volume unitario
proiettato verso il parco e i nuovi percorsi pubblici.
Gli
edifici alti di residenza convenzionata e libera a nord
Nella porzione nord dell'area il progetto risponde al programma edilizio
del Programma Integrato di Intervento con una tipologia residenziale alta
e snella che permette di creare una forte trasparenza tra via Traiano
e il parco retrostante. Se nella ricostruzione di Milano nel secondo dopoguerra
esiste una relazione significativa tra edifici alti e verde urbano (come
la torre al parco Sempione di Lodovico Magistretti o gli edifici di Luigi
Caccia Dominioni nel quartiere Pagano), la recente banalizzazione commerciale
operata da molti interventi recenti nella prima periferia milanese ha
generato una sorta di "versione atopica" del tipo a torre, del
tutto indifferente alla costruzione dello spazio pubblico e ai dettami
del corretto orientamento solare.
In questo senso, gli edifici alti qui proposti non sono concepiti come
torri isolate, ma piuttosto come un tessuto residenziale "poroso"
la cui giacitura e orientamento genera una transizione significativa tra
la maglia della città e le più fluide geometrie del nuovo
parco. L'organizzazione interna dei piani tipo, dove gli ambienti abitati
affacciano sui lati verso la città e il parco e i servizi sui due
fronti laterali, permette di "densificare" il comparto ibridando
i due modelli insediativi presenti nel contesto, e dando luogo ad accenti
urbani che enfatizzano il rapporto tra esterno e interno, tra perimetro
e profondità dell'area.
Il lessico delle due torri di residenza convenzionata in fregio a via
Traiano è lo stesso di quello dei corpi in linea a sud: rivestimento
in cotto decolorato di piccola dimensione e in pietra bianca di Trani,
serramenti, tapparelle e oscuri scorrevoli girigio-verdi, zinco al titanio
per le coperture. Il profilo della copertura è inflesso a "cercare"
la forma di un tetto a falde (il riferimento alla casa di Caccia Dominioni
in piazza Carbonari è del tutto conscio) e ribattuto lungo il nuovo
asse diagonale a inquadrare l'accesso al parco.
Le tre torri di residenza libera affacciate sul parco sorgono invece da
un giardino privato comune; la loro disposizione cerca le viste lunghe
sullo stesso attraverso delle logge aggettanti dalla sagoma prismatica
che rompono il profilo unitario del volume. I materiali (pietra di diverso
colore, legno, alluminio) sono qui usati con un maggiore connotato di
"pelle" che vuole rendere vibranti le moli in una diversa e
nuova condizione urbana.
http://www.zucchiarchitetti.com
Nuovo
Portello
Unità di intervento 2b 2c
Edifici
di edilizia residenziale libera e convenzionata, edificio per uffici
Cino
Zucchi
Zucchi Architetti
Progetto
urbanistico Piano integrato di intervento Nuovo Portello
Gino Valle
Sviluppo
progetto urbanistico Unità di intervento 2b 2c e progetto architettonico
preliminare
Cino Zucchi, Pietro Bagnoli con Leonardo Berretti, Elisa Leoni
Progetto
definitivo
Cino Zucchi, Pietro Bagnoli con Cristina Balet Sala, Leonardo Berretti,
Silvia Cremaschi, Elisa Leoni, Maria Rita Solimando Romano, Helena Sterpin
e Filippo Carcano, Francesco Cazzola, Manuela Parolo.
Progetto
esecutivo
Zucchi & Partners
Nicola Bianchi, Andrea Viganò, Cino Zucchi con Leonardo Berretti,
Chiara Frassi, Carlotta Garretti, Linda Pirovano.
Rendering
Gianluca Cavazza, Marco Pizzuto
Alberto Sala
Committente
Auredia srl
Coordinamento
Pirelli & C. Real Estate Project Management Spa
Strutture
Sajni e Zambetti srl
Impianti
Ariatta ingegneria dei sistemi srl
©copyright
archphoto - Cino Zucchi
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