Concorso stazione Alta Velocità Firenze
eco0o0o0o (Ricci & Spaini capogruppo)

Pubblichiamo uno stralcio della relazione del progetto di concorso per la Stazione
Alta Velocità di Firenze, il gruppo è stato ammesso alla seconda fase ed è giunto
quarto alle spalle del vincitore Norman Foster,Arata Isozaki(secondo),
Santiago Calatrava ( terzo).
Siamo sicuri che oggi in Italia, nei grandi concorsi pubblici vincano i progetti migliori
e che gli architetti italiani siano così scarsi da non vincere mai?


Acqua falda

Il programma propone la realizzazione della nuova stazione AV di Firenze all'interno di un camerone interrato nell'area degli ex Macelli. Si tratta di una scatola di cemento armato con una dimensione di metri 52x454 alla base e una profondità, sotto terra, di circa 26 metri. Il camerone interrompe, con tutto il fronte longitudinale, la principale falda acquifera sotterranea della città di Firenze. Le conseguenze ambientali della parziale interruzione della falda e del suo necessario intubamento, attraverso o intorno al camerone, sono poco prevedibili, sia per quanto riguarda i rischi di depauperamento della risorsa acquifera sotterranea che per quelli di piena. L'autorità del Medio Valdarno prevede che Firenze passerà nei prossimi 15 anni dal fabbisogno attuale di 2357 litri al secondo a 2709 l/s. La dipendenza idrica di Firenze dalle acque del Bilancino, soprattutto nel periodo estivo ed in anni di particolare siccità, suggerisce la massima cautela nella salvaguardia della risorsa idrica sotterranea.
Inoltre, il ricordo dell'alluvione del 4 novembre del 1966 e di quelle più recenti, in altre parti d'Europa e d'Italia, causate dalle alterazioni climatiche impone una sensibilità diversa per il rischio idro-geologico nelle opere di irregimentazione delle acque sotterranee. Qualsiasi soluzione tecnica di incanalamento della falda per non interrompere il deflusso delle acque comporta notevoli complessità progettuali e costruttive con relative alte
maggiorazioni dei costi cantieristici, strutturali e di manutenzione del fabbricato di stazione.
Lasciare scorrere la falda. Non opporsi al flusso, né canalizzare il decorso delle acque sotterranee. Questo è il concetto all'origine della nostra proposta.
Il progetto punta ad una nuova ecologia di sistema fondata sulla compresenza e sull'integrazione possibile tra materiali urbani e elementi naturali.
Il nostro progetto propone una strategia di sostenibilità per questa nuova grande opera infrastrutturale e lavora sulle forme di mitigazione del rischio idrogeologico, sulla qualità paesaggistica e ambientale e sulla fattibilità tecnica ed economica degli interventi previsti.

Terra cantiere

La costruzione delle paratie in cemento armato del camerone prevede grandi elementi strutturali; provvedimenti di stabilizzazione del fondo di scavo; di contrasto delle testate, spinte eccezionali sulle pareti laterali; travi cuscino; solai di grande luce; pilastri a prova di urto; opere di irregimentazione del deflusso e di contrasto della spinta delle acque di falda.
Dallo scavo del camerone si estrarrebbero circa 900.000 mc. di smarino da portare via, a riempire una cava in altra parte della Toscana. Sono previsti circa 2000 convogli ferroviari (ciascuno di almeno 16 vagoni) per il trasporto della terra estratta e dei materiali necessari alla costruzione. Gli impatti del cantiere sulla città (inquinamento acustico, polveri, traffico mezzi stradali e ferroviari, etc,) saranno poderosi. I costi saranno molto
elevati. I tempi difficili da controllare e soggetti a numerose variabili esterne (tenuta delle paratie, interruzione temporanea della falda, efficacia delle strutture di contrasto,regolarità dei flussi finanziari).
Questo progetto propone una concezione strutturale alternativa e più leggera. Con la realizzazione di gallerie interrate a sezione idrostatica shell-form, che non interferiscono con il livello della falda e non hanno bisogno di particolari misure di contrasto.
Grandi gallerie in grado di galleggiare in immersione nel fluido terra e tre piccole camere idrostatiche che concentrano gli elementi di risalita e offrono una ridotta superficie di intercettazione della falda.
Gli altri spazi della stazione vengono realizzati al di sopra. Con un volume di scavo pari a circa la metà di quello previsto, con strutture banali di contenimento del terreno e con una riduzione di più del 60% del ferro e del cemento utilizzati per la costruzione. La poca volumetria di smarino viene riutilizzata per la realizzazione del sistema ecologico di copertura.
La terra scavata per la costruzione degli spazi di stazione serve per la rinaturalizzazione del sito della stazione AV, diviene il sedime per la messa a dimora di un nuovo parco urbano. La terra e l'acqua realizzano il ciclo ecologico del progetto, ne determinano la sezione costruttiva, il funzionamento bioclimatico e strutturale, costituiscono i materiali essenziali e descrivono la figura della nuova Stazione Alta Velocità.

Scala città
La nuova Stazione Alta Velocità può diventare l'architetturasimbolo della Firenze contemporanea, la figura urbana che esprime il senso della nuova fase dello sviluppo economico e sociale della città. Così come la stazione di S. Maria Novella ha saputo interpretare la stagione della modernità. Il progetto si carica di questi significati.
Il camerone è lungo come dall'abside laterale del Duomo di Firenze alla facciata dell'Annunziata lungo l'asse di via dei Servi, è largo come la Piazza Pitti e profondo quanto l'altezza di una palazzo di sette piani.
Potrebbe contenere tutta via Cola di Rienzo a Roma, dal Lungotevere a San Pietro, con dentro anche la prima schiera di edifici a destra e a sinistra della strada per quanto sono alti. Il Duomo di S. Maria del Fiore entra tre volte nello scavo del camerone. Che spazio c'è per un edificio così invasivo per dimensioni e impatti nel cuore di una delle più importanti città d'arte del mondo? Quali forme insediative possono meglio interpretare il tempo attuale della città?
Non un nuovo edificio ma un nuovo parco esprime nel nostro progetto la sostenibilità del cambiamento a Firenze. Un grande spazio pubblico fruibile dovunque. Un'architettura costruita con la logica della città più che con quella della scatola edilizia. Lo spazio della stazione come impronta di un percorso urbano che scende dolcemente verso la linea ferroviaria, coperto da un'unica superficie verde praticabile, che descrive un nuovo sistema di relazione con le altre aree per la cultura e il tempo libero che si aggregano ai margini della città storica.
All'esterno la stazione è una collina che descrive lo sfondo paesaggistico dell'area dei vecchi Macelli, a completamento del nuovo grande spazio urbano per la
cultura e il tempo libero. L'altura riduce l'impatto della ferrovia sulla città. Definisce la possibilità di un ponte di attrezzature culturali turistiche e per il tempo libero - dalla nuova stazione, alle architetture ferroviarie mazzoniane, alla Fortezza da Basso, al centro congressi, alla stazione di Santa Maria Novella - tra le nuove espansioni direzionali e il cuore monumentale di Firenze, che rinforza il senso delle centralità e dei collegamenti pedonali che già esistono.
Dentro la terra la stazione è costruita essenzialmente intorno a un percorso urbano commerciale che accompagna i viaggiatori dal treno alla città. Ma il senso di questo progetto risiede essenzialmente nella volontà di immaginare lo sviluppo necessario dei collegamenti alla grande rete ferroviaria internazionale ad alta velocità come occasione concreta di riqualificazione del paesaggio urbano, come traino per il miglioramento della
vita e dello spazio della città di Firenze verso obiettivi condivisi di qualità urbana.

Città paesaggio

Dal punto di vista urbanistico il progetto della nuova Stazione AV riguarda il dimensionamento e l'integrazione nel tessuto urbano di Firenze di un luogo fulcro degli spostamenti interni al circuito delle grandi città.
Un'area di nuova centralità che mette in connessione reti diverse. E svolge il duplice ruolo di grande hub urbano, che polarizza e smista flussi eterodiretti, e di nuovo punto di ingresso ad una delle più importanti città d'arte del mondo. Il nostro progetto sviluppa questi due temi ed è fondato su di un'ipotesi di sostenibilità dello sviluppo territoriale che prevede la mitigazione degli impatti ambientali, paesaggistici ed economici della nuova infrastruttura, che punta alla semplificazione delle fasi realizzative dell'opera e al contenimento dei tempi di costruzione.
L'idea del parco corrisponde alla definizione di un sistema di spazi aperti e grandi attrezzature urbane, che può far da ponte nella città di Firenze tra il centro antico e le aree di nuova centralità a nord ovest, da Novoli e Castello all'aeroporto. Il grande giardino che ricopre l'area di stazione realizza e completa quella degli ex macelli e avvia il processo di riqualificazione che prevede la localizzazione di spazi per i giovani, per la cultura per la musica, con il restauro degli edifici esistenti di pregio e la realizzazione del nuovo auditorium cittadino. Come in una sorta di Villette fiorentina, iniziative come quella del
maggio musicale fiorentino, ma anche grandi concerti e manifestazioni all'aperto, potrebbero trovare spazio, attrezzature, collegamenti e servizi urbani efficienti proprio all'interno del parco tematico della città della musica e dei giovani (ex Macelli - Stazione AV). Allo stesso tempo, il parco diventa il punto di partenza del percorso pubblico urbano che conduce al centro della città, costeggiando le architetture mazzoniane della ferrovia e attraverso la Fortezza da Basso e il centro congressi. Si tratta di un itinerario che in gran parte esiste già, che utilizza passaggi pedonali esistenti e crea altri attraversamenti urbani.
Le nuove stazioni di questo percorso sono proprio la città della musica e dei giovani con il terminal AV, l'auditorium e il parco; e il fabbricato della Squadra a Rialzo, dove potrebbero essere realizzate le attività espositive, culturali e ludiche - dalle mostre di arte contemporanea alle feste da ballo - con facile accessibilità pubblica e impatti nulli sulla città. La nuova topografia del parco accoglie al suo interno la prosecuzione di questo percorso urbano, che scende dolcemente verso la quota del ferro e configura lo spazio pubblico commerciale della stazione, che attraversa longitudinalmete tutta l'area di intervento fino alla ex Centrale del Latte. Sulla collina alberi, sentieri e terrazzamenti organizzano la fruizione sociale del nuovo polmone verde nella città.
Dal parco è possibile accedere direttamente a funzioni e attrezzature urbane principali del complesso di stazione. Sulla collina si può andare anche solo a vedere Firenze dall'alto.
Gli ingressi alla stazione definiscono nuove piazze urbane. Quelle su viale Redi e sugli ex Macelli configurano spazi pubblici essenzialmente pedonali, paesaggisticamente integrati al sistema naturale del parco e del torrente Mugnone. La piazza verso Viale Belfiore e quella su via Circondaria sono invece dedicate all'organizzazione dei nodi di flusso del traffico veicolare urbano.
La piazza dal lato Belfiore è su più livelli. Alla quota di m. 41 slm (interrata), c'è un parcheggio per circa 600 autovetture private direttamente connesso al corrispondente livello della nuova stazione AV. Alla quota superiore e semi-interrata (m.46 slm) è localizzato il bus-terminal. In superficie (m.51 slm) il parcheggio taxi, l'area kiss and ride e i pullman. La piazza sulla via Circondaria disegna una rotatoria oblunga e uno spazio pubblico tangenziale tra l'ingresso della stazione e l'area per il nuovo auditorium.
Sia dal lato Belfiore, che sul fronte Circondaria i flussi di circolazione dei taxi, dei bus, e delle auto private sono sempre distinti in prossimità degli accessi di stazione. Una strada di servizio lungo il muro di contenimento del rilevato ferroviario unisce le due piazze carrabili e organizza i flussi specializzati, di sicurezza e di carico-scarico delle merci e delle forniture. La stessa strada pedonale commerciale interna allo spazio della stazione (che collega, con una pendenza massima dell'8%, le quote degli ingressi esterni con quelle di discesa ai treni) è carrabile per le funzioni ferroviarie di soccorso o di servizio e quelle commerciali.

Stazione parco

Dal punto di vista architettonico la nuova stazione AV è concepita come una parte complessa di città, la distribuzione degli spazi interni è assimilabile a quella di una grande stazione di metropolitana, e per gli aspetti relativi alla gestione dei flussi si può dire che funziona come un aeroporto.
Il volume complessivo della stazione è composto dall'integrazione di tre figure spaziali specializzate dal punto di vista architettonico, strutturale, tecnologico e funzionale:
- la galleria treni sottofalda;
- la collina-parco con i servizi di stazione, gli uffici e le attrezzature commerciali;
- le tre camere verticali che mettono in comunicazione lo spazio delle banchine e quello della città.
All'interno delle prescrizioni dimensionali e dei perimetri di bando e mantenendo inalterate le quote di banchina e il piano del ferro, il progetto prevede di contenere l'ingombro degli spazi per la fermata sotterranea dei treni sotto la quota di scorrimento della falda (da m. 36.5 slm a m. 40.5 sml).
Il piano delle banchine ferroviarie, con i mezzanini per la distribuzione dei flussi dei viaggiatori, è realizzato pertanto all'interno di un sistema di grandi gallerie a struttura idrostatica (idrostatic shell structure), una membrana a doppia curvatura che resiste per forma alle pressioni del terreno, come galleggiando in immersione. Le due gallerie idrostatic-shell che coprono il piano banchina sono messe in comunicazione tra loro da aperture sui fianchi delle volte e, soprattutto, da tre camere verticali idrostatiche che insistono sull'area di fermata prevalente dei treni. Queste strutture sono le uniche che intercettano in maniera puntuale il flusso di falda senza ostacolarne lo scorrimento.
L'acqua si riorganizza scorrendo intorno al profilo idrostatico della camera strutturale, che impedisce che si verifichino alterazioni significative nel deflusso. Nella fase di cantiere le camere servono per le operazioni di scavo delle gallerie. Nel progetto della stazione le tre camere concentrano i percorsi di risalita, portano la luce del sole in banchina, funzionano da camini per la ventilazione naturale degli spazi coperti e per l'emissione
dei fumi in regime di sicurezza antincendio. Sopra il livello della falda viene realizzata la collina del parco che contiene le altre funzioni del programma della nuova stazione AV. Le sue pendici degradano a terra, come a fondere il suolo esistente nella topografia del parco, o vengono tagliate verticalmente da una superficie lamellare e ramata di frangisole metallici, che filtra la luce all'interno interne e misura a linee d'ombra le quote altimetriche del giardino nello skyline di Firenze. I fronti costruiti sono smaterializzati. Di giorno, la collina costruisce il nuovo paesaggio nella città. Di notte la luce nella stazione inverte i rapporti di scala e trascina la città nel parco.

Ricci & Spaini

ricci & spaini studio di architettura srl - (mosè ricci, filippo spaini) capogruppo -
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