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Acqua
falda
Il
programma propone la realizzazione della nuova stazione AV di Firenze
all'interno di un camerone interrato nell'area degli ex Macelli. Si tratta
di una scatola di cemento armato con una dimensione di metri 52x454 alla
base e una profondità, sotto terra, di circa 26 metri. Il camerone
interrompe, con tutto il fronte longitudinale, la principale falda acquifera
sotterranea della città di Firenze. Le conseguenze ambientali della
parziale interruzione della falda e del suo necessario intubamento, attraverso
o intorno al camerone, sono poco prevedibili, sia per quanto riguarda
i rischi di depauperamento della risorsa acquifera sotterranea che per
quelli di piena. L'autorità del Medio Valdarno prevede che Firenze
passerà nei prossimi 15 anni dal fabbisogno attuale di 2357 litri
al secondo a 2709 l/s. La dipendenza idrica di Firenze dalle acque del
Bilancino, soprattutto nel periodo estivo ed in anni di particolare siccità,
suggerisce la massima cautela nella salvaguardia della risorsa idrica
sotterranea.
Inoltre, il ricordo dell'alluvione del 4 novembre del 1966 e di quelle
più recenti, in altre parti d'Europa e d'Italia, causate dalle
alterazioni climatiche impone una sensibilità diversa per il rischio
idro-geologico nelle opere di irregimentazione delle acque sotterranee.
Qualsiasi soluzione tecnica di incanalamento della falda per non interrompere
il deflusso delle acque comporta notevoli complessità progettuali
e costruttive con relative alte
maggiorazioni dei costi cantieristici, strutturali e di manutenzione del
fabbricato di stazione.
Lasciare scorrere la falda. Non opporsi al flusso, né canalizzare
il decorso delle acque sotterranee. Questo è il concetto all'origine
della nostra proposta.
Il progetto punta ad una nuova ecologia di sistema fondata sulla compresenza
e sull'integrazione possibile tra materiali urbani e elementi naturali.
Il nostro progetto propone una strategia di sostenibilità per questa
nuova grande opera infrastrutturale e lavora sulle forme di mitigazione
del rischio idrogeologico, sulla qualità paesaggistica e ambientale
e sulla fattibilità tecnica ed economica degli interventi previsti.
Terra
cantiere
La
costruzione delle paratie in cemento armato del camerone prevede grandi
elementi strutturali; provvedimenti di stabilizzazione del fondo di scavo;
di contrasto delle testate, spinte eccezionali sulle pareti laterali;
travi cuscino; solai di grande luce; pilastri a prova di urto; opere di
irregimentazione del deflusso e di contrasto della spinta delle acque
di falda.
Dallo scavo del camerone si estrarrebbero circa 900.000 mc. di smarino
da portare via, a riempire una cava in altra parte della Toscana. Sono
previsti circa 2000 convogli ferroviari (ciascuno di almeno 16 vagoni)
per il trasporto della terra estratta e dei materiali necessari alla costruzione.
Gli impatti del cantiere sulla città (inquinamento acustico, polveri,
traffico mezzi stradali e ferroviari, etc,) saranno poderosi. I costi
saranno molto
elevati. I tempi difficili da controllare e soggetti a numerose variabili
esterne (tenuta delle paratie, interruzione temporanea della falda, efficacia
delle strutture di contrasto,regolarità dei flussi finanziari).
Questo progetto propone una concezione strutturale alternativa e più
leggera. Con la realizzazione di gallerie interrate a sezione idrostatica
shell-form, che non interferiscono con il livello della falda e non hanno
bisogno di particolari misure di contrasto.
Grandi gallerie in grado di galleggiare in immersione nel fluido terra
e tre piccole camere idrostatiche che concentrano gli elementi di risalita
e offrono una ridotta superficie di intercettazione della falda.
Gli altri spazi della stazione vengono realizzati al di sopra. Con un
volume di scavo pari a circa la metà di quello previsto, con strutture
banali di contenimento del terreno e con una riduzione di più del
60% del ferro e del cemento utilizzati per la costruzione. La poca volumetria
di smarino viene riutilizzata per la realizzazione del sistema ecologico
di copertura.
La terra scavata per la costruzione degli spazi di stazione serve per
la rinaturalizzazione del sito della stazione AV, diviene il sedime per
la messa a dimora di un nuovo parco urbano. La terra e l'acqua realizzano
il ciclo ecologico del progetto, ne determinano la sezione costruttiva,
il funzionamento bioclimatico e strutturale, costituiscono i materiali
essenziali e descrivono la figura della nuova Stazione Alta Velocità.
Scala
città
La nuova Stazione Alta Velocità può diventare l'architetturasimbolo
della Firenze contemporanea, la figura urbana che esprime il senso della
nuova fase dello sviluppo economico e sociale della città. Così
come la stazione di S. Maria Novella ha saputo interpretare la stagione
della modernità. Il progetto si carica di questi significati.
Il camerone è lungo come dall'abside laterale del Duomo di Firenze
alla facciata dell'Annunziata lungo l'asse di via dei Servi, è
largo come la Piazza Pitti e profondo quanto l'altezza di una palazzo
di sette piani.
Potrebbe contenere tutta via Cola di Rienzo a Roma, dal Lungotevere a
San Pietro, con dentro anche la prima schiera di edifici a destra e a
sinistra della strada per quanto sono alti. Il Duomo di S. Maria del Fiore
entra tre volte nello scavo del camerone. Che spazio c'è per un
edificio così invasivo per dimensioni e impatti nel cuore di una
delle più importanti città d'arte del mondo? Quali forme
insediative possono meglio interpretare il tempo attuale della città?
Non un nuovo edificio ma un nuovo parco esprime nel nostro progetto la
sostenibilità del cambiamento a Firenze. Un grande spazio pubblico
fruibile dovunque. Un'architettura costruita con la logica della città
più che con quella della scatola edilizia. Lo spazio della stazione
come impronta di un percorso urbano che scende dolcemente verso la linea
ferroviaria, coperto da un'unica superficie verde praticabile, che descrive
un nuovo sistema di relazione con le altre aree per la cultura e il tempo
libero che si aggregano ai margini della città storica.
All'esterno la stazione è una collina che descrive lo sfondo paesaggistico
dell'area dei vecchi Macelli, a completamento del nuovo grande spazio
urbano per la
cultura e il tempo libero. L'altura riduce l'impatto della ferrovia sulla
città. Definisce la possibilità di un ponte di attrezzature
culturali turistiche e per il tempo libero - dalla nuova stazione, alle
architetture ferroviarie mazzoniane, alla Fortezza da Basso, al centro
congressi, alla stazione di Santa Maria Novella - tra le nuove espansioni
direzionali e il cuore monumentale di Firenze, che rinforza il senso delle
centralità e dei collegamenti pedonali che già esistono.
Dentro la terra la stazione è costruita essenzialmente intorno
a un percorso urbano commerciale che accompagna i viaggiatori dal treno
alla città. Ma il senso di questo progetto risiede essenzialmente
nella volontà di immaginare lo sviluppo necessario dei collegamenti
alla grande rete ferroviaria internazionale ad alta velocità come
occasione concreta di riqualificazione del paesaggio urbano, come traino
per il miglioramento della
vita e dello spazio della città di Firenze verso obiettivi condivisi
di qualità urbana.
Città
paesaggio
Dal
punto di vista urbanistico il progetto della nuova Stazione AV riguarda
il dimensionamento e l'integrazione nel tessuto urbano di Firenze di un
luogo fulcro degli spostamenti interni al circuito delle grandi città.
Un'area di nuova centralità che mette in connessione reti diverse.
E svolge il duplice ruolo di grande hub urbano, che polarizza e smista
flussi eterodiretti, e di nuovo punto di ingresso ad una delle più
importanti città d'arte del mondo. Il nostro progetto sviluppa
questi due temi ed è fondato su di un'ipotesi di sostenibilità
dello sviluppo territoriale che prevede la mitigazione degli impatti ambientali,
paesaggistici ed economici della nuova infrastruttura, che punta alla
semplificazione delle fasi realizzative dell'opera e al contenimento dei
tempi di costruzione.
L'idea del parco corrisponde alla definizione di un sistema di spazi aperti
e grandi attrezzature urbane, che può far da ponte nella città
di Firenze tra il centro antico e le aree di nuova centralità a
nord ovest, da Novoli e Castello all'aeroporto. Il grande giardino che
ricopre l'area di stazione realizza e completa quella degli ex macelli
e avvia il processo di riqualificazione che prevede la localizzazione
di spazi per i giovani, per la cultura per la musica, con il restauro
degli edifici esistenti di pregio e la realizzazione del nuovo auditorium
cittadino. Come in una sorta di Villette fiorentina, iniziative come quella
del
maggio musicale fiorentino, ma anche grandi concerti e manifestazioni
all'aperto, potrebbero trovare spazio, attrezzature, collegamenti e servizi
urbani efficienti proprio all'interno del parco tematico della città
della musica e dei giovani (ex Macelli - Stazione AV). Allo stesso tempo,
il parco diventa il punto di partenza del percorso pubblico urbano che
conduce al centro della città, costeggiando le architetture mazzoniane
della ferrovia e attraverso la Fortezza da Basso e il centro congressi.
Si tratta di un itinerario che in gran parte esiste già, che utilizza
passaggi pedonali esistenti e crea altri attraversamenti urbani.
Le
nuove stazioni di questo percorso sono proprio la città della musica
e dei giovani con il terminal AV, l'auditorium e il parco; e il fabbricato
della Squadra a Rialzo, dove potrebbero essere realizzate le attività
espositive, culturali e ludiche - dalle mostre di arte contemporanea alle
feste da ballo - con facile accessibilità pubblica e impatti nulli
sulla città. La nuova topografia del parco accoglie al suo interno
la prosecuzione di questo percorso urbano, che scende dolcemente verso
la quota del ferro e configura lo spazio pubblico commerciale della stazione,
che attraversa longitudinalmete tutta l'area di intervento fino alla ex
Centrale del Latte. Sulla collina alberi, sentieri e terrazzamenti organizzano
la fruizione sociale del nuovo polmone verde nella città.
Dal parco è possibile accedere direttamente a funzioni e attrezzature
urbane principali del complesso di stazione. Sulla collina si può
andare anche solo a vedere Firenze dall'alto.
Gli ingressi alla stazione definiscono nuove piazze urbane. Quelle su
viale Redi e sugli ex Macelli configurano spazi pubblici essenzialmente
pedonali, paesaggisticamente integrati al sistema naturale del parco e
del torrente Mugnone. La piazza verso Viale Belfiore e quella su via Circondaria
sono invece dedicate all'organizzazione dei nodi di flusso del traffico
veicolare urbano.
La piazza dal lato Belfiore è su più livelli. Alla quota
di m. 41 slm (interrata), c'è un parcheggio per circa 600 autovetture
private direttamente connesso al corrispondente livello della nuova stazione
AV. Alla quota superiore e semi-interrata (m.46 slm) è localizzato
il bus-terminal. In superficie (m.51 slm) il parcheggio taxi, l'area kiss
and ride e i pullman. La piazza sulla via Circondaria disegna una rotatoria
oblunga e uno spazio pubblico tangenziale tra l'ingresso della stazione
e l'area per il nuovo auditorium.
Sia dal lato Belfiore, che sul fronte Circondaria i flussi di circolazione
dei taxi, dei bus, e delle auto private sono sempre distinti in prossimità
degli accessi di stazione. Una strada di servizio lungo il muro di contenimento
del rilevato ferroviario unisce le due piazze carrabili e organizza i
flussi specializzati, di sicurezza e di carico-scarico delle merci e delle
forniture. La stessa strada pedonale commerciale interna allo spazio della
stazione (che collega, con una pendenza massima dell'8%, le quote degli
ingressi esterni con quelle di discesa ai treni) è carrabile per
le funzioni ferroviarie di soccorso o di servizio e quelle commerciali.
Stazione
parco
Dal
punto di vista architettonico la nuova stazione AV è concepita
come una parte complessa di città, la distribuzione degli spazi
interni è assimilabile a quella di una grande stazione di metropolitana,
e per gli aspetti relativi alla gestione dei flussi si può dire
che funziona come un aeroporto.
Il volume complessivo della stazione è composto dall'integrazione
di tre figure spaziali specializzate dal punto di vista architettonico,
strutturale, tecnologico e funzionale:
- la galleria treni sottofalda;
- la collina-parco con i servizi di stazione, gli uffici e le attrezzature
commerciali;
- le tre camere verticali che mettono in comunicazione lo spazio delle
banchine e quello della città.
All'interno delle prescrizioni dimensionali e dei perimetri di bando e
mantenendo inalterate le quote di banchina e il piano del ferro, il progetto
prevede di contenere l'ingombro degli spazi per la fermata sotterranea
dei treni sotto la quota di scorrimento della falda (da m. 36.5 slm a
m. 40.5 sml).
Il piano delle banchine ferroviarie, con i mezzanini per la distribuzione
dei flussi dei viaggiatori, è realizzato pertanto all'interno di
un sistema di grandi gallerie a struttura idrostatica (idrostatic shell
structure), una membrana a doppia curvatura che resiste per forma alle
pressioni del terreno, come galleggiando in immersione. Le due gallerie
idrostatic-shell che coprono il piano banchina sono messe in comunicazione
tra loro da aperture sui fianchi delle volte e, soprattutto, da tre camere
verticali idrostatiche che insistono sull'area di fermata prevalente dei
treni. Queste strutture sono le uniche che intercettano in maniera puntuale
il flusso di falda senza ostacolarne lo scorrimento.
L'acqua si riorganizza scorrendo intorno al profilo idrostatico della
camera strutturale, che impedisce che si verifichino alterazioni significative
nel deflusso. Nella fase di cantiere le camere servono per le operazioni
di scavo delle gallerie. Nel progetto della stazione le tre camere concentrano
i percorsi di risalita, portano la luce del sole in banchina, funzionano
da camini per la ventilazione naturale degli spazi coperti e per l'emissione
dei fumi in regime di sicurezza antincendio. Sopra il livello della falda
viene realizzata la collina del parco che contiene le altre funzioni del
programma della nuova stazione AV. Le sue pendici degradano a terra, come
a fondere il suolo esistente nella topografia del parco, o vengono tagliate
verticalmente da una superficie lamellare e ramata di frangisole metallici,
che filtra la luce all'interno interne e misura a linee d'ombra le quote
altimetriche del giardino nello skyline di Firenze. I fronti costruiti
sono smaterializzati. Di giorno, la collina costruisce il nuovo paesaggio
nella città. Di notte la luce nella stazione inverte i rapporti
di scala e trascina la città nel parco.
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