Emanuele Piccardo
ARMAN: LA QUOTIDIANITA' DENTRO UNA SCATOLA

 


Armand Pierre Fernandez nasce a Nizza nel 1928 il padre di origine algerina-spagnola amante della pittura insegna i primi rudimenti al giovane ma è nel 1947 con l'incontro di Yves Klein e Claude Pascal che la sua vita cambia. Con i due amici intraprende un viaggio attraverso l'Europa in auto-stop e inizia ad interessarsi di astrologia, filosofia e buddismo. La condivisione degli ideali e la conoscenza di Pierre Restany e di Cesar darà origine alla creazione del gruppo del "Nouveau Realisme" come lo definisce Restany che diventa il loro critico di riferimento." Le jeudi 27 octobre 1960. Les Nouveaux Réalistes ont pris conscience de leur singularité collective. Nouveau Réalisme = nouvelles approches perceptives du rèel.

Yves le monochrome, Martial Raysse, Restany, Arman, Tinguely, Spoerri-Feinstein, Villeglé, Hains, F. Dufrêne.

Così il manifesto scritto nella casa di Yves Klein da Pierre Restany, nove copie del testo erano previste di cui sette su carta monocroma blu, una su foglia d'oro e l'altra su carta monocroma rosa. "Cos'è il Nouveau Réalisme- scrive Restany- un nuovo avvicinarsi percettivo al reale. E', come si vede, un'idea generale che ognuno sottoscrisse per motivi particolari. Questo gruppo è nato dalla presa di coscienza di qualche artista isolato, da preoccupazioni comuni e dalla necessità momentanea di una azione collettiva. Il fatto capitale consiste nell'incontro di personalità arrivate a un punto culminante e decisivo della loro carriera […]

L'azione comune-continua Restany- è stata per tutti il catalizzatore di una energia diffusa nella ricerca individuale. Per alcuni, fu anzi il rivelatore di una concezione del mondo, il condensatore d'una formula meglio adattata all'appropriazione del reale. I personaggi riuniti per un attimo hanno ormai la loro storia e il loro destino che assumono ognuno a loro modo. Ciò che li lega per sempre, credo, è la coscienza di essere andati insieme fino in fondo a una verità, cioè d'una prova della sensibilità e d'una struttura della visione. Ci sono degli incontri che si meritano e che per questo s'impongono: in un certo contesto, con certe premesse, questi incontri non potevano non aver luogo, e si producono nel preciso momento in cui si devono produrre. E' appunto ciò che spiega la straordinaria efficacia dell'azione collettiva dei Nouveaux Réalistes e al tempo stesso la sua brevità[…] (il gruppo agisce dal 1960 al 1963).

Proprio questa idea di raccontare le contraddizioni del mondo agli albori del consumismo, rispetto all'esasperazione attuale, definisce la grandezza di un artista come Arman che, attraverso la sua opera, ci mostra come il mondo possa essere racchiuso dentro una scatola di plexiglas imprigionato dalla resina. La straordinaria sperimentazione avvenuta negli anni sessanta non ha eguali, artisti capaci di usare più tecniche artistiche: dalla lavorazione dei metalli alla pittura, dalla scultura alla fotografia; pone seri dubbi sulle presunte sperimentazioni artistiche contemporanee.

Ma ritorniamo ad Arman a cui la Malmaison di Cannes dedica una bella mostra, ben allestita e curata da Frédéric Ballester che raggruppa le opere della Collection Ferrero, visitabile fino al gennaio 2007. Non è un caso che nella cittadina della coté d'azur, luogo di vacanza di lusso punteggiata di Casinò e alberghi a cinque stelle venga presentata l'opera dell'artista niçoise che, con ironia dissacrante, ingloba nella teca di plexiglas le fiches da 100 franchi simbolo dei giocatori d'azzardo. E ancora una accumulazione di ventagli del Casino di Juan Les Pins dove è disegnata la famosa spiaggia di sabbia bianca frequentata da Picasso durante il soggiorno nel castello di Antibes nel 1946.

Biglie colorate, palline da ping-pong, tubetti di tempera, quadranti di orologi, ventagli, flash cube sono oggetti d'uso quotidiano che vengono accumulati, assemblati in unico spazio, lo spazio della scatola quasi a voler racchiudere comportamenti e abitudini della società per imporci una riflessione profonda su di essa.

Arman lavora seguendo due sperimentazioni la prima definita accumulation in cui gli oggetti sono disposti in una apparente casualità a formare un quadro dal forte impatto e una seconda dissemblage dove gli oggetti sono sottoposti ad una azione distruttiva.
Ciò risulta evidente nell'Hommage a Pablo Casals dove un violoncello viene bruciato in parte e sezionato, e ancora nel sezionamento di una macchina fotografica a banco ottico Linhof Technika e nella sua riproduzione in bronzo in cui le parti dedicate alla visione: il vetro smerigliato, nella parte posteriore della macchina, e l'obiettivo sono di bronzo dorato.

"L'oggetto decontestualizzato-afferma Vilma Torselli nelle guide di SuperEva- che il Dadaismo di Duchamp eleva ad opera d'arte conferendogli dignità estetica, è visto, nel Nouveau Realisme, nella sua oggettività, elemento d'uso quotidiano, di rifiuto, ingombrante ed inquinante, con atteggiamento più affine a quello degli artisti pop americani."

Nei tubetti di tempera nelle varianti del rosso allineati uno a fianco dell'altro come nelle fiche del Casinò di Nice o nei barattoli per le conserve in cui Arman inserisce i rifiuti si rileva una certa serialità nel disporre gli oggetti. Nel dissemblage, invece, l'oggetto preferito da distruggere rimane il violino che genera alcune sculture fatte da più violini sezionati e fusi insieme; la passione per la musica e la fotografia, che il padre gli aveva tramandato, provoca una reazione distruttiva, quasi collerica con la quale disperde in tanti pezzi gli oggetti. Si forma così un nuovo oggetto nato dalla distruzione, a dimostrazione che l'atto gestuale non è fine a se stesso ma rifonda la concezione del mondo e di quegli oggetti che usiamo quotidianamente.

Nonostante l'uso di tecniche diverse dalla scultura di pennelli sovrapposti ai violini distrutti e poi riassemblati in legno o bronzo fino ai tubetti di colore calpestati che generano immagini simili all'action painting di Pollock Arman riesce a mantenere una unitarietà di linguaggio in cui si legge la vicinanza artistica di Klein e Cesar con i quali condivise l'esperienza del nouveau realisme.
Arman muore a New York il 22 ottobre 2005.

Emanuele Piccardo


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www.arman-studio.com
www.cannes.fr

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