Alberto Miotto + Cristina Boghetto
EDIFICIO RESDIENZIALE A VILLORBA (TV)


Come è nata l'iniziativa
Nel 1992 un gruppo di quattro persone decide di costruirsi l'abitazione con un obiettivo primario: "realizzare la casa dei propri sogni". Si trattava di persone di estrazione sociale eterogenea, di reddito medio basso, età tra 25 e 35 anni, conviventi con i genitori dai quali potevano attingere i risparmi e le risorse. Non convinti di ciò che offriva il mercato immobiliare, decidono di gestire in proprio non solo la fase di acquisto ma anche quella di costruzione della casa.
Nel 1993 Su consiglio dell'arch. Fausto Massarotto fondano una società cooperativa edilizia denominata POLARIS scarl, per poter usufruire di alcune agevolazioni fiscali che avrebbero permesso dei risparmi sui costi di acquisto di terreni e/o immobili e di costruzione di edifici. Con apposito statuto, come previsto dalle leggi italiane, decidono che l'obiettivo della società è "la costruzione della casa per i propri soci", nominano un consiglio di amministrazione ed eleggono come presidente l'arch. Fausto Massarotto.
Il presidente propone ai soci il nostro nominativo come progettisti ritenendo che per gestire meglio l'iniziativa il ruolo amministrativo gestionale doveva essere diviso da quello tecnico e progettuale.
Si comincia la ricerca di terreni edificabili o immobili dismessi, contattando diverse amministrazioni comunali dell'interland Trevigiano e proponendosi come promotori di interventi edilizi a basso consumo energetico anche attraverso l'impiego di fonti di energia alternative ed il riuso di edifici esistenti.
Nel 1995 il comune di Villorba, tra tutti quelli contattati risponde invitando la società cooperativa a partecipare al bando per l'assegnazione di lotti edificabili e la realizzazione delle opere di urbanizzazione, su un'area individuata nel proprio Piano Regolatore Generale per piani di edilizia economica e popolare, rimasta inedificata per cinque anni e che con l'approvazione della legge 179/ 1992 (programmi integrati di intervento per riqualificare il tessuto urbanistico edilizio ed ambientale), poteva trovare attuazione senza gravare sul bilancio comunale.
Nel 1994 il piano di lottizzazione è modificato dal comune, ridisegnando lo schema planivolumetrico in modo più organico, prevedendo la possibilità di realizzare edifici con pianta a L, che dovevano occupare preferibilmente i bordi dei lotti, per dare una qualità urbana al nuovo quartiere adiacente al centro storico del paese.
Nel 1996 La società ottiene l'assegnazione di un lotto di mq 2181, con la possibilità di edificare un Volume complessivo di mc 4800.

Il processo di partecipazione
Con la conferma dell'assegnazione del terreno cominciano una serie di incontri/riunioni con i soci per informarli sull'iter di assegnazione del lotto e sui criteri di progettazione e realizzazione che si sarebbero seguiti per la costruzione degli edifici.
Queste riunioni/incontri si svolgevano secondo uno schema prestabilito dallo statuto:
- i soci erano convocati con lettera contenente l'ordine del giorno con i temi di discussione
- il presidente della società apriva la riunione con una relazione introduttiva sulle questioni gestionali, lasciando poi la parola ai progettisti incaricati per la spiegazione di tutti gli aspetti legati al progetto.
Ogni socio interveniva o con domande, o con proposte o semplicemente con affermazioni di accordo o disaccordo sulle questioni esposte.
Dopo una prima serie di riunioni, ci si accorse che era difficile ottenere dai soci delle indicazioni organiche utili alla stesura del progetto. Questi incontri avevano, infatti, evidenziato una visione della vita quotidiana molto astratta, derivante dalla semplice ripetizione dei modelli proposti dai genitori e non verificati da esperienze di vita proprie, fornendo solo queste affermazioni di principio condivise da tutti gli interessati:
1. le case dovevano costare poco, meno del prezzo di mercato (non più di 120/150 milioni di lire);
2. dovevano essere in proprietà esclusiva (quasi tutti ritenevano di soddisfare questo desiderio immaginandosi una casa a schiera);
3. tutti volevano risparmiare sul processo di costruzione, partecipando in proprio o con l'aiuto di amici alla costruzione della casa (per processo di costruzione intendevano la posa dei pavimenti la dipintura delle pareti, il montaggio di porte, dei mobili dei termosifoni, degli accessori idrosanitari …)
Sulla base di queste riunioni propedeutiche è stato elaborato un questionario da far compilare ai soci, diviso in sette moduli tematici:
1. dati anagrafici
2. dati sull'alloggio
3. dati edificio/alloggio
4. prestazioni alloggio
5. finiture
6. vostre idee sull'alloggio
7. disponibilità economica

Con i dati ricavati dai moduli è stata costruita una matrice che ha permesso di:
· avere dati certi sulla superficie dell'abitazione ideale di ogni socio;
· avere indicazioni precise sulla distribuzione interna ideale di ogni
socio;
· avere indicazioni sugli standard qualitativi richiesti.
La lettura di questi dati inseriti nella matrice ha permesso di:
· catalogare le esigenze;
· verificare il livello di priorità di queste;
· classificarle e raggrupparle per aree funzionali;
· individuare delle possibili classi di tipologia abitativa.

Interfacciando questi dati con:
- riferimenti progettuali di architetture a basso consumo energetico;
- lo studio delle corti rurali presenti nel territorio;
- lo studio delle tipologie abitative dell'edilizia minore veneziana;
- le prescrizioni del piano attuativo e della legislazione vigente;
si è costruita l'ipotesi tipologica su cui è stato sviluppato il progetto

i principi di sostenibilità
La costruzione dell'ipotesi tipologica e lo sviluppo del progetto sono stati redatti secondo i seguenti principi di sostenibilità:
a. riduzione dell'impatto ambientale dell'insediamento abitativo;
b. riduzione del consumo energetico degli edifici;
c. miglioramento qualitativo delle condizioni di vita dei nuclei familiari;
d. miglioramento del paesaggio;

Questi principi sono stati soddisfatti attraverso:
a1. studio di una tipologia architettonica che mediasse il cambiamento di scala tra il nuovo insediamento e il paese;
a2. raccolta e reimissione in falda delle acque piovane delle coperture, dei giardini e degli spazi pedonali;
a3. predisposizione per l'installazione di impianti di riscaldamento/raffrescamento a pannelli solari, Biomasse per ridurre i consumi e quindi l'inquinamento atmosferico;

b1. realizzazione di fabbricati come accumulatori di calore solare che usano il sole per il riscaldamento degli ambienti interni attraverso l'edificio che diventa collettore solare, riducendo al minimo il ricorso all'alta tecnologia e sfruttando l'ubicazione, l'orientamento e le variazioni climatiche locali, soddisfando queste tre condizioni:
· l'edificio è un collettore solare che fa entrare il calore solare all'interno durante la stagione invernale e lo tiene fuori durante la stagione estiva;
· l'edificio è un accumulatore termico che accumula calore per i periodi freddi quando non c'è il sole e trattiene il freddo nei periodi caldi;
·l'edificio è una trappola di calore che rilascia nell'ambiente esterno il calore o il fresco solo molto lentamente.
b2 ottimizzazione dello skyline dei tetti per l'utilizzo dell'energia solare attraverso l'inclinazione di circa 32° della copertura e la conformazione a falda unica inclinata rispettivamente verso sud e verso ovest, derivata dalla necessità, di ottimizzare il rendimento dei collettori solari in relazione alla latitudine di 45° 44'20" e alle variazioni del clima che con brevi estati caldo-umide e lunghi inverni coperti-piovosi giustificherà l'uso dell'energia solare per la produzione prevalente di acqua calda per riscaldamento e usi domestici, energia elettrica, raffrescamento-deumidificazione degli ambienti interni.

c1. uso di tecnologie costruttive e di materiali isolanti per ridurre al minimo la trasmissione di rumori tra alloggi e tra esterno/interno;
c2. eliminazione degli spazi a gestione condominiale per ridurre al minimo eventuali litigi e aumentare il livello della privacy;
c3. realizzazione di giardini privati per migliorare la qualità del paesaggio e degli spazi intorno all'edificio;
c4. realizzazione di spazi pedonali divisi da quelli carrabili per ridurre l'impatto dell'inquinamento atmosferico ed acustico sugli edifici;

d1. progetto unitario degli edifici, dei giardini privati, degli spazi pedonali per rinnovare la qualità del paesaggio;
d2. rendere più articolate le relazioni tra il lotto e la strada attraverso sistemi di ingressi differenziati tra pedoni e auto;
d3. riprodurre tra gli edifici e gli spazi aperti la complessità degli ambienti urbani.

il progetto
L'obbiettivo primario del progetto è stato quello di realizzare una nuova qualità dell'abitare, dando risposte complesse e innovative a situazioni di partenza apparentemente banali.
I principi si sostenibilità sopradescritti hanno guidato l'impostazione generale attraverso:
- le metodologie di progettazione e gestione sostenibili, con l'utilizzo di elementi climatici e ambientali locali per migliorare il comfort urbano e domestico;
- l'uso innovativo di tecnologie tradizionali;
- l'ideazione di spazi abitativi funzionali, luminosi e allo stesso tempo evocativi e trasformabili.
L'intervento si è concretizzato con soluzioni puntuali: una corte pedonale di forma trapezia delimitata lungo tre lati dagli edifici e aperta su un lato verso la strada, organizza spazi e percorsi e dà, a chi la fruisce, una percezione dinamica. La reinterpretazione dei caratteri volumetrici delle corti rurali tradizionali è stata rinnovata con un'organizzazione funzionale urbana contemporanea, dando anche migliore vivibilità agli spazi esterni. Gli ingressi pedonali sono divisi da quelli carrabili in modo che le auto accedano solo ai bordi dell'area, dove i garages proteggono la corte pedonale dai rumori e dai gas di scarico. I giardini privati, affacciati sulla corte, sono sistemati con cespugli aromatici e piccoli alberi per raffrescare gli edifici.
Gli alloggi collocati su due edifici, uno di tre piani con sei alloggi, l'altro di due piani con quattro alloggi, dispongono tutti di accesso indipendente attraverso un sistema di scale sovrapposte a rampe incrociate, sono dotati ognuno di spazi accessori propri, interrati o mansarde e strutturati in due tipologie a 'sala passante' e a 'distribuzione lineare', personalizzate secondo le singole esigenze.
La tipologia tradizionale dell'appartamento è stata reinterpertata, lavorando non tanto sulla distribuzione interna, che è ormai codificata non solo dai regolamenti edilizi ma anche nell'immaginario collettivo della quasi totalità delle persone (soggiorno, cucina, corridoio, camera, bagno, camera), ma sull'accessibilità agli alloggi e sugli spazi di servizio agli stessi, quali scale, ripostigli, garage, magazzini, giardini. La scala è l'elemento di invenzione tipologica degli edifici, attraverso la scomposizione delle rampe di una scala condominiale tipo, che sono state duplicate, incrociate, portate ai bordi del fabbricato si sono creati spazi individuali di filtro tra interno dell'alloggio e lo spazio pubblico della piazza pedonale. Questo sistema di accessi individuali genera una percezione degli alloggi, non più come "appartamenti", ma come "casa singola" in quanto esiste un rapporto diretto, libero da vincoli e personale con gli spazi esterni, giardini e piazza.

il processo di costruzione
Nel 1997 dopo il rilascio della concessione edilizia la società bandisce una gara d'appalto per la realizzazione delle opere edili e degli impianti termoidraulici ed elettrici.
Nel 1997 inizia il cantiere. Il processo costruttivo si articola per stralici funzionali:
- pulizia del terreno;
- scavi e sbancamenti
- realizzazione fondazioni e vani interrati
- posa solai piano terra, realizzazione murature piano terra e vani scala
- posa solai piano primo, realizzazione murature piano primo e vani scala
- posa solai piano secondo, realizzazione murature piano secondo e vani scala
- realizzazione soffitte e coperture
- installazione impianti termici ed elettrici
- realizzazione dei massetti di sottopavimentazione
- intonacatura esterna ed interna
- dipintura esterna degli edifici
- realizzazione delle sistemazioni esterne recinzioni, giardini, spazi pedonali;
Nella costruzione sono stati usati materiali tradizionali quali laterizio, malta bastarda, legno e cemento armato per il telaio antisismico, rinnovando la tecnologia costruttiva delle murature esterne, composte da due muri completamente staccati tra di loro da un intercapedine di 5 cm di sughero e aria. Lo stesso sistema sandwich è stato usato per il tetto in cui la struttura di travi di legno e tavolato e staccata dall'isolante e dal manto di copertura da un intercapedine d'aria di 5cm.
Le parti di tetto piano sono state realizzate in piastre di ghianino lavato staccate dal solaio da un intercapedine d'aria di 5 cm per migliorare il raffrescamento e l'isolamento.
L'edificio con la facciata principale sul lato ovest è stato realizzato con una muratura inclinata in cemento armato, per ridurre l'incidenza sulla parete dei raggi del sole al tramonto, molto forti a questa latitudine.
I fori finestra sono circondati da una cornice di marmo bianco (simile alla pietra d'istria) sporgente dal muro di 6 cm che permette il totale ombreggiamento della finestra in estate e l'assorbimento del calore del sole durante l'inverno.
Il manto di copertura è in lastre di lamiera grecata di rame, molto più leggera dei coppi e con ridotti costi di manutenzione.

La piazza pedonale è stata realizzata con masselli di calcestruzzo pigmentati, molto economici, posati su un letto di ghiaia. Sono stati piantumati tre alberi ad alto fusto allineati in posizione tale che l'ombra portata degli alberi e dei garage sulla pavimentazione crea dei moti convettivi dell'aria migliorando il microclima.

Nel 1999 si aprono all'interno di ognuno dei 10 alloggi dei micro-cantieri gestiti in economia da ogni socio per il completamento delle finiture interne.
Tale fase dei lavori, pur avendo soddisfatto i soci per la libertà loro concessa nell'eseguire direttamente i lavori interni, ha poi generato notevoli difficoltà gestionali per l'ottenimento dei certificati di abitabilità da parte dei singoli.

la verifica delle prestazioni dell'edificio
Dal 2000 tutti gli alloggi sono abitati e dati in proprietà ai soci della cooperativa, che concluso l'intervento si è sciolta.
Fino ad oggi i singoli proprietari continuano nel tempo libero a modificare gli interni degli alloggi con piccoli lavori di bricolage
Nel 2002 attraverso interviste ai proprietari si sono verificate alcune prestazioni del progetto quali:
· il livello consumi energetici;
· il livello del benessere ambientale degli interni;
· il livello di soddisfacimento per la qualità degli edifici e degli spazi esterni.

Tutti gli intervistati concordano che pur non avendo cambiato abitudini di vita, i consumi di gas metano sono notevolmente ridotti arrivando ad un massimo di 200€ nel bimestre gen/febb (il più freddo).

Tutti riconoscono che il benessere ambientale degli alloggi è dovuto alla corretta esposizione delle stanze e alla capacità delle murature di cedere molto lentamente il calore. Un solo alloggio presenta formazione di umidità in una stanza dovuta ad una modifica fatta dal proprietario che ha ridotto la sezione della muratura esterna per posizionare il radiatore in nicchia, creando un ponte termico.

Nessuno ha modificato l'aspetto esterno degli edifici o degli spazi comuni, che sono utilizzati dai bambini per giocare e dalle persone in genere perché protetti dai rumori della strada, facilmente accessibili dagli alloggi e dai giardini;

Nessuno ha montato condizionatori per il raffrescamento, nonostante 5 persone su 10 avessero predisposto gli impianti per tale installazione,non fidandosi dei bilanci termici che accompagnavano il progetto.

Otto famiglie su dieci usano il riscaldamento a biomassa con stufa o caminetto.
Alberto Miotto + Cristina Boghetto

VILLORBA - "Urban 0" abitazioni sostenibili

Dati Costruzione 1997 - 1999
Numero abitazioni 10
Superficie dell'area 2181 mq
Volume complessivo 4425 mc

Localizzazione Via del Dominicale 1 Villorba (TV)

Progetto arch. Alberto Miotto
arch. Cristina Boghetto

Committente Polaris S.c.a.r.l

Costruttore Impresa Antonio Crema & figli

Statica Ing. Luca Cavasin
Impianti elettrici Ing. Ernesto Massarotto
Impianti termoidraulici Ing. Francesco Carrer

Foto Piero Mazzoli




©copyright archphoto 2003-Miotto + Boghetto