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Come
è nata l'iniziativa
Nel 1992 un gruppo di quattro persone decide di costruirsi l'abitazione
con un obiettivo primario: "realizzare la casa dei propri sogni".
Si trattava di persone di estrazione sociale eterogenea, di reddito medio
basso, età tra 25 e 35 anni, conviventi con i genitori dai quali
potevano attingere i risparmi e le risorse. Non convinti di ciò
che offriva il mercato immobiliare, decidono di gestire in proprio non
solo la fase di acquisto ma anche quella di costruzione della casa.
Nel 1993 Su consiglio dell'arch. Fausto Massarotto fondano una società
cooperativa edilizia denominata POLARIS scarl, per poter usufruire di
alcune agevolazioni fiscali che avrebbero permesso dei risparmi sui costi
di acquisto di terreni e/o immobili e di costruzione di edifici. Con apposito
statuto, come previsto dalle leggi italiane, decidono che l'obiettivo
della società è "la costruzione della casa per i propri
soci", nominano un consiglio di amministrazione ed eleggono come
presidente l'arch. Fausto Massarotto.
Il presidente propone ai soci il nostro nominativo come progettisti ritenendo
che per gestire meglio l'iniziativa il ruolo amministrativo gestionale
doveva essere diviso da quello tecnico e progettuale.
Si comincia la ricerca di terreni edificabili o immobili dismessi, contattando
diverse amministrazioni comunali dell'interland Trevigiano e proponendosi
come promotori di interventi edilizi a basso consumo energetico anche
attraverso l'impiego di fonti di energia alternative ed il riuso di edifici
esistenti.
Nel 1995 il comune di Villorba, tra tutti quelli contattati risponde invitando
la società cooperativa a partecipare al bando per l'assegnazione
di lotti edificabili e la realizzazione delle opere di urbanizzazione,
su un'area individuata nel proprio Piano Regolatore Generale per piani
di edilizia economica e popolare, rimasta inedificata per cinque anni
e che con l'approvazione della legge 179/ 1992 (programmi integrati di
intervento per riqualificare il tessuto urbanistico edilizio ed ambientale),
poteva trovare attuazione senza gravare sul bilancio comunale.
Nel 1994 il piano di lottizzazione è modificato dal comune, ridisegnando
lo schema planivolumetrico in modo più organico, prevedendo la
possibilità di realizzare edifici con pianta a L, che dovevano
occupare preferibilmente i bordi dei lotti, per dare una qualità
urbana al nuovo quartiere adiacente al centro storico del paese.
Nel 1996 La società ottiene l'assegnazione di un lotto di mq 2181,
con la possibilità di edificare un Volume complessivo di mc 4800.
Il
processo di partecipazione
Con la conferma dell'assegnazione del terreno cominciano una serie di
incontri/riunioni con i soci per informarli sull'iter di assegnazione
del lotto e sui criteri di progettazione e realizzazione che si sarebbero
seguiti per la costruzione degli edifici.
Queste riunioni/incontri si svolgevano secondo uno schema prestabilito
dallo statuto:
- i soci erano convocati con lettera contenente l'ordine del giorno con
i temi di discussione
- il presidente della società apriva la riunione con una relazione
introduttiva sulle questioni gestionali, lasciando poi la parola ai progettisti
incaricati per la spiegazione di tutti gli aspetti legati al progetto.
Ogni socio interveniva o con domande, o con proposte o semplicemente con
affermazioni di accordo o disaccordo sulle questioni esposte.
Dopo una prima serie di riunioni, ci si accorse che era difficile ottenere
dai soci delle indicazioni organiche utili alla stesura del progetto.
Questi incontri avevano, infatti, evidenziato una visione della vita quotidiana
molto astratta, derivante dalla semplice ripetizione dei modelli proposti
dai genitori e non verificati da esperienze di vita proprie, fornendo
solo queste affermazioni di principio condivise da tutti gli interessati:
1. le case dovevano costare poco, meno del prezzo di mercato (non più
di 120/150 milioni di lire);
2. dovevano essere in proprietà esclusiva (quasi tutti ritenevano
di soddisfare questo desiderio immaginandosi una casa a schiera);
3. tutti volevano risparmiare sul processo di costruzione, partecipando
in proprio o con l'aiuto di amici alla costruzione della casa (per processo
di costruzione intendevano la posa dei pavimenti la dipintura delle pareti,
il montaggio di porte, dei mobili dei termosifoni, degli accessori idrosanitari
)
Sulla base di queste riunioni propedeutiche è stato elaborato un
questionario da far compilare ai soci, diviso in sette moduli tematici:
1. dati anagrafici
2. dati sull'alloggio
3. dati edificio/alloggio
4. prestazioni alloggio
5. finiture
6. vostre idee sull'alloggio
7. disponibilità economica
Con
i dati ricavati dai moduli è stata costruita una matrice che ha
permesso di:
· avere dati certi sulla superficie dell'abitazione ideale di ogni
socio;
· avere indicazioni precise sulla distribuzione interna ideale
di ogni
socio;
· avere indicazioni sugli standard qualitativi richiesti.
La lettura di questi dati inseriti nella matrice ha permesso di:
· catalogare le esigenze;
· verificare il livello di priorità di queste;
· classificarle e raggrupparle per aree funzionali;
· individuare delle possibili classi di tipologia abitativa.
Interfacciando
questi dati con:
- riferimenti progettuali di architetture a basso consumo energetico;
- lo studio delle corti rurali presenti nel territorio;
- lo studio delle tipologie abitative dell'edilizia minore veneziana;
- le prescrizioni del piano attuativo e della legislazione vigente;
si è costruita l'ipotesi tipologica su cui è stato sviluppato
il progetto
i
principi di sostenibilità
La costruzione dell'ipotesi tipologica e lo sviluppo del progetto sono
stati redatti secondo i seguenti principi di sostenibilità:
a. riduzione dell'impatto ambientale dell'insediamento abitativo;
b. riduzione del consumo energetico degli edifici;
c. miglioramento qualitativo delle condizioni di vita dei nuclei familiari;
d. miglioramento del paesaggio;
Questi
principi sono stati soddisfatti attraverso:
a1. studio di una tipologia architettonica che mediasse il cambiamento
di scala tra il nuovo insediamento e il paese;
a2. raccolta e reimissione in falda delle acque piovane delle coperture,
dei giardini e degli spazi pedonali;
a3. predisposizione per l'installazione di impianti di riscaldamento/raffrescamento
a pannelli solari, Biomasse per ridurre i consumi e quindi l'inquinamento
atmosferico;
b1.
realizzazione di fabbricati come accumulatori di calore solare che usano
il sole per il riscaldamento degli ambienti interni attraverso l'edificio
che diventa collettore solare, riducendo al minimo il ricorso all'alta
tecnologia e sfruttando l'ubicazione, l'orientamento e le variazioni climatiche
locali, soddisfando queste tre condizioni:
· l'edificio è un collettore solare che fa entrare il calore
solare all'interno durante la stagione invernale e lo tiene fuori durante
la stagione estiva;
· l'edificio è un accumulatore termico che accumula calore
per i periodi freddi quando non c'è il sole e trattiene il freddo
nei periodi caldi;
·l'edificio è una trappola di calore che rilascia nell'ambiente
esterno il calore o il fresco solo molto lentamente.
b2 ottimizzazione dello skyline dei tetti per l'utilizzo dell'energia
solare attraverso l'inclinazione di circa 32° della copertura e la
conformazione a falda unica inclinata rispettivamente verso sud e verso
ovest, derivata dalla necessità, di ottimizzare il rendimento dei
collettori solari in relazione alla latitudine di 45° 44'20"
e alle variazioni del clima che con brevi estati caldo-umide e lunghi
inverni coperti-piovosi giustificherà l'uso dell'energia solare
per la produzione prevalente di acqua calda per riscaldamento e usi domestici,
energia elettrica, raffrescamento-deumidificazione degli ambienti interni.
c1.
uso di tecnologie costruttive e di materiali isolanti per ridurre al minimo
la trasmissione di rumori tra alloggi e tra esterno/interno;
c2. eliminazione degli spazi a gestione condominiale per ridurre al minimo
eventuali litigi e aumentare il livello della privacy;
c3. realizzazione di giardini privati per migliorare la qualità
del paesaggio e degli spazi intorno all'edificio;
c4. realizzazione di spazi pedonali divisi da quelli carrabili per ridurre
l'impatto dell'inquinamento atmosferico ed acustico sugli edifici;
d1.
progetto unitario degli edifici, dei giardini privati, degli spazi pedonali
per rinnovare la qualità del paesaggio;
d2. rendere più articolate le relazioni tra il lotto e la strada
attraverso sistemi di ingressi differenziati tra pedoni e auto;
d3. riprodurre tra gli edifici e gli spazi aperti la complessità
degli ambienti urbani.
il
progetto
L'obbiettivo primario del progetto è stato quello di realizzare
una nuova qualità dell'abitare, dando risposte complesse e innovative
a situazioni di partenza apparentemente banali.
I principi si sostenibilità sopradescritti hanno guidato l'impostazione
generale attraverso:
- le metodologie di progettazione e gestione sostenibili, con l'utilizzo
di elementi climatici e ambientali locali per migliorare il comfort urbano
e domestico;
- l'uso innovativo di tecnologie tradizionali;
- l'ideazione di spazi abitativi funzionali, luminosi e allo stesso tempo
evocativi e trasformabili.
L'intervento si è concretizzato con soluzioni puntuali: una corte
pedonale di forma trapezia delimitata lungo tre lati dagli edifici e aperta
su un lato verso la strada, organizza spazi e percorsi e dà, a
chi la fruisce, una percezione dinamica. La reinterpretazione dei caratteri
volumetrici delle corti rurali tradizionali è stata rinnovata con
un'organizzazione funzionale urbana contemporanea, dando anche migliore
vivibilità agli spazi esterni. Gli ingressi pedonali sono divisi
da quelli carrabili in modo che le auto accedano solo ai bordi dell'area,
dove i garages proteggono la corte pedonale dai rumori e dai gas di scarico.
I giardini privati, affacciati sulla corte, sono sistemati con cespugli
aromatici e piccoli alberi per raffrescare gli edifici.
Gli alloggi collocati su due edifici, uno di tre piani con sei alloggi,
l'altro di due piani con quattro alloggi, dispongono tutti di accesso
indipendente attraverso un sistema di scale sovrapposte a rampe incrociate,
sono dotati ognuno di spazi accessori propri, interrati o mansarde e strutturati
in due tipologie a 'sala passante' e a 'distribuzione lineare', personalizzate
secondo le singole esigenze.
La tipologia tradizionale dell'appartamento è stata reinterpertata,
lavorando non tanto sulla distribuzione interna, che è ormai codificata
non solo dai regolamenti edilizi ma anche nell'immaginario collettivo
della quasi totalità delle persone (soggiorno, cucina, corridoio,
camera, bagno, camera), ma sull'accessibilità agli alloggi e sugli
spazi di servizio agli stessi, quali scale, ripostigli, garage, magazzini,
giardini. La scala è l'elemento di invenzione tipologica degli
edifici, attraverso la scomposizione delle rampe di una scala condominiale
tipo, che sono state duplicate, incrociate, portate ai bordi del fabbricato
si sono creati spazi individuali di filtro tra interno dell'alloggio e
lo spazio pubblico della piazza pedonale. Questo sistema di accessi individuali
genera una percezione degli alloggi, non più come "appartamenti",
ma come "casa singola" in quanto esiste un rapporto diretto,
libero da vincoli e personale con gli spazi esterni, giardini e piazza.
il
processo di costruzione
Nel 1997 dopo il rilascio della concessione edilizia la società
bandisce una gara d'appalto per la realizzazione delle opere edili e degli
impianti termoidraulici ed elettrici.
Nel 1997 inizia il cantiere. Il processo costruttivo si articola per stralici
funzionali:
- pulizia del terreno;
- scavi e sbancamenti
- realizzazione fondazioni e vani interrati
- posa solai piano terra, realizzazione murature piano terra e vani scala
- posa solai piano primo, realizzazione murature piano primo e vani scala
- posa solai piano secondo, realizzazione murature piano secondo e vani
scala
- realizzazione soffitte e coperture
- installazione impianti termici ed elettrici
- realizzazione dei massetti di sottopavimentazione
- intonacatura esterna ed interna
- dipintura esterna degli edifici
- realizzazione delle sistemazioni esterne recinzioni, giardini, spazi
pedonali;
Nella costruzione sono stati usati materiali tradizionali quali laterizio,
malta bastarda, legno e cemento armato per il telaio antisismico, rinnovando
la tecnologia costruttiva delle murature esterne, composte da due muri
completamente staccati tra di loro da un intercapedine di 5 cm di sughero
e aria. Lo stesso sistema sandwich è stato usato per il tetto in
cui la struttura di travi di legno e tavolato e staccata dall'isolante
e dal manto di copertura da un intercapedine d'aria di 5cm.
Le parti di tetto piano sono state realizzate in piastre di ghianino lavato
staccate dal solaio da un intercapedine d'aria di 5 cm per migliorare
il raffrescamento e l'isolamento.
L'edificio con la facciata principale sul lato ovest è stato realizzato
con una muratura inclinata in cemento armato, per ridurre l'incidenza
sulla parete dei raggi del sole al tramonto, molto forti a questa latitudine.
I fori finestra sono circondati da una cornice di marmo bianco (simile
alla pietra d'istria) sporgente dal muro di 6 cm che permette il totale
ombreggiamento della finestra in estate e l'assorbimento del calore del
sole durante l'inverno.
Il manto di copertura è in lastre di lamiera grecata di rame, molto
più leggera dei coppi e con ridotti costi di manutenzione.
La
piazza pedonale è stata realizzata con masselli di calcestruzzo
pigmentati, molto economici, posati su un letto di ghiaia. Sono stati
piantumati tre alberi ad alto fusto allineati in posizione tale che l'ombra
portata degli alberi e dei garage sulla pavimentazione crea dei moti convettivi
dell'aria migliorando il microclima.
Nel
1999 si aprono all'interno di ognuno dei 10 alloggi dei micro-cantieri
gestiti in economia da ogni socio per il completamento delle finiture
interne.
Tale fase dei lavori, pur avendo soddisfatto i soci per la libertà
loro concessa nell'eseguire direttamente i lavori interni, ha poi generato
notevoli difficoltà gestionali per l'ottenimento dei certificati
di abitabilità da parte dei singoli.
la
verifica delle prestazioni dell'edificio
Dal 2000 tutti gli alloggi sono abitati e dati in proprietà ai
soci della cooperativa, che concluso l'intervento si è sciolta.
Fino ad oggi i singoli proprietari continuano nel tempo libero a modificare
gli interni degli alloggi con piccoli lavori di bricolage
Nel 2002 attraverso interviste ai proprietari si sono verificate alcune
prestazioni del progetto quali:
· il livello consumi energetici;
· il livello del benessere ambientale degli interni;
· il livello di soddisfacimento per la qualità degli edifici
e degli spazi esterni.
Tutti
gli intervistati concordano che pur non avendo cambiato abitudini di vita,
i consumi di gas metano sono notevolmente ridotti arrivando ad un massimo
di 200€ nel bimestre gen/febb (il più freddo).
Tutti
riconoscono che il benessere ambientale degli alloggi è dovuto
alla corretta esposizione delle stanze e alla capacità delle murature
di cedere molto lentamente il calore. Un solo alloggio presenta formazione
di umidità in una stanza dovuta ad una modifica fatta dal proprietario
che ha ridotto la sezione della muratura esterna per posizionare il radiatore
in nicchia, creando un ponte termico.
Nessuno
ha modificato l'aspetto esterno degli edifici o degli spazi comuni, che
sono utilizzati dai bambini per giocare e dalle persone in genere perché
protetti dai rumori della strada, facilmente accessibili dagli alloggi
e dai giardini;
Nessuno
ha montato condizionatori per il raffrescamento, nonostante 5 persone
su 10 avessero predisposto gli impianti per tale installazione,non fidandosi
dei bilanci termici che accompagnavano il progetto.
Otto
famiglie su dieci usano il riscaldamento a biomassa con stufa o caminetto.
Alberto Miotto
+ Cristina Boghetto
VILLORBA
- "Urban 0" abitazioni sostenibili
Dati
Costruzione 1997 - 1999
Numero abitazioni 10
Superficie dell'area 2181 mq
Volume complessivo 4425 mc
Localizzazione
Via del Dominicale 1 Villorba (TV)
Progetto
arch. Alberto Miotto
arch. Cristina Boghetto
Committente
Polaris S.c.a.r.l
Costruttore
Impresa Antonio Crema & figli
Statica
Ing. Luca Cavasin
Impianti elettrici Ing. Ernesto Massarotto
Impianti termoidraulici Ing. Francesco Carrer
Foto
Piero Mazzoli
©copyright
archphoto 2003-Miotto + Boghetto
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