Mente
la menta?|2000|Francia-Chaumont sur Loire L'assenza di un tema per il "Festival dei giardini del 2000",
e' stato lo spunto per esprimere una visione del nuovo millennio.
La nostra idea del futuro si esprime attraverso quattro elementi che alternano
pessimismo a ottimismo.
Il vuoto
Il progetto si sviluppa attorno ad un vuoto centrale (un bacino d'acqua
- una "marea nera") che rappresenta il futuro sconosciuto: il
nuovo millennio.
La zattera
In questo vuoto l'uomo si aggrappa ad una zattera (la pedana circolare),
fluttuando nell'acqua, in un incerto presente.
Il fumo
L'acqua e' coperta da un fumo (la rete e la lana di ferro) che da' l'idea
della complessita' del mondo contemporaneo materializzando le sue molteplici
ombre.
La natura
Alla base del fumo, quasi a sollevarlo, dall'acqua si sviluppa la natura
(la menta acquatica) che diffonde il suo profumo carico di ottimismo;
una microscopica vegetazione acquatica riconquista il bacino "inquinato".
Ombre,
2002 Canada - Grand Metis, Quebec
concorso
internazionale organizzato nei "Jardins de Metis" con il Dipartimento
di Architettura del Paesaggio dell'Università di Montreal (Progetto
vincitore realizzato)
Il festival è stato inaugurato il 21 giugno 2002.
L'ombra
è un elemento chiave sia nel progetto di architettura che nel disegno
del giardino. Definisce lo spazio e le distanze, ne sottolinea la 'profondità'.
Nel giardino le ombre inoltre evocano un livello percettivo oscuro ed
emozionale.
Il nostro progetto considera il sito come uno scavo archeologico.
Il visitatore si deve confrontare con una serie di elementi apparentemente
identici, cavità disposte casualmente su un terreno nudo.
Il riferimento ad una necropoli è evidente, le ombre del passato
pesano metaforicamente sul presente.Entrando nel giardino il visitatore
scopre inaspettatamente che le cavità sono 'abitate' da una vegetazione
rifiorente bassa e densa.
Il cambiamento di scala è rassicurante: si passa infatti dalla
ripetizione infinita di scavi ad un dettaglio di 'giacigli' sprofondati,
che svelano, da un contesto senza vita, un'esplosione di 'micro-giardini'.
Metropolis,
2003, United Kingdom-Westonbirt
"Westonbirt international festival of gardens 2003"
Uno
stock di piante "catturate" durante un immaginario viaggio intorno
al mondo.
Piante provenienti da ogni continente, disposte secondo un ordine non
apparente, aspettano la loro distinazione finale. Ad ogni pianta è
associata una targa che ne individua nome e provenienza: la sua identità.
Le "gabbie" non impediscono alle piante di inviare messaggi,
siano essi profumi, colori, pollini o semi. Il visitatore, seguendo la
propria curiosità trova una sua geografia e coglie i messaggi inviati
perdendosi tra le casse.
Le piante e le loro gabbie riproducono così la complessità
della metropoli, nonchè il suo skyline.
Stone's
throw, 2004 USA-Sonoma, California
Il paesaggio nella tradizionale 'arte dei giardini' è rappresentato
attraverso delle allegorie oppure come una miniaturizzazione realistica.
Noi invertiamo il processo di 'miniaturizzazione' isolando un sasso dal
suo originale contesto ed ingigantendo la sua scala al punto in cui esso
stesso diventa paesaggio.
Un oggetto elementare, allo stesso modo di alcune esperienze della Pop
Art, è 'esploso' fino a dimensioni surreali. Nel nostro caso non
è un oggetto della produzione di massa ma un elemento unico di
uno specifico paesaggio, una spiaggia del mare adriatico, scelto in modo
arbitrario.
Il processo inizia con 'l'estrazione'' del singolo sasso dai molti che
costituiscono quel particolare paesaggio. La sua de contestualizzazione
e successivo posizionamento su un prato urbano è un passo intermedio
necessario per la definizione della sua identità. La successiva
manipolazione trasforma l'oggetto in uno spazio che sarà 'sperimentato'
dai visitatori.
'Informati' attraverso immagini che illustrano il sasso nel suo contesto
originale e transitorio, i visitatori chiudono il cerchio concettuale
vivendo attivamente ed emotivamente il luogo.
Il tema del festival 'aperture' nel nostro giardino - installazione trova
un doppio riferimento. Uno fisico è rappresentato dai buchi che
modellano il sasso, i quali, piantumati, rompono come 'tasche vitali'
la sua superficie altrimenti senza vita. Un parallelo più astratto
può esser cercato nel visitatore il quale 'apre' la sua mente in
questo immaginario viaggio attraverso il tempo e lo spazio.