|
Roma:
composizione policentrica a moltiplicazione diffusa; sistema di traiettorie
radiali per ambiti a concentrazione settoriale. In questo territorio a
schema centripeto, le "linee di fuga" sono percorsi matrice
che sollecitano collegamenti di interpolazione, di congiunzione circolare.
L'impianto del raccordo anulare infatti, è dapprima canale di distribuzione
periferica capace di intercettare arterie di ingresso alla città
compatta. Un percorso infrastrutturale che circoscrive l'organismo urbano
secondo due frazioni di corda, lungo la quota di installazione e dislocazione
esistente, confondendosi nel traffico di una metropoli in piena espansione.
Un anello ancora imperfetto, non ancora in grado di tracciare una circonferenza
unica ed ancora insufficiente per inserirsi quale sistema di ripartizione
distributiva. Piuttosto una configurazione infrastrutturale formata da
porzioni di successive corde, di frammenti di un circuito che si dipana
per l'attivazione di connessioni trasversali, immediate tra le differenti
percorrenze radiali. Si tratta effettivamente di tracciato extraterritoriale
per innesti verso l'interno, per diramazioni verso diversificati itinerari
dentro la città.
Eppure, questo sistema di collegamento, di diffusione centripeta in collocazione
suburbana, diviene presto tragitto unico di decentramento, congegno per
confluenze bipolari istantanee, anello per diramazioni esterne e per settoriali
immissioni interne. Abbandonata la quota complanare, il raccordo diviene
parabola di concatenamenti e intersezioni, impianto continuo che taglia,
distanzia, supera. Ovvero assume identità distinta: da contorno
di delimitazione si trasforma, nell'espansione contemporanea, in dispositivo
di attraversamento e circolazione, margine ormai labile per la collocazione
di installazioni residenziali, perimetro a percorrenza veloce per sistemazioni
commerciali, industriali, terziarie. Un canale che si stabilisce ora come
apparato a concentrazione variabile, come area definita per sistemazioni
specifiche, per configurazioni determinate a speculazione mista, ma anche
come ambito per consumi istantanei, per incursioni temporanee di sosta.
Da
percorso di congiunzione ad arteria di smistamento
Nel disordine di espansioni urbane e suburbane, si assiste ad una variazione
di flusso e gravitazione nell'area del tracciato anulare. L'infrastruttura
è sistema per direzioni specifiche, traiettoria di interscambio
interno/esterno, o meglio congegno per dislocazioni continue, o passaggio
di immissione e svincolo. La connessione trasversale, come la semplice
distribuzione verso le consecutive rotte radiali, affianca attualmente
dinamiche di fruizione immediata, di smistamenti continui.
Un percorso che accoglie inserimenti e congiunzioni verso diversificate
spazialità interne, mentre ripartisce diramazioni extraterritoriali
di prolungamento metropolitano. Nella incostante successione di concentrazioni
specifiche di mercato, vengono individuate ulteriori zone di edilizia
residenziale. La città nella sua dilatazione costruisce riempimenti
successivi, impianti residenziali di collegamento ed estensione verso
le installazioni esterne. Si tratta particolarmente di conurbazioni recenti
o di prossima edificazione, talvolta addossate al sedime infrastrutturale,
talvolta posizionate in territori di gravitazione prossimi a svincoli
e snodi di raccordo. Quasi a voler definire un concreto legame interfacciale
con la grande arteria di distribuzione.
Da territorio di impianto a catalizzatore di traffici
Il sistema del raccordo anulare, dunque, settorializza, nella sua progressione,
teorie di spazialità urbane per ambiti consecutivi di mercato.
La vasta e circolare area d'interesse alterna zone di rilevanza specifica,
condensando sacche peculiari di traffico. In particolare si riconoscono
bacini di attività controllate, ufficializzate, ma anche aree per
usi spontanei e istantanei, capaci di costruire addensamenti in alternanza
a scorrimenti veloci.
Dopo la collocazione di specifici comparti con specifiche funzioni, dopo
il superamento del confine, del limite estremo di urbanizzazione, il dispositivo
infrastrutturale sostiene caratteri di percorrenza che, continuando ad
unire la traiettoria A con la traiettoria B, accoglie flussi metropolitani
di attraversamento, come soste, scambi, snodi urbani di fruizione. Si
confermano quindi, apparati particolari per una serie di sistemazioni
endemiche: concentrazioni commerciali in area sud/est sud/ovest, estensioni
a carattere industriale verso il versante est, o ancora installazioni
direzionali per il settore di nord/ovest. Mentre sistemi residenziali
di espansione suburbana si diffondono secondo modalità veloci di
insediamento. Attraverso modelli di dilatazione metropolitana incentrati
su pratiche di speculazione territoriale, particolarmente radicate nella
vasta superficie di urbanizzazione romana, vengono ordinati successivi
impianti abitativi, bolle extraconfine che sfruttano la vicinanza e la
stretta dipendenza con il canale di traffico. Qui, l'affaccio diretto
sul raccordo è dunque ricodificato come qualità di dislocamento,
sistemazione strategica a ridosso del percorso di smistamento diretto.
Da circuito di intercettazioni a canale di marketing
Nello sviluppo circolare del raccordo quindi, si catalizzano intersezioni
veicolari di traffico non più caratteristiche di sola diramazione
infrastrutturale. Attualmente il sistema del circuito anulare si dipana
nel territorio di espansione quale percorso per intercettazioni di prestabiliti
e consolidati settori di mercato. All'individuazione di specifici ambiti
di produzione economica infatti, segue una proliferazione di comparti
territoriali, inseriti in corrispondenza di traiettorie e superfici, solcate
da densi flussi di attraversamento. Partendo dall'introduzione di sistemi
produttivi diversificati, la piattaforma di innesto viene intensificata
dalla moltiplicazione di organismi abitativi, fino alla conformazione
di sistemi multipli di speculazione edilizia, estensione diffusa della
città odierna.
La dilatazione del territorio metropolitano romano individua successivi
ambiti di sfruttamento territoriale secondo una progressione diffusa di
decentramenti residenziali. Lungo le rotte di movimento extraurbano si
disseminano consecutivi subsistemi per i quali vengono promossi, dalle
indicazioni stesse del recente piano regolatore, bacini di riempimento,
agglomerati satellitari posti in diretta connessione e concreta gravitazione
con lo spazio del grande raccordo anulare. Si definiscono quindi complessi
integrati decontestualizzati per un abitare ordinato secondo ristrette
leggi di mercato e di marketing. La pubblicizzazione di un prodotto residenziale,
incastonato entro spazialità definite da apparati commerciali o
direzionali, diviene così il modello per fruizioni permanenti in
area infrastrutturale. Qui, il valore di decentramento è imposto
come qualità di vita controllata e conclusa nel margine finito
di zone distaccate, separate, strutture metametropolitane programmate
per costituirsi quali compagini architettoniche autoreferenziali.
Da
tracciato extraurbano ad autostrada urbana
Analizzando le dinamiche di sviluppo metropolitano nelle sue costanti
dilatazioni, si assiste ad una progressiva trasformazione delle valenze
e delle caratteristiche emergenti del circuito anulare. Il valore di percorrenza
suburbana, di collegamento diviene oggi sistema di attraversamento e ripartizione
non più extraterritorio. Nell'organizzazione delle geografie attuali
di intersezione e di impianto infrastrutturale, il tracciato del raccordo
costituisce al contempo, limite finito per la compagine consolidata e
snodo di interscambio per l'area di espansione. Una cintura stradale che
circoscrive spazialità ponendosi non più come solco di confine,
margine estremo di riconoscibilità territoriale, ma piuttosto come
anello periferico di distribuzione urbana, nastro continuo per transiti
interni verso le superfici di installazione contemporanea.
Lungo il suo dispiegarsi vengono successivamente collocati nuovi sistemi
di gravitazione produttiva di mercato, architetture di fondazione per
la costituzioni di territorialità destabilizzate da contesti urbani
concreti, perchè programmate quali congegni infrastrutturali, composizione
di elementi di snodo e tessuto d'impianto. Emergenze insediative dunque,
che si concentrano in segmenti specifici del percorso, costituendo microspazialità
di completamento, ricucitura, espansione. Ovvero ambiti di capitalizzazione,
di concentrazione economica, capaci di sfruttare la diretta connessione
con l'arteria di smistamento metropolitano, nonchè la posizione
suburbana quale illusione di decentramento.
Così, concordemente alle regole del mercato globale, della variabilità
delle offerte, della proliferazione di successivi ambiti di utilizzo e
profitto, si assiste alla fecondazione di effettivi organismi infrastrutturali
concatenati dal laccio emostatico del condotto anulare. Un addensarsi,
un concentrarsi di nuovi comparti di pianificazione per una moltiplicazione
di consecutive aree di speculazione edilizia, in un processo di espansione
complesso, in quanto mescolanza di strutture di comunicazione e di svincolo
combinate a reparti di produzione, siano essi commerciali, direzionali
o abitativi.
Francesca
Iovino
SCIATTO
produzie
©copyright
archphoto-Francesca Iovino_Sciatto produzie
|