Filippo
Forzato
Guseppe Terragni|Monumento a Roberto Sarfatti
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| Sta
su un colle dell'altipiano di Asiago, attorno a pascoli e prati un tempo
stravolti dalla guerra. E' lontano da insediamenti ed avvolto ad un panorama
di catene montuose e pendi, dove piccoli oggetti all'orizzonte incuriosiscono
l'osservatore. La pianura sottostante è un'omogenea nebulosa d'elementi
distesi in una superficie lievemente ondulata. In questi posti il tempo
cambia repentinamente colori e atmosfere. Il piccolo monumento compare quasi inaspettatamente. E' stato commissionato negli anni '30 da Margherita Sarfatti a Giuseppe Terragni, in memoria del figlio Roberto, caduto da combattente in questo luogo. E' una T stesa su un prato. Alta oltre due metri, formata da conci di pietra locale su una struttura in calcestruzzo, una scalinata di 15 gradini, un gigante cubo monolitico sovrastante con incise sintetiche frasi commemorative, una piccola foto, un inopportuno "recinto", nient'altro I conci sono di pietra di Asiago trattati a spacco di cava per il basamento, mentre levigati per il monolite cubico (di due blocchi). L'opera fruibile è orientata rispetto l'asse nord-sud. Le
richieste della colta committente, il luogo impervio, fattori economici
e questioni burocratiche, condizionarono non poco il progettista trentenne,
nonché l'esecuzione e l'opera finale. Il
monumento appare sicuro, ben poggiato, solido, massiccio.
©copyright archphoto-Filippo Forzato
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