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Con
L'Utopia Praticabile, UNDERSTUDIO - progetto itinerante all'insegna delle
interazioni fra arte e architettura - si addentra nelle problematiche
e nella complessità relazionale degli ambiti metropolitani, mantenendo
fede, così, al proprio assunto iniziale di attivare sinergie e
collaborazioni non solo tra autori, ma anche fra campi disciplinari diversi,
teorici ed operativi, secondo un principio che ispiri un'arte ed un'architettura
come processo e qualità diffusa.
L'iniziativa
si incentra su Roma, città da sempre in bilico tra passato e presente,
articolandosi in due momenti: il primo, al MAXXI, con gli autori e la
presentazione diretta dei progetti da loro elaborati; il secondo in un
evento espositivo con sede nel Museo H. C. Andersen (artista che con la
collaborazione dell'architetto E. Hèbrand lavorò sul concetto
di utopia in termini realizzabili con l'idea di una città come
luogo permanente di confronto di varie realtà nazionali dove confluissero
necessità produttive e bisogni umani).
Il termine di utopia che la manifestazione vuole rilanciare si addice,
quindi, sia al sogno di Andersen, sia alle operazioni degli artisti e
degli architetti, nonché dei mediatori culturali che vi partecipano,
secondo la sua ambigua etimologia: ovvero come "non luogo" e
luogo del compimento della felicità, dove, come in ogni realtà
pianificata, il tutto e la parte dovrebbero essere pensati per il bene
del singolo e della comunità insieme.
L'utopia praticabile pone l'attenzione su quelle problematiche e dinamiche
generate dal continuo modificarsi dell'identità metropolitana,
guardando ad auspicabili trasformazioni sociali responsabili nella prospettiva
di una nuova estetica urbana capace di incidere realisticamente su una
riprogettazione delle politiche culturali nei termini di una nuova sperimentazione.
La manifestazione è un confronto a vari livelli (attraverso installazioni,
progetti, video, fotografie, performance, documentazioni
) che apre
a un'ipotesi di attraversamento tra vari campi disciplinari attraverso
otto gruppi di ricerca che hanno elaborato proposte che vanno dalla periferia
più estrema agli spazi interstiziali o di cerniera fino al centro
della città (che di fatto non ha più un centro), nelle quali
il teorico si interfaccia con l'artista e l'architetto e ne media la relazione:
si determina cosi un serrato confronto che ha dato luogo a progetti, analisi,
letture, interpretazioni, ascolti, ipotesi più o meno percorribili
nei termini della realizzazione, ma tutte praticabili come dispositivi
di trasformazione o parametri di consapevolezza della complessa e problematica
realtà metropolitana.
L'attenzione si focalizza sulla plausibilità dello scambio comunicativo,
sul concetto di interazione testato sul campo nelle sue effettive possibilità
che si giocano sul terreno comune di una città concepita non solo
come ultima trincea di sopravvivenza, ma come luogo emblematico di relazione
per nuovi orizzonti urbani alla luce della molteplicità irriducibile
della vita e del mondo contemporaneo.
L'obiettivo de L'utopia Praticabile è quello di attivare, attraverso
l'auspicabile anche se complessa integrazione dialettica fra architetto
e artista, veri e propri laboratori di ricerca sul campo, che assolvano
le varie ottiche e letture (sociologiche, urbanistiche, estetiche, antropologiche,
poetiche , strutturali
) della città; di contribuire alla
definizione e ridefinizione di spazio urbano, che significa occuparsi
concretamente dei contesti del vivere secondo modalità e termini
flessibili ed in divenire. Un approccio senza modelli o soluzioni astratte,
che non intende imporre né proporre macrosegni "moderni"
arroganti e solipsistici artistici o architettonici, ma soprattutto proporre
soluzioni senza confini in assoluto ed in particolare fra arte, architettura
e urban design.
La caduta delle categorie in quanto tali, ma non delle funzioni, può
pertanto fornire indicazioni per una pacifica rivoluzione socio-spaziale,
per una sorta di "ecodesign" globale e molteplice che tenga
conto delle diverse identità storico culturali e delle nuove differenze
che spesso sono interne ad una stessa città.
L'utopia praticabile è una mostra che non vuole esporre la città,
ma manifestarsi come città e funzionare in quanto tale, per cui
l'atto artistico ed estetico diventano metafore dell'esperienza urbana
e della condizione molteplice e desultoria della vita che si manifesta
con tratti di alterità spesso indecifrabile e spaesante. Lo sforzo
di scavare in questa alterità, di farla propria e di farci i conti,
accomuna artisti ed architetti portandoli a scavalcare barriere disciplinari
e rispettivi campi di azione proponendo due tipologie d'intervento : l'esplorazione
in termini etnografici o romantici, flaneriani e situazionistici e l'esperienza
collettiva; la metropoli come luogo erratico e della visionarietà
e la città come luogo dell'incontro e dello scontro; lo spazio
dello scarto poetico e il luogo comune del sociale, comprendenti in sé
varie possibilità di incroci e sovrapposizioni.
L'utopia praticabile, rispetto a ciò, non dà soluzioni chiavi
in mano, ma fornisce indicazioni, in qualche caso ribaltando in positivo
realtà negative, o attenendosi alla realtà cruda. Indicazioni
tutte da verificare per lo più temporanee e in transito per una
città in cui si addensano conflitti e tensioni che hanno fatto
saltare logiche e parametri ora da riconsiderare alla luce di una metropoli
che sta diventando qualcosa di "altro", di difficile riconoscimento
e collocazione del nuovo in categorie precise, che siano di sviluppo oppure
di degenerazione. La rivisitazione poetica, la rilettura concettuale dello
spazio deve sintonizzarsi dunque necessariamente con la trasformazione
della geografia metropolitana, con le energie e le esigenze di chi vi
abita quotidianamente, secondo un atteggiamento in linea con le esperienze
europee all'avanguardia che interpretano la città come estensione
dello spazio del vivere umano.
La
manifestazione è promossa da Atac e Metro.Roma con il passaggio
in via sperimentale del video "L'utopia praticabile-ipertesti mertropolitani"
nei monitor della metropolitana, che ne evidenzia le caratteristiche di
progetto in transito e di attraversamento che esce dai luoghi deputati
e si immerge nella realtà di tutti i giorni.
"
Pietralata: back to the future"
Alberto Abruzzese - Pentastudio - Ciriaco Campus
"Making
Waves: pulsazioni sonore emozionali a Primavalle"
Salvatore Aprea - Sala 2 Architettura - Piero Mottola
"P.
rainbow" Stadio Olimpico
Lorenzo Benedetti - 2A+P - PH.ON
"J.G.
Ballard a Parco Leonardo"
Massimo Ilardi - Ma_A - Alberto Zanazzo
"radioDeriva:
un progetto di parassitismo urbano" incrocio Terme di Caracalla +
rete romana dei semafori
Lorenzo Imbesi - CRO studio - Daniele Pario Perra, Cesare Pietroiusti
"G.R.A.:
la città anulare"
Emanuele Piccardo - Anna Rita Emili/Altro_Studio
- Lorenzo Brusci/Giardino Sonoro
"Milka:
dal Campo Boario viaggio di sola andata"
Bartolomeo Pietromarchi - Lorenzo Romito/Osservatorio
Nomade - Matteo Fraterno
"Città
nomade permanente per Colli Aniene"
Enzo Scandurra - ma0 + formazero - Pieroni
& Riescher
Museo Hendrik Christian Andersen Via Pasquale Stanislao Mancini 20 - ROMA
tel. 39 06 3219089 - www.museoandersen.beniculturali.it
fino al 10 luglio 2007 - da martedì a domenica, 9.00 -19.30 (ingresso
fino alle 19.00)
UNDERSTUDIO
progetto itinerante di interazione tra arte e architettura
in collaborazione con Fondazione VOLUME!
iniziativa promossa da
Atac e Metro.Roma
con
il Patrocinio di:
Ministero dell'Università e della Ricerca
Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma
Assessorato all'Urbanistica (Politiche della Programmazione e Pianificazione
del Territorio - Roma Capitale)
Assessorato alle Politiche per le Periferie del Comune di Roma
Prima Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni - Università
di Roma La Sapienza Facoltà di Architettura Valle Giulia - Università
di Roma La Sapienza Dipartimento di Architettura e Urbanistica per l'Ingegneria
- Università di Roma La Sapienza
Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di
Roma e Provincia Fondazione Adriano Olivetti
Cittadellarte Fondazione Pistoletto
©copyright
archphoto-PAtrizia Ferri+Fabio Briguglio
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