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Misurarsi
su sottili presenze, trasparenti estese, pensare che qualcosa ci sia e
poi sparisca per sempre o per qualche minuto primo, come inghiottito dalle
acque profonde; lasciare che tutto sia come prima, ma solo per qualche
spazio di tempo. Nel vagare, con la pioggia o col sole, tra l'odore d'acqua
di canale e le lievi stasi del vento, si può davvero pensare di
rimanere per ore. Nessuno impedisce i facili movimenti orizzontali del
spostarsi con voglia lenta, fatta per osservare Venezia e il suo Arsenale.
Di sorpresa ci può avvolgere la nebbia, che per qualche istante
ci lascia di stucco, sul piedistallo del nulla; ma è solo un momento
di rara noia tra le righe di pochi pensieri; poi come per magia appare,
vaga e sfocata come se fosse fatta di niente, la nostra Isola che [non]
c'è, e non è solo un miraggio lontano, ma piena presenza,
aerea visione, che lascia il fiato per dire parole. Si può scegliere
di guardarla come se poi non fosse vera, si può scegliere guardinghi
di avvicinarsi, fino all'ultimo estremo lembo di terra sicura, per poi
guardarla quasi impauriti del nulla che ci si presenta davanti.
Oppure, più serenamente, procedere con passi tranquilli, facendo
finta di niente. O ancora, osservare e imitare timidamente quel che fanno
i bambini: tra un salto e l'altro nel vuoto, tra le fila della loro gioia,
la rete serve a fare balzi nel cielo e il suolo sparito diventa immaginario
tappeto, elastico a sufficienza da concederci il gusto sottile di toccare
le stelle. Facilmente si potrebbe notare che le signore avranno imbarazzo
a farsi guardare dal mare; tra le pieghe delle loro gonne leggere si insinua
lo sguardo del curioso fatto di finta casualità. Forse, a pensarci
bene, è proprio con finta casualità che qualche ragazza
dai modi ingenuamente impertinenti lascia che l'immaginario sia velatamente
svelato, qualcosa che dura lo spazio di brevi istanti; qualcosa che ha
decisamente a che fare con l'infinito. Nell'isola che [non] c'è
capitano spesso cose strane: si dice si narra, ma forse sono solo racconti
di viaggiatori, che, stanchi delle solite storie d'oriente, inventano
favole per sciocchi; ma si dice che sotto l'isola possa piovere quando
fuori non piove e si stia più asciutti quando altrove piove, quando
la goccia d'acqua cade leggera sulle teste di ponte, sulle tese, sui moli,
sui nuovi giardini in fiore, sulle luci del suolo, piccoli led ad immagine
e somiglianza vaga e lontana della cupola celeste e delle sue stelle.
Qualche volta la tensione si allenta, leggermente; s'innalzano precise
sezioni di acciaio e la nostra isola che [non] c'è si estende nell'aria,
come fatta di gravità lunare, galleggia sospesa, in attesa che
barche e navette, che hanno il cattivo gusto di essere poco sottili, possano
transitare; ma tutto questo succede con misura e su misura dell'ingombro
passante. Far finta di sfiorare le punte delle imbarcazioni più
strane diventa gioco bambino fatto dai grandi: qualcuno vedrà sicuramente
le navette toccare con l'antenna la rete, nello stesso e identico modo
con cui il dito dell'amante sfiora la pelle della sua amata visione. Si
potrebbe sospettare che lo facciano apposta. Ma arriverà prima
o poi una nave carica di beni preziosi; arriverà con mille persone,
alta come palazzi, nera e maestosa; chiederà con il suono della
sua sirena di passare e lentamente, inarrestabile, si farà più
vicina.
Si
vedrà il vapore dei suoi motori fumare nel cielo formando nuvole
bianche, dal ponte le genti che salutano, dai pontili le genti che rispondono
con fazzoletti bianchi e bandiere tricolore: è l'arrivo del Rex,
non come lo vedeva Federico, nel mare tra le lampare, ma come lo si vede
dall'isola che [non] c'è; di giorno tra la nebbia o nel sole, o
di notte tra mille luci, tra la curiosità e lo stupore delle persone.
Ed è proprio in questa atmosfera di festa che l'isola che [non]
c'è scompare: magicamente, lentamente, cala le sue forti e sottili
funi d'acciaio; lascia che la sua rete d'aria s'immerga nel mare; scompare;
tra gli sguardi increduli, si lascia andare, come morire. E' l'isola che
[non] c'è, e tra rumori di corde che tirano e mollano, è
l'isola che [non] c'è più. Si avverte solo il ricordo nell'aria,
che in un instante diventa lontano: la nebbia tra i pensieri torna a farsi
sentire. A qualcuno scende una lacrima sottile, evidenza di una lieve
mancanza, evidenza di una speranza: la voglia che un giorno o tra pochi
istanti, per gioco o magia, così come se ne è andata, ritorni
ancora quell'isola che [non] c'è.
LINEE
TEORICHE PROGETTUALI
Immaginarsi un ponte a Venezia nell'Arsenale è diventato il nostro
gioco per qualche giorno in questa lunga estate calda. Abbiamo davanti
a noi tutto il millennio per svolgere il tema, prima che questa città
tutt'altro che eterna, possa definitivamente sprofondare nel regno che
gli antichi dicevano essere di Nettuno. Forse il ritorno al mare di Venezia
è inevitabile, forse Venezia non è altro che l'ultima punta
di terra emersa di quello che un tempo fu Atlantide. La terra ferma a
Venezia è come un miracolo sospeso sull'acqua. Venezia ci sembra
una città dove l'orizzontalità è elemento fondamentale.
Laguna fatta da isole, si può girare per giorni sempre con quei
pochi centimetri di acqua sotto i piedi che rendono possibili gli spostamenti,
ma quasi esclusivamente con mototopi, gondole o altre imbarcazioni a basso
pescaggio. Il movimento pedonale è una realtà, ma la sensazione
di umido segue ogni passo. Un giorno il mare, alzandosi, ci regalerà
l'immagine di Venezia città con l'acqua alta perennemente installata,
tra i palazzi, nelle piazze e nei i sestieri.
Un
giorno quindi, cammineremo sull'acqua di Venezia con scarpe magnetiche
simili a quelle di Paperinik ed inventate da Archimede Pitagorico. In
attesa, possiamo trovare provvisorie risoluzioni a problemi provvisori
in uno scenario che, più che in ogni altro posto del mondo, ci
rende coscienti della mutevolezza delle cose e dell'universo. Mutevolezza
e instabilità dunque vanno viste come occasione di ingegno e come
segno dell'infinito che si nasconde nelle cose e nell'anima degli esseri
umani. Il programma del progetto di riqualificazione dell'Arsenale conferisce
a questa area la qualità della differenziazione delle attività,
è necessario quindi, che le connessioni tra le parti siano efficienti,
silenziose, semplici e che mantengano alcune delle caratteristiche di
Venezia; le mantengano come un codice genetico scritto tra le corde, nelle
forme e nello spirito: Venezia orizzontale. Venezia
bagnata. Venezia che sprofonda. Venezia stratificata sul mare. Venezia
fatta di rumori salati. Venezia tesa tra le sue tese. Venezia che lentamente
muta. Venezia che forse muore.
Allora
ci sarà un nuovo lembo di terra che unirà due sponde di
pietra, sarà fatto quasi di aria ed esteso nelle sue misure a formare
un luogo che appare e scompare, tra la nebbia, ma anche alla luce del
sole. Sarà orizzonte fatto di gente e ai suoi piedi avrà
due spazi, luoghi di giochi, visioni, suoni e musica. Nuovo strato sottile
fatto di poco si andrà ad aggiungere all'esistente come segno su
segno, formando un'orma nuova, traccia provvisoria e pronta ad essere
portata via dal lento salire dell'acqua. E' piacevole pensare che un luogo
possa esistere ed essere evidente per poi sparire come nel nulla lasciando
solo sensazioni e rumori. E' piacevole anche l'idea che un luogo a Venezia
possa emergere dalle acque e tutto questo diventa la metamorfosi di una
speranza. La superficie che unirà i due lembi di terra divisi dall'acqua
sarà una porta mutevole che segna l'ingresso nel nuovo scenario
dell'Arsenale; un isola che emergendo possa unire le due sponde, trattando
l'occasione del passaggio come momento di gioia e incontro. Due suoli
potranno fare da connessione tra la superficie della rete e la terra,
occupando parte degli spazi pubblici e portando la quota dei passi al
livello dell'isola.
Un
oggetto sottile, che si immerge nelle acque quando è il caso, o
si tende sospeso in orizzontale; o ancora si alza nell'aria per farsi
sentire ancor più leggero. La notte ci porta ad immaginare scenari
e scenografie luminose, fatte di infinite luci sul orizzonte della rete
tesa, che fanno specchio alle stelle nel cielo. Immergendosi nel mare
è come se le acque inghiottissero il cielo; non è altro
che il sogno dei fanciulli: poter acciuffare le stelle nello specchio
di una semplice pozza d'acqua. Indecifrabile, mutante, orizzontale, aerea
la nostra isola che [non] c'è è forse solo la metafora dell'alzarsi
e abbassarsi delle maree su questo pianeta, o sogno di un luogo di pace
tra le terre, che riporta alla luce dalle profondità marine il
mito e la forza di Atlantide.
DESCRIZIONE
FISICA DEL PROGETTO
L'isola che [non] c'è non è altro che un insieme di cavi
funi tubi flessibili e una rete d'acciaio flessibile che formano un sistema.
Una serie di cavi sono tesi tra sponda e sponda, paralleli tra loro, e
sono necessari a sostenere la struttura. Altri cavi o meglio tubolari
formano un telaio semiflessibile di controvento e sono disposti con una
conformazione irregolare, seguendo ipotetiche traiettorie che in fisica
vengono dette traiettorie quantiche. Infine vi è una rete che rende
possibile il calpestio. L'effetto visivo del sistema e quello della trasparenza
Nella rete viene anche inserita una maglia di luci a led, che illuminano
la struttura di notte e rendono scenografico l'evento dell'immersione
della rete in mare durante le ore notturne. Questa rete viene sospesa
ad una altezza media di 3 metri sopra il livello delle acque per garantire
agevolmente il passaggio delle imbarcazioni "veneziane". I cavi
vengono tesi in modo da rendere la struttura stabile per il calpestio
delle persone e vengono rilasciati per fare in modo che la struttura,
del tutto simile ad uno scolapasta, possa immergersi nel canale, fino
ad adagiarsi in prossimità del fondale consentendo così
il passaggio delle grandi navi.
La
rete inoltre, ha la possibilità di essere sollevata in aria da
pali metallici pneumatici a pistone, fino ad un altezza complessiva di
circa 8 metri sopra il livello del mare, garantendo un passaggio agevole
per quelle imbarcazioni di media grandezza, senza dover ogni volta ricorrere
all'annegamento della struttura. Sulle sponde vengono predisposte due
piazze che connettono la quota dei moli delle banchine con il livello
della rete e sono costituite da due impalcati di struttura metallica rivestita
in griglia e ricoperte con svariati materiali, come erba legno fiori o
altro. Questi impalcati portano l'altezza del suolo di calpestio dal livello
attuale, che si trova a 1,60 metri circa sopra il livello delle acque,
al livello di imposta della rete, che, per garantire una luce media complessiva
di 3 metri, dovrà essere di circa 3.50 metri sopra il livello del
mare.
Queste
due piazze sono immaginate come elementi di connessione con lo spazio
del ponte. Luoghi ludici, spazi che possono avere diversi tipi di allestimenti
e diverse conformazioni del loro suolo, a seconda delle necessità
e delle voglie. Esse sono mutanti, ma hanno in se alcuni elementi fissi,
oltre ovviamente la struttura: luci a led di varia misura e potenza; per
l'illuminazione dello spazio pubblico in diversificate conformazioni scenografiche;
pannelli fotovoltaici per ricavare l'energia sufficiente alle piazze e
alle macchine per il funzionamento del ponte; una serie di elementi adatti
per le sedute, per garantire la fruibilità e la vivibilità
del luogo; "bauli"; utili per il magazzinaggio di oggetti di
vario tipo per le feste gli allestimenti e la manutenzione delle strutture;
servizi igienici ed eventuali altre cabine che consentano una corretto
approccio alle normative vigenti. Al loro interno, inoltre, le piazze
nascondono tutte le macchine per i movimenti dei cavi e della rete. Probabilmente
sarà possibile ricavare anche un volume nella zona a sbalzo dedicato
ad una sala per allestimenti o ad un bar con pavimento con vista sulle
acque.
Riteniamo
rilevante sottolineare il fatto che l'intera opera, ovvero la rete sospesa
su cavi, più le due piazze rialzate che connettono la rete al suolo
pubblico, sono fatte e pensate per essere smontare in pochi giorni lasciando
le banchine esattamente come sono ora. Poco o niente viene compromesso
dall'inserimento di questo progetto nel luogo. Vorremo altresì
chiarire che al sistema cavi tubi rete abbiamo dato una conformazione
e una forma provvisoria che andrà certamente studiata nel dettaglio
in successive fasi della progettazione.
VERIFICA
E IPOTESI DELLE QUANTITA'
L'ISOLA
CHE [NON] C'E'
Dimensioni complessive area di attraversamento (circa 30 ml x 29 ml):
circa 850 mq circa
Area percorribile (22 ml x 30 ml): circa 650 mq
Pieno carico: 4 persone a mq (320 kg/mq) più il peso proprio (fino
a 80 kg/mq)
Massimo carico previsto: 400 kg/mq
Numero massimo di persone possibili: 2500
Numero massimo di persone previste: 1500
Possibilità di passaggio carrabile: si/ evento eccezionale (non
in contemporanea con l'uso pubblico pedonale e installando protezione
per le reti e cavi aggiuntivi di sicurezza)
Altezza media dell'estradosso del ponte: +3 ml (calcolato a pieno carico)
Altezza in prossimità delle rive: +3.5 ml
Altezza in mezzeria: + 2,5 ml (calcolato a pieno carico)
Numero dei cavi principali: 7-10 ( paralleli e tesi)
Tipologia di cavo ipotizzato: cavi in acciaio flessibile utilizzato per
la pesca (SUL TIPO DI QUELLI PRODOTTI DALLA SIMAR S.R.L. CHE REALIZZA
CAVI IN ACCIAIO E ALTRO PER LA PESCA E NON SOLO)
Ipotesi di progetto: cavo costituito da tre cavi da 3 cm a sistema con
sezione tipo a trifoglio
Peso: (3,1 kg/ml x 3) circa 10 kg/ml (sulla base dei dati forniti dalla
Simar S.r.l.)
Numero dei tubi semiflessibili perimetrali di telaio: 4
Numero dei tubi o cavi semiflessibili interni di controvento: 20 (con
traiettoria a palla di biliardo)
Metri di cavi funi calcolati sul disegno: 550 ml
Metri di cavi funi di calcolo(per eccesso): 600 ml (i cavi di sollevamento
sono stai calcolati di 70 ml l'uno per garantire salita e discesa della
struttura nel canale)
Metri di tubi o cavi semiflessibili calcolati da disegno: 550 ml
Metri di tubi o cavi semiflessibili calcolati di calcolo: 700 ml
Elementi di raccordo in plastica, nylon carbonio, acciaio : a corpo
Spessore di calcolo dei cavi e delle funi: 6 cm
Spessore di calcolo dei tubolari o cavi semiflessibili 7-8cm
Metri di rete: 900 mq - 1800 se doppia (viene ipotizzata la sua realizzazione
con sistema misto di cavi a diverso spessore intrecciati in acciaio e/o
nylon)
Freccia massima ammissibile al centro: 1 ml
Tensione massima di trazione risultante dal calcolo sui cavi portanti:
75.000 kg ( la tensione risulta calcolata come carico applicato nel punto
più sfavorevole, al centro del ponte, valutato in 10.000 kg di
carico ottenuto come valore risultante da un carico uniformemente distribuito
di 400 Kg/mq e freccia di 1 metro. Il calcolo è stato eseguito
con la regola del parallelogramma per la scomposizione delle forze)
Area della sezione di cavo: 30 cmq circa
Tensione di rottura: 16.000 kg/cmq (dati delle tabelle Simar Srl)
Tensione di rottura ipotizzabile per i cavi: 400.000 kg
PIAZZE
RIALZATE:
Sistema strutturale portante( non visibile): sistema reticolare in acciaio
Sistema di rivestimento strutturale( rivestibile): griglioni in acciaio
Area calpestabile: 1250 mq
Perimetri: 175 ml + 175 ml
Altezza massima: 1.80 ml
altezza minima: 0.20 ml
Altezza media per i calcoli: 1 ml
Numero di luci a led a suolo: 500
Numero di luci led a perimetro:500
Pannelli fotovoltaici: 200 mq
Materiali per il rivestimento del suolo: erba, fiori, terra, sassi, griglia,
legno cemento, courten,
( è possibile in realtà rivestire il suolo con qualsiasi
si tipo di materiale per esterni)
Aree attrezzate per i servizi: 2
Bauli di ricovero per i materiali 6
Locali tecnici: 2
Locali coperti fruibili al pubblico: 1 (100 mq utili)
MACCHINE
PER I MOVIMENTI:
Pistoni per il sollevamento in aria dell'area di attraversamento: 14 -
16 ( una per cavo)
Attrezzature per il tiraggio e il rilascio dei cavi (prima sponda): 1
Attrezzatura di supporto per il tiraggio e rilascio dei cavi (seconda
sponda): 1
COSIDERAZIONI ECONOMICHE
L'ISOLA
CHE [NON] C'E': ( prezzo valutato per la sola fornitura)
E. 400.000/450.000
Cavi
per il sollevamento: E. 100.000 (Caratteristiche desunte dalla ditta Simar
Srl)
Peso: 10 Kg/ml
Quantità: 600 ml ovvero 6000 Kg
Prezzo: 150 E/ml oppure 16 E/kg
Tubolari
semiflerssibili di controvento: E. 100.000
Peso: 5000 kg
Quantità: 700 ml
Prezzo: 140 E/ml o 20 E/kg
Rete
per il calpestio: E. 150.000
Quantità: 900 mq
Prezzo:160 E/mq
Elementi
di connessione o secondari e altro: E. 50.000/100.000 (prezzo a corpo)
PIAZZE RIALZATE
E. 300.000
Il calcolo viene eseguito immaginando di paragonare il costo di quest'opera
al costo di costruzione al mc di una casa di tipo civile completa di finiture
servizi e impianti riportato sui prezziari regionali delle opere edili.
Pensiamo quindi che questo costo sia stimato per eccesso e si possa immaginare
comprensivo della manodopera per l'installazione delle macchine di movimento
e della struttura aerea cavi tubi rete, del trattamento plurimaterico
del suolo, delle luci a led nelle piazze e sul ponte, e dell'impiantistica
in genere.
Volume di calcolo: 1250 mc (superficie 1250 mq x altezza media 1 ml) di
cui 700 mc valutati come piani rialzati 550 valutati piani fondi
Prezzo: Piani fondi:155 E/mq-Piani rialzati: 305 E/mc
MACCHIME PER I MOVIMENTI: (prezzo valutato per la sola fornitura)
E. 300.000/350.000
Pistoni ( solo fornitura): E. 125.000/150.000
Sistema per il movimento del suolo sospeso (solo fornitura): E. 175.000/200.000
POSSIBILI
INTROITI E GUADAGNI:
Risparmio
energetico ricavato dall'uso del sistema fotovoltaico:
Il risparmio in termini di costo dell'energia che è possibile ricavare
dall'impianto fotovoltaico delle piazze pensiamo possa coprire, almeno,
il maggior costo di manutenzione della struttura rispetto ai ponti tradizionali.
Contiamo di far funzionare, con una superficie di circa 150-200 mq di
pannelli fotovoltaici diversamente disposti e inseriti orizzontalmente
nel suolo, tutte le luci a led del ponte delle piazze e le macchine di
movimento.
Affitto
degli spazi delle due piazze per l'organizzazione di eventi: 50.000 E/anno
(si calcola almeno 20 eventi affittando il suolo pubblico per E. 2.500
ad evento) possono servire per il servizio di sorveglianza
Affitto
o vendita del locale adibito presumibilmente a bar o disco: E. 100.000
( 1000 E/mq)
Queste risorse comunque, eventuali, sono state ripartite nel calcolo del
costo tra la struttura aerea (isola che [non] c'è) e le macchine
per i movimenti.
Team
project
Augusto
Audissoni|Alessandro Chiossone|Anna Cavallo|Gianantonio
Cerruti|Mauro Micheletti|Chiara La Regina|Roberta
Volpone
©copyright
archphoto-Tutti gli autori
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