Firenze|Pino
Brugellis
PIAZZA E CENTRO
SERVIZI A CALAMBRONE, PISA
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Come
trasformare un vecchio magazzino, una autorimessa, la casa del custode,
un serbatoio dell'acqua costruiti durante il periodo fascista e che il
tempo e la storia hanno reso luoghi fatiscenti di emarginazione e degrado?
Demolire? Fare tabula rasa di ciò che porta i segni di una negatività
ancora non metabolizzata dalla gente? Restituire questi edifici alla loro
originaria fattura con un restauro che tiene conto delle nuove esigenze
ma che di fatto creerebbe dei falsi, facendo finta che gli ultimi 60 anni
non ci siano stati? Come coniugare le esigenze della committenza, con
quelli dell'amministrazione comunale e delle soprintendenze? Come creare
un luogo di aggregazione per una nuova cittadina, facendo si che tutti
abbiano dei benefici da questa operazione? Abbiamo incontrato gli abitanti
cercando di capire le loro esigenze non solo quelle materiali. Ci siamo
fatti narrare i loro sogni e l'atmosfere che secondo loro creano una identità
del luogo rendendo quell'esperienza unica. "Voglio
una casa, ma anche un luogo dove lavorare con i negozietti, quelli delle
delizie Ecco allora una piazza mediterranea con un edificio che collega ed unisce tutte i vecchi edifici esistenti: un edificio siepe con differenti essenze, che delimita lo spazio e che attraversa le fabbriche esistenti e le svuota, trasformandole in zone di sosta, piccole piazzette. L'interno di questi spazi è scoperto, accessibile a tutti, come le piazzette dei centri storici che ritagliano pezzi di cielo. E' un intervento che tiene conto del tempo e della sua influenza, che ha plasmato i vecchi edifici in luoghi ostili. Captando l'energia del posto abbiamo trasformato questa energia inversa in positiva. Una grande piazza verde che tiene insieme il tutto e dove il nuovo si fonde con le preesistenze creando un luogo che inscena le differenze. Il
progetto per Calambrone nasce dunque dal luogo stesso, dalla terra, dal
mare, dal cielo, dalla gente: abbiamo cercato di far riaffiorare quelle
tracce invisibili che già insistono sul territorio, unendo la tradizione
e lo spirito del luogo con gli elementi più innovativi delle tecnologie
contemporanee. Abbiamo voluto creare spazi capaci di contenere passato
e futuro, concepiti per inserirsi in uno scenario complesso e diventare
una nuova centralità, portare alla luce ciò che già
esiste, sentire il luogo per farlo rivivere. L'architettura si misura
con i suoi elementi primari, divine relazione e paesaggio. Un lavoro,
non tanto di creazione, bensì concepito come scoperta: far riemergere
ciò che già è appartenenza, possesso. Il progetto
nasce così dalla storia e dalla geografia del territorio per divenire
"materia" che risponde a nuove esigenze e nuovi modi di vivere.
E' la natura che diventa architettura, crea sinergie, habitat gradevoli
e microclimi ideali: spazi vivi e allegri, una architettura che rifiuta
la sua autocelebrazione e guarda alla gente, "all'altrui".
©copyright archphoto-Pino Brugellis
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